Italia. Associazioni operatori: la tossicodipendenza va curata e non punita
In Italia e' necessaria 'una immediata e realistica politica sulla droga': serve 'una netta inversione di tendenza' rispetto alle politiche finora attuate.E' il messaggio forte che Federserd - federazione italiana degli operatori delle dipendenze alla quale aderiscono gran parte dei professionisti dei servizi pubblici e molti operatori del privato sociale - invia alle forze politiche, in vista delle prossime elezioni.
In un documento, che Federserd inviera' nei prossimi giorni a tutti i candidati premier e ai capolista, l'organizzazione accusa i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni di essersi limitati a proposte-spot o a elaborare leggi 'estemporanee', che hanno dati ai professionisti del settore e ai pazienti 'il segno della incapacita' a costruire una strategia politica sulla droga coerente e duratura'.
Federserd denuncia il collasso della rete dei servizi delle dipendenze, pubblici e privati, a fronte di un pericoloso diffondersi dei fenomeni di consumo e abuso. E chiede alla politica di esprimersi chiaramente su una serie di proposte. In primo luogo, la federazione chiede di rivedere l'attuale normativa, 'avendo come riferimento le evidenze scientifiche e la competenza del sistema di intervento in Italia'. Poi, di destinare una quota del Fondo sanitario alle politiche sulla droga (adesso non arriva all'1% a fronte del 2% di media Ue) e di destinare una quota del Fondo sociale ai progetti sulle dipendenze patologiche. In terzo luogo, di dare concretezza al Piano d'azione nazionale con l'istituzione dei Dipartimenti per le dipendenze in ogni Asl e lo sblocco del turn over per il personale dei Sert e dei Servizi alcologici. Quindi, rivedere i Lea (livelli essenziali di assistenza), riconoscere il modello dell'Alta Integrazione pubblico-privato, istituire una disciplina di Clinica delle dipendenze per medici e psicologi.
Infine, Federserd chiede di tornare a un Dipartimento (o Agenzia) nazionale, con il compito di coordinare le competenze dei vari ministeri coinvolti nell'azione antidroga.
Aumento 'chiaro e netto' delle risorse a disposizione e impegno per una riforma del settore: sono le priorita' per gli operatori professionali delle dipendenze patologiche dell'associazione Itaca, che propone di valutare i programmi elettorali attraverso il filtro di queste indicazioni.
Il declino del settore della cura delle dipendenze - afferma in un documento Itaca Italia, braccio nazionale dell'Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze - e' 'intollerabile e drammatico'. A fronte dell'aumento netto dei bisogni e delle richieste che riguardano i consumatori di cocaina, di sostanze sintetiche e di oppiacei e i soggetti policonsumatori, infatti, secondo Itaca le risorse a disposizione stanno vertiginosamente calando. E con esse, denunciano, cala inevitabilmente la qualita' delle risposte e l'offerta delle prestazioni. E' indispensabile, quindi, un aumento delle risorse per mettere mano a una profonda riorganizzazione del sistema dei servizi, pubblici e accreditati.
Itaca segnala inoltre la necessita' di modificare la normativa sulla droga in vigore, la Fini-Giovanardi, 'inutilmente e dannosamente repressiva': occorre, affermano, sforzarsi di capire meglio i fenomeni legati agli usi di droghe.
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