Italia. Bari. Arrestato proprietario di uno smart shop per suicidio di un cliente
Il titolare di uno "smart shop" di Bari e' stato arrestato dalla Squadra Mobile a seguito della morte per suicidio di uno studente universitario. Secondo quanto accertato dalla polizia, nell'esercizio commerciale erano venduti semi e sostanze particolari, assunte da giovani per provare l'effetto "sballo". Lo studente avrebbe ingerito dei semi di "Argyreia nervosa", piu' nota come "rosa hawaiana", che conterrebbero l'amide dell'acido lisergico (Lsa). Nel negozio del commerciante, Sandro Barbieri, di 42 anni, torinese, venivano vendute anche altre sostanze che se assunte in maniera impropria possono produrre effetti stupefacenti. A seguito degli esami di laboratorio eseguiti dalla Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine di Roma, il gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedectis ha disposto il sequestro in tutto il territorio nazionale dei semi di "Argyreia nervosa".E il Codacons interviene sul caso. In Italia -afferma il Codacons- si contano oltre cinquanta smart-shop nelle varie citta', che attirano una clientela formata soprattutto da studenti universitari e liberi professionisti tra i 30 e i 40 anni. Questi negozi dovrebbero vendere prodotti legali e di origine naturale, simili a quelli che si trovano in erboristeria o in farmacia. Dopo la vicenda di Bari il Codacons chiede ai Nas di intervenire effettuando controlli a tappeto in tutti gli smart-shop presenti in Italia, al fine di individuare e ritirare dal commercio quelle sostanze e quei prodotti che, seppur di origine naturale, rappresentano un pericolo per la salute umana, in quanto presentano proprieta' allucinogene o stupefacenti in grado di mettere a repentaglio l'incolumita' di chi le assume.
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