Italia. Battipaglia: la raccolta del sangue del cordone ombelicale
Parte anche dell'ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, Salerno, un progetto per donare il sangue del cordone ombelicale al momento del parto. Spiega il primario Carlo Buretta: "il sangue contenuto nel cordone ombelicale e nella placenta e' totipotente ovvero contiene cellule staminali, uguali a quelle presenti nel midollo osseo, capaci di rigenerare il sangue e per questo utili nella difesa di neoplasie e leucemie dei bambini". Il cordone ombelicale, buttato via dopo il parto, sara' invece donato a chi ne ha bisogno.
Qualunque donna sana, e' una possibile donatrice. Per farlo basta avvertire l'ostetrica o il ginecologo, firmare un modulo di consenso informato in cui ci si impegna a cedere ogni diritto sul sangue che verra' prelevato alla nascita dal cordone ombelicale, effettuare i controlli necessari al momento e ripeterli dopo sei mesi (con cui ci si assicura che la donatrice non sia portatrice di malattie infettive quali epatite B e C, HIV, sifilide o altro e che non soffra di anemia o di malattie ereditarie). A seguito del prelievo, l'unita' viene trasportata presso la banca di sangue regionale entro le 24 ore, analizzata e controllata. Se valutata idonea, conservata in azoto liquido a 196 gradi, in attesa di richiesta da parte dei Centri trapianto. Il progetto si avvale del supporto tecnico del centro trasfusionale diretto dal primario Giuseppe Colicigno, e ha gia' il consenso del direttore sanitario del Santa Maria della Speranza, Mario Forlenza.
Qualunque donna sana, e' una possibile donatrice. Per farlo basta avvertire l'ostetrica o il ginecologo, firmare un modulo di consenso informato in cui ci si impegna a cedere ogni diritto sul sangue che verra' prelevato alla nascita dal cordone ombelicale, effettuare i controlli necessari al momento e ripeterli dopo sei mesi (con cui ci si assicura che la donatrice non sia portatrice di malattie infettive quali epatite B e C, HIV, sifilide o altro e che non soffra di anemia o di malattie ereditarie). A seguito del prelievo, l'unita' viene trasportata presso la banca di sangue regionale entro le 24 ore, analizzata e controllata. Se valutata idonea, conservata in azoto liquido a 196 gradi, in attesa di richiesta da parte dei Centri trapianto. Il progetto si avvale del supporto tecnico del centro trasfusionale diretto dal primario Giuseppe Colicigno, e ha gia' il consenso del direttore sanitario del Santa Maria della Speranza, Mario Forlenza.
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