Italia. Aumenta il consumo di cocaina nelle Marche
Dal '99 al 2005, nelle Marche, gli utenti che si sono rivolti ai servizi sanitari e sociali avendo come sostanza d'abuso la cocaina sono aumentati da 146 a 467, passando dallo 0,04% allo 0,10%. In Europa 10 milioni di cittadini hanno usato almeno una volta nella vita la cocaina; in Italia il 4,6% della popolazione con una eta' compresa tra i 15 e i 64 anni. Questi alcuni dati emersi durante il 15/mo meeting dell' European Collaborating Centres in Addiction Studies (Eccas), tenutosi presso la Sala Raffaelo della Regione Marche.L' incontro, rivolto a operatori del settore delle dipendenze sia in ambito pubblico che privato sociale, e' stato un momento di confronto con un gruppo di esperti provenienti dai diversi paesi europei sul tema 'Modelli di trattamento nelle tossicodipendenze. Analisi sui consumatori di cocaina'. Durante l'incontro e' emersa la necessita' di impegnarsi sul fronte della prevenzione dell'uso della cocaina migliorando anche la capacita' di reclutamento degli utenti nei servizi. Il mondo della tossicodipendenza negli ultimi anni sta registrando alcuni cambiamenti significativi nelle tipologie di consumo e nelle sostanze utilizzate. La tendenza emergente e' quella della cosiddetta poliassunzione, cioe' l'uso combinato di piu' sostanze: alcol, cannabinoidi, droghe 'ricreazionali' come ecstasy, cocaina. Sembra esserci tra gli adolescenti una forte tendenza a non curarsi delle conseguenze future, tanto da considerare l'esperienza del consumo di droghe come una prospettiva appetibile. Altra tendenza che sembra imporsi, almeno in questa fascia di popolazione, la ricerca del cosiddetto 'sballo'.
L'intervento che le strutture e la societa' possono operare in favore dei giovani consumatori, e' una corretta informazione e fare prevenzione a piu' livelli e il piu' precocemente possibile. Per quanto riguarda invece l'offerta terapeutica e' noto che questa fascia di consumatori non si rivolge ai servizi in quanto non percepisce il suo comportamento a rischio. E' necessario, inoltre, aumentare le conoscenze che favoriscano l'emergere del cosiddetto sommerso, favorendo un contatto precoce dei consumatori con le strutture sociosanitarie.
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