Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Barbagli: agenzie di collocamento all'estero per badanti e operai stranieri

U.E. - ITALIA
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"Il sistema delle quote flessibili, da rivedere ogni sei mesi mi sembra corretto. Serve pero' un'entita', un'agenzia che sappia funzionare da raccordo fra la domanda e l'offerta. Che all'interno sia in grado di verificare le esigenze degli italiani: non solo il numero di lavoratori che servono alle imprese, operazione gia' non semplice; ma anche, per esempio, calcolare quante badanti servono alle famiglie". Lo dichiara in un'intervista a 'Il Corriere della Sera' il sociologo Marzio Barbagli, ordinario di Sociologia alla facolta' di Statistica dell'Universita' di Bologna e uno dei maggiori studiosi europei dei fenomeni migratori. "Sono favorevole a un accorciamento dei tempi per la concessione della cittadinanza e dei diritti politici. - dichiara Barbagli - Ma poi occorre dare una prospettiva sociale e il senso di essere italiani. Un'indagine fatta su ragazzi delle scuole medie mi indica che solo il 15 per cento dei figli di immigrati si dice italiano".
Barbagli ammette che l'integrazione "e' un processo lungo. Alcune cose si possono pero' fare. - spiega- Nelle scuole servirebbe un grande piano dedicato ai figli degli immigrati, per essere certi che si possano integrare. Mediatori culturali ovunque, riconosciuti come figure professionali. Classi speciali dedicate allo studio dell'italiano, come in America si fa con l'inglese". E aggiunge:"Penso a un progetto decennale. E' fondamentale, non basta dare diritti astratti". Riguardo all'eventualita' di prevedere 'esami' per diventare italiani, Barbagli sottolinea che "prove debbano essere previste quando si accorciano i tempi per ottenere i diritti politici. Sapere l'italiano, conoscere elementi di base della nostra storia e della nostra cultura. Avere presente la Costituzione e le leggi di base: essere coscienti, per esempio, che da noi la poligamia e' illegale".
"Sia gli studenti che gli adulti vanno invitati, spinti, a conoscere la lingua- precisa-: e' ancora l'esempio americano quello da seguire. E' fondamentale per l'integrazione. Occorrono campagne di convincimento, per far capire che e' un vantaggio prima di tutto per l'immigrato conoscere la lingua del paese che lo ospita".Per il sociologo occorre "superare la pratica delle sanatorie" e servono "norme piu' severe" per gli irregolari, con "sanzioni penali per chi non dichiara le generalita'".
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