Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Associazioni cattoliche si mobilitano contro l'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Si mobilitano le aggregazioni laicali italiane. Mentre in Senato vanno avanti le audizioni sulla legge per il testamento biologico, il popolo cattolico si compatta per fare il punto sui temi oggi piu' stringenti: eutanasia ed accanimento terapeutico. Lo scopo e' rimettere al centro la cultura della vita contro una cultura della morte sempre piu' diffusa nella societa'.
Si sono incontrati cosi' oggi, all'universita' del Laterano, i rappresentanti di 66 gruppi, movimenti e associazioni laicali membri della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali in un seminario dal titolo 'La speranza cristiana: luce nella sofferenza e nella morte. Ne' accanimento terapeutico, ne' eutanasia'.
'L'eutanasia e' il fallimento della medicina e della societa' - Maria Luisa Di Pietro, presidente dell'Associazione Scienza e Vita, spiega l'adesione alla iniziativa della Consulta della sua Associazione - partecipiamo al seminario perche' abbiamo la sensazione che ci sia un esiguo numero di persone che vuole difendere a tutti i costi una certa ideologia e imporla a tutto il popolo italiano che invece vuole morire di morte assistita e non anticipata. Noi vogliamo che si possano dare e utilizzare tutte le strutture a disposizione perche' si possa arrivare alla morte nella maniera piu' serena possibile. Non e' questione di essere cattolici o no, ma di essere esseri umani'.
'L'accanimento terapeutico - continua Di Pietro - e' una questione che va valutata di volta in volta, caso per caso e che non si puo' stabilire a priori. Lo ha dimostrato anche il caso Welby che e' stato volutamente fatto uscir fuori dallo specifico contesto clinico e dal rapporto fiduciario medico-paziente'.
No anche al testamento biologico. 'E' uno strumento - spiega Di Pietro - molto pericoloso e complesso: da un lato delegittima il medico e dall'altro puo' introdurre pratiche eutanasiche perche' entrano in scena soggetti altri che possono non aver compreso a pieno la volonta' del paziente'.
'Al paziente - interviene mons. Renzo Pegoraro, direttore della Fondazione Lanza - si devono assolutamente offrire buone terapie del dolore, oggi molto avanzate, ma il farmaco non basta se non e' unito alla presenza umana. Eliminare il dolore fisico non significa eliminare l'intera sofferenza del paziente che e' anche psichica e emotiva. Quel che si deve fare e' favorire l'accompagnamento alla morte'.
Su questo tema mons. Pegoraro non risparmia critiche alla Chiesa cattolica: 'La pastorale sanitaria - osserva - e' la Cenerentola delle pastorali nel senso che e' stata fortemente trascurata mentre la societa' italiana e' cambiata profondamente negli ultimi 30-40 anni ed e' quindi necessario approfondire e rinnovare il capitolo della risposta cristiana alla sofferenza.
La Chiesa deve incoraggiare una maggiore attenzione verso i malati'.
E il caso Welby? 'Quando le cose prendono la piega politica - osserva mons. Pegoraro - e si accendono i riflettori, tutto cambia. Cosi' Welby ,in mano ai Radicali, e' stato messo in esposizione e se ne e' voluto fare un simbolo dando alla sua morte un certo scopo mentre se ne sarebbe potuto dare uno del tutto opposto'.
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