Italia. Per battere la camorra, battere le rotte del commercio della droga
Per contrastare la camorra e mettere fine alla faida di Scampia serve un lavoro di intelligence sulle rotte del commercio della droga, il cui controllo e' l'origine dello scontro fra scissionisti e clan di Lauro. Lo segnala l'Osservatorio sulla camorra e sulla criminalita' guidato dal sociologo Amato Lamberti, che traccia sinteticamente in una nota la mappa dei traffici che portano le sostanze stupefacenti nella periferia nord di Napoli.Secondo Lamberti, il raggio dell'indagine andrebbe esteso, coinvolgendo a partire da Scampia i paesi coinvolti dal commercio di droga, e gli interessi di altre cellule della criminalita' organizzata.
"Sarebbe necessario uno sforzo di investigazione e di contrasto almeno paragonabile a quello messo in atto per stroncare il contrabbando di tabacchi esteri. Continuare a dare la caccia agli spacciatori di Scampia e ai piccoli e sanguinari camorristi del clan Di Lauro, scissionisti compresi, non puo' certo risolvere il problema".
"La guerra di camorra che, per ora, coinvolge tutta l'area nord immediatamente al confine con la citta' di Napoli ha come unica motivazione il controllo del mercato e dello spaccio di droga in quell'area -sottolinea l'ex presidente della Provincia del capoluogo campano- Poiche' a Napoli, ne' in quell'area ne' in altre esistono laboratori di produzione e o raffinerie di droga, si tratta di merce che arriva da altri luoghi, come la Spagna, per quanto riguarda la cocaina, il Nord Europa, per quanto riguarda anfetamine ed ecstasy, i Balcani e la Turchia, per quanto riguarda eroina, il Nord e il Centro Africa, per quanto riguarda hascisc, marijuana, eroina e cocaina brown".
"Logica vorrebbe che si concentrassero gli sforzi sulle strade attraverso cui sono assicurati i rifornimenti ai clan camorristici e, quindi, al mercato di Napoli e della Campania. Queste strade, tranne, in parte, quella spagnola, non sono controllate dalla camorra ma dalla 'ndrangheta calabrese e, quindi, sarebbe necessaria una azione investigativa e repressiva di raggio piu' ampio di quella per ora tutta concentrata sull'area Nord di Napoli".
"Gia' oggi sono evidenti i segnali di spostamento dei luoghi di spaccio in altre zone Giugliano, Caivano, Ercolano, Torre del Greco, controllate da altri clan camorristici che finora non avevano rapporti con i Di Lauro, e che potrebbero essere interessate da situazioni di conflittualita' analoghe a quelle di Scampia".
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