Italia. Bassoli: conto su testo di legge condiviso sul testamento biologico
"Con l'inizio delle audizioni, che si sono tenute oggi presso la commissione Sanita' del Senato, in materia di dichiarazioni anticipate di volonta' dei trattamenti sanitari si e' avviata una fase importante di un percorso che mi auguro consenta di arrivare ad un testo condiviso". A dichiararlo la senatrice Ds Fiorenza Bassoli, relatrice dei disegni di legge sul testamento biologico.
"Come relatrice della legge lavorero' per questo. E' sempre piu' generalizzata la morte in ospedale e con le nuove tecnologie questo evento, fino a pochi decenni fa naturale, oggi viene parcellizzato fino a renderlo anche eccessivamente lungo e doloroso. In questo contesto appare chiaro come le generazioni che oggi si affacciano alla vecchiaia non accetteranno in modo rassegnato, come ancora oggi capita, di far gestire ad altri la conclusione della propria vita. E' questa una ragione in piu' per fare presto, e per dare mettere a punto uno strumento normativo da consegnare alle nuove generazioni".
Bossoli interviene anche riguardo ai medici che "oggi si trovano troppo spesso a svolgere la propria attivita' in assoluta solitudine. Sono tra i primi a sostenere l'opportunita' di un percorso condiviso con il paziente terminale, con la famiglia e con il fiduciario".
"Come relatrice della legge lavorero' per questo. E' sempre piu' generalizzata la morte in ospedale e con le nuove tecnologie questo evento, fino a pochi decenni fa naturale, oggi viene parcellizzato fino a renderlo anche eccessivamente lungo e doloroso. In questo contesto appare chiaro come le generazioni che oggi si affacciano alla vecchiaia non accetteranno in modo rassegnato, come ancora oggi capita, di far gestire ad altri la conclusione della propria vita. E' questa una ragione in piu' per fare presto, e per dare mettere a punto uno strumento normativo da consegnare alle nuove generazioni".
Bossoli interviene anche riguardo ai medici che "oggi si trovano troppo spesso a svolgere la propria attivita' in assoluta solitudine. Sono tra i primi a sostenere l'opportunita' di un percorso condiviso con il paziente terminale, con la famiglia e con il fiduciario".
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