Italia. Avvenire: no a depenalizzazione droghe
"La legge Fini sulla droga non funziona e le forze dell'ordine hanno problemi di organico": Sono questi i problemi evidenziati dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, commentando la rissa tra immigrati scoppiata ieri sera nel quartiere di San Salvario e la successiva protesta dei residenti."Conosco la situazione e capisco l'esasperazione dei cittadini. Battute demagogiche sul sindaco a parte -ha poi aggiunto riferendosi alle polemiche sollevate dal capogruppo di An in Comune, Agostino Ghiglia- i problemi sono la legge Fini e la carenza di organico delle forze dell'ordine". Il sindaco poi ha spiegato: "La legge Fini non funziona ed e' evidente perche' le forze dell'ordine intervengono, fermano gli spacciatori, ma dopo due giorni sono di nuovo liberi. Per quanto riguarda invece le questioni di organico - ha aggiunto - sto aiutando Questore e Prefetto di Torino per ottenere da Roma un potenziamento delle forze dell'ordine".
Chiamparino ha poi concluso: "Per quanto riguarda il Comune ho chiesto agli uffici di effettuare delle verifiche amministrative molto severe sugli esercizi commerciali che si ritiene siano sospettati di attivita' non legali".
I dati della Relazione annuale al Parlamento su droghe e dipendenze sono l'"ennesima prova del fallimento delle politiche proibizioniste e dell'enfasi posta sulla risposta repressiva". Lo sostiene Susanna Ronconi, presidente di Forum Droghe. "Importanti dunque sono le parole del ministro Ferrero, che rinnova l' impegno del Governo a riportare le droghe dentro le politiche sociali e fuori da quelle penali. Abrogare la legge Fini-Giovanardi e' urgente cosi' come metter mano a un nuovo testo che faccia della piena depenalizzazione del consumo individuale il suo perno". Ma, aggiunge, "e' ancor piu' urgente se si pensa che la gran parte dei consumatori non e' problematica, consuma occasionalmente o smette spontaneamente di consumare".
"Calma ministro Ferrero, dice bene quando parla di centralità della prevenzione e dell'informazione sulla pericolosità delle sostanze e degli abusi. Ma dice male, malissimo, quando inserisce nella ricetta la depenalizzazione dei consumi". 'Avvenire' scende in campo con un editoriale in prima pagina intitolato "Droga, dei nostri figli si tratta". Al quotidiano dei vescovi non sono affatto piaciute le dichiarazioni del ministro a commento della relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenza in Italia.
"Ministro -ammonisce il quotidiano della Cei- il consumo personale è depenalizzato dal 1975, le sanzioni amministrative sono blande, vuole forse togliere anche quella minima dissuasione?". Perché "educare significa anche dire dei no, mettere dei limiti -scrive l'editiorialista Giuseppe Anzani- la parola scoglio vuol dire ostacolo, ma anche appiglio di salvataggio cui aggrapparsi quando le rapide ti portano via". Infine, un monito: "Dal sentiero della vita dei nostri figli la droga va espulsa, non addomesticata".
L'Udc di Forli' dice "no" alla richiesta avanzata dal ministro della Salute Livia Turco di raddoppiare il limite massimo di possesso di droghe al di la' della quale si rischia il carcere con l'accusa di detenzione di sostanze supefacenti ai fini di spaccio, proposta che va a modificare la recente legge Giovanardi-Fini. Infatti fino a 20 "canne" non si rischia il carcere: questo e' quello che dice la legge, ma quello che infiamma la discussione e' il costante aumento del numero di assuntori di droghe leggere e pesanti che desta non poche preoccupazioni. "Non bisogna confondere gli assuntori di droghe con i tossicodipendenti che sempre piu' numerosi si rivolgono alle strutture sanitarie chiedendo aiuto", spiega Ugo Terracciano, consigliere Udc in consiglio comunale, gia' vicequestore aggiunto della Polizia di Stato a Forli', ex Comandante della Polizia Municipale di Forli' ed attualmente comandante della Polizia Municipale di Parma.
"I dati del 2004 dicono che a Forli' sono stati 476 gli assuefatti alle droghe che hanno chiesto sostegno all'Usl. Sono stati 15 i casi di giovani compresi fra i 15 e i 19 anni che hanno bussato alla porta del Sert e 44 di eta' compresa fra i 20 e i 24 anni. In tutta la Regione si sono verificati 25 morti per overdose e 27 per Aids. In generale la percentuale di aumento dei decessi per malattie connesse all'uso di sostanze stupefacenti e' del 24.6". Insomma, le statistiche nazionali e locali parlano chiaro: sempre piu' giovani si rifugiano nelle droghe sintetiche, pasticche, anfetamina ed Lsd che sbriciolano le cellule cerebrali portando alla demenza o alla schizofrenia.
"In qualita' di capogruppo Udc -afferma Gabriele Gugnoni- chiederemo lunedi' prossimo nel Consiglio comunale un'udienza conoscitiva volta a sapere quali siano le forme di prevenzione adottate dagli assessorati al Welfare e alle Politiche giovanili, quanto venga investito su questo tema, chi siano i soggetti convenzionati che affrontano queste problematiche, quale sia l'impegno diretto degli assessorati con le scuole e con la questura".
L'Udc di Forli' spera in una adesione compatta delle altre forze politiche perche' "non e' ammissibile che vogliano veicolare il messaggio 'drogarsi poco non fa male'. Non diciamo che la legge in vigore sia perfetta, ma che se ne puo' discutere".
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