Italia. Aumenta la richiesta di embrionali, costa poco importarle, ma sono pochi gli scienziati impegnati
Con l'approvazione del Settimo Programma Quadro sui finanziamenti alla ricerca "molti laboratori mi hanno gia' chiamato per avere delle cellule staminali embrionali su cui fare esperimenti". A dirlo e' Gianluigi Condorelli, ricercatore alla Fondazione Parco Scientifico Biomedico San Raffaele di Roma, uno dei (per ora) pochissimi ricercatori italiani a lavorare in quest'ambito. E anche se non e' certo un boom, quello che si sta facendo spazio nei laboratori del nostro Paese, l'interesse dei nostri scienziati per le staminali embrionali aumenta senza dubbio: con l'approvazione della nuova normativa a livello europeo, e fermo restando che nessun embrione verra' sacrificato alla ricerca, potrebbe allora verificarsi una vera e propria 'liberalizzazione' del settore.
La scommessa di Condorelli e' quella di curare il cuore dopo un infarto grazie all'aiuto di queste staminali embrionali: un progetto ambizioso, che punta a capire il meccanismo con cui le cellule staminali si trasformano nei cardiomiociti, ovvero quelle cellule che compongono il muscolo del cuore e che si danneggiano in caso di infarto. Poter 'fabbricare' cardiomiociti in laboratorio potrebbe allora aprire la strada ad una sorta di cellule capaci, una volta somministrate al paziente, di raggiungere il cuore infartuato sostituire queste zone danneggiate, permettendo all'organo di migliorare le proprie contrazioni e di pompare il sangue quasi come se fosse sano.
Nel suo laboratorio il professor Condorelli impiega alcune linee cellulari approvate dal Governo americano. E, precisa, queste cellule non sono poi cosi' diverse dalle altre: 'Le staminali sono solo un po' piu' lente a crescere. Noi ad esempio stiamo valutando la possibilita' di aumentare il differenziamento delle staminali verso i cardiomiociti, che sono le cellule della contrattilita' del cuore. Pero' non c'e' nessuna differenza sostanziale rispetto gli esperimenti con altre linee cellulari'. E allora perche' usare proprio le staminali embrionali? 'per il loro potenziale di generare piu' tipi di tessuti : e' come se avessero ancora tanta benzina nel loro serbatoio, mentre quelle adulte in realta' ne hanno meno, possono crescere meno e possono anche svilupparsi in un limitato numero di tessuti. Ed e' proprio la potenzialita' di queste cellule ad essere importante'.
Le staminali embrionali che arrivano in Italia dall'estero non sono molto costose. Anzi, a volte non costano proprio nulla: 'Quelle degli USA, per esempio, sono linee disponibili a tutti - spiega Condorelli - sviluppate da un ricercatore molto bravo di Harvard. Basta richiederle, e poter fornire un parere legale.
Questo parere l'ha voluto proprio il ricercatore americano, perche' voleva essere sicuro di darci qualcosa che poi poteva essere utilizzato nel nostro Paese'. Insomma, nonostante in Italia sia possibile fare ricerca sulle staminali embrionali, e nonostante sia facile ottenere linee cellulari esistenti dai ricercatori all'estero, nel nostro Paese sono meno di dieci gli scienziati impegnati in questo campo. Anche se, d'ora in poi, il numero potrebbe anche aumentare esponenzialmente.
La scommessa di Condorelli e' quella di curare il cuore dopo un infarto grazie all'aiuto di queste staminali embrionali: un progetto ambizioso, che punta a capire il meccanismo con cui le cellule staminali si trasformano nei cardiomiociti, ovvero quelle cellule che compongono il muscolo del cuore e che si danneggiano in caso di infarto. Poter 'fabbricare' cardiomiociti in laboratorio potrebbe allora aprire la strada ad una sorta di cellule capaci, una volta somministrate al paziente, di raggiungere il cuore infartuato sostituire queste zone danneggiate, permettendo all'organo di migliorare le proprie contrazioni e di pompare il sangue quasi come se fosse sano.
Nel suo laboratorio il professor Condorelli impiega alcune linee cellulari approvate dal Governo americano. E, precisa, queste cellule non sono poi cosi' diverse dalle altre: 'Le staminali sono solo un po' piu' lente a crescere. Noi ad esempio stiamo valutando la possibilita' di aumentare il differenziamento delle staminali verso i cardiomiociti, che sono le cellule della contrattilita' del cuore. Pero' non c'e' nessuna differenza sostanziale rispetto gli esperimenti con altre linee cellulari'. E allora perche' usare proprio le staminali embrionali? 'per il loro potenziale di generare piu' tipi di tessuti : e' come se avessero ancora tanta benzina nel loro serbatoio, mentre quelle adulte in realta' ne hanno meno, possono crescere meno e possono anche svilupparsi in un limitato numero di tessuti. Ed e' proprio la potenzialita' di queste cellule ad essere importante'.
Le staminali embrionali che arrivano in Italia dall'estero non sono molto costose. Anzi, a volte non costano proprio nulla: 'Quelle degli USA, per esempio, sono linee disponibili a tutti - spiega Condorelli - sviluppate da un ricercatore molto bravo di Harvard. Basta richiederle, e poter fornire un parere legale.
Questo parere l'ha voluto proprio il ricercatore americano, perche' voleva essere sicuro di darci qualcosa che poi poteva essere utilizzato nel nostro Paese'. Insomma, nonostante in Italia sia possibile fare ricerca sulle staminali embrionali, e nonostante sia facile ottenere linee cellulari esistenti dai ricercatori all'estero, nel nostro Paese sono meno di dieci gli scienziati impegnati in questo campo. Anche se, d'ora in poi, il numero potrebbe anche aumentare esponenzialmente.
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