Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Assolto uomo che coltivava una pianta di marijuana

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I carabinieri durante una perquisizione della sua abitazione trovarono in mansarda una pianta di marijuana e in primo grado, il 2 novembre 2002, venne condannato con rito abbreviato a quattro mesi. Oggi la Corte di Appello di Bologna lo ha assolto, accogliendo la tesi prospettata dal suo difensore, avv. Aldo Savoi Colombis: la legge punisce chi ha una piantagione, non chi ha solo una pianta.
G.S., 43 anni, incensurato che allora abitava a Santagata Bolognese, venne arrestato l'1 novembre 2002: i militari gli perquisirono la casa nell'ambito di una indagine su furti di cellulari - a cui poi l'uomo e' risultato del tutto estraneo - e nel comodino delle camera da letto trovarono un cofanetto con infiorescenze e foglie di marijuana, per un totale di 1,10 grammi, mentre in mansarda c'era la pianta, con 10 grammi di principio attivo. Il giorno successivo ci fu la convalida dell'arresto e la scarcerazione contestuale, quindi l'abbreviato davanti al giudice monocratico che lo assolse per il possesso delle foglie e delle infiorescenze, giudicate ad uso personale, e invece lo condanno' a 4 mesi (pena sospesa) per la pianta. Il giudice si rifece nelle motivazioni ad una decisione della Corte Costituzionale del '95 secondo la quale, che sia ad uso personale o meno se la pianta e' coltivata, chi la coltiva va punito.
Nell'appello l'avv. Savoi Colombis, pero', ha portato giurisprudenza di legittimita', in base alla quale chi non ha una piantagione ma coltiva una pianta sola va assolto. E questa prospettiva e' stata accolta dai giudici.
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