Italia. Assr: Regioni in rosso anche per cure a immigrati clandestini
Un fondo di 37 milioni di euro per far fronte ad una spesa di 100. La copertura delle cure sanitarie per gli immigrati irregolari e' una delle voci largamente in rosso del Servizio sanitario nazionale e dei bilanci delle Regioni. Gli ultimi dati ufficiali li fornisce l'Assr-Agenzia per i servizi sanitari regionali, e riguardano il 2004; ma gli anni successivi non hanno rivelato sorprese sul fronte degli stanziamenti nel Fondo sanitario nazionale.
Lo Stato assicura agli stranieri irregolari le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, o comunque essenziali, e poi gli interventi di medicina preventiva (in particolare la tutela della gravidanza e della maternita' e la salute del minore, le vaccinazioni e la cura delle malattie infettive). Ma chi paga? Mentre gli stranieri regolari hanno l'obbligo di iscrizione al Servizio sanitario nazionale, a coprire le spese per le cure degli irregolari e' prevalentemente il Sistema sanitario nazionale e, solo per alcune tipologie di interventi, il ministero dell'Interno. Nel 2004, e' il dato certificato dall'Assr, la quota del Fondo sanitario dedicata agli irregolari ammontava a 30.990.000 euro. Le prestazioni, invece, sono costate oltre 55 milioni.
Dopo il 2004, il numero degli irregolari in Italia non sembra essere diminuito (la Caritas continua a stimarli attorno al mezzo milione) ma, nonostante l'evidente insufficienza, il fondo non ha subito adeguamenti. "Le risorse per gli immigrati irregolari sono sempre quelle previste nella legge 40 del 1998- spiegano dalla Conferenza delle Regioni- per cui lo stanziamento che negli anni passati ammontava a 60 miliardi di vecchie lire, oggi e' di trenta milioni di euro e 990".
Per quanto riguarda l'anno in corso, "la proposta di riparto deve acquisire come tutti i riparti l'intesa in conferenza Stato-Regioni" e la quota destinata alle "prestazioni per cittadini extracomunitari non in regola", chiariscono le Regioni, "arriva quasi sempre a fine anno". Ancora peggiore il quadro dal punto sul fronte del ministero dell'Interno. Lo specifico fondo, sempre nel 2004, ammontava a 6 milioni, la spesa a 45,9.
Lo Stato assicura agli stranieri irregolari le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, o comunque essenziali, e poi gli interventi di medicina preventiva (in particolare la tutela della gravidanza e della maternita' e la salute del minore, le vaccinazioni e la cura delle malattie infettive). Ma chi paga? Mentre gli stranieri regolari hanno l'obbligo di iscrizione al Servizio sanitario nazionale, a coprire le spese per le cure degli irregolari e' prevalentemente il Sistema sanitario nazionale e, solo per alcune tipologie di interventi, il ministero dell'Interno. Nel 2004, e' il dato certificato dall'Assr, la quota del Fondo sanitario dedicata agli irregolari ammontava a 30.990.000 euro. Le prestazioni, invece, sono costate oltre 55 milioni.
Dopo il 2004, il numero degli irregolari in Italia non sembra essere diminuito (la Caritas continua a stimarli attorno al mezzo milione) ma, nonostante l'evidente insufficienza, il fondo non ha subito adeguamenti. "Le risorse per gli immigrati irregolari sono sempre quelle previste nella legge 40 del 1998- spiegano dalla Conferenza delle Regioni- per cui lo stanziamento che negli anni passati ammontava a 60 miliardi di vecchie lire, oggi e' di trenta milioni di euro e 990".
Per quanto riguarda l'anno in corso, "la proposta di riparto deve acquisire come tutti i riparti l'intesa in conferenza Stato-Regioni" e la quota destinata alle "prestazioni per cittadini extracomunitari non in regola", chiariscono le Regioni, "arriva quasi sempre a fine anno". Ancora peggiore il quadro dal punto sul fronte del ministero dell'Interno. Lo specifico fondo, sempre nel 2004, ammontava a 6 milioni, la spesa a 45,9.
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