Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Berlusconi: ddl immigrazione e' suicida. Amato: basta benzina sul fuoco

U.E. - ITALIA
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Il ddl Amato-Ferrero che modifica la legge Bossi-Fini sull'immigrazione "e' un'ipotesi suicida per la nostra sicurezza". Non usa mezzi termini il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel giudicare negativamente il disegno di legge.
Berlusconi ha poi spiegato questa sua affermazione dicendo che vogliono chiudere, addirittura, i cpt e che "la legittimita' della presenza degli immigrati e' affidata ai comuni e non alle questure, non si parla piu' di rimpatrio per i clandestini. E' sufficiente avere un foglio che dice che si sta cercando lavoro".
Secondo Berlusconi c'e' una diversa visione del Paese "noi vogliamo un'Italia degli italiani, loro vogliono un'Italia multietnica. Noi vogliamo l'Italia in cui chi viene, viene a lavorare e non per aggregarsi alla clandestinita'. Loro vedono nell'immigrato un fattore antisistema, un fattore antistato borghese".

Guai a 'gettare benzina sul fuoco' su un tema difficile ma epocale come quello dell'immigrazione. E' quello che pensa il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che questa sera all'Auditorium Parco della musica di Roma ha presentato il libro 'Sale nero, storie clandestine' della giornalista Valentina Loiero.
Amato, nel suo ragionamento, e' partito dalle difficolta' che la nostra societa' sta dimostrando nell'affrontare il tema dei nuovi arrivi. 'Siamo totalmente disabituati - ha infatti affermato - alla diversita' e, questo, anche per il portato della nostra storia. Dobbiamo, quindi, stare molto attenti alla reazione di chi non ha questa abitudine, aiutandoli a capire. Lo stesso responsabile del Viminale ha ricordato come, ancora oggi, negli Usa 'italiano vuol dire mafioso. Lo trovate giusto? Vi sentite mafiosi? O credete che occorra distinguere - ha aggiunto Amato - e allora perche' un rumeno oggi per gli italiani e' un delinquente nato e congenito? - si e' chiesto - Perche' una bambina polacca uccisa in casa sua da un'italiana vale molto meno di una ragazza italiana uccisa da una rumena? Forse che la vita di una bambina polacca valga di meno? Se capissi che e' cosi' - ha ancora detto Amato - proverei vergogna'.
Tutti segni, questi, che secondo il ministro dimostrano una difficolta' a comprendere e ad integrarsi. 'Quando sento parlare di referendum contro la riforma della Bossi-Fini - ha poi aggiunto - mi spavento perche' mi fa pensare che c'e' chi vuole sfruttare le emzioni degli italiani per renderli indegni di se'. I sondaggi ci dicono che se nessuno ci butta benzina sopra, questo paese e' disposto a ragionare anche su un tema cosi' complesso'.
Infine un accenno al caso della prostituzione. 'Le mie ultime dichiarazioni sulle prostitute della Salaria - ha detto Amato - era perche' contro questa ragazze si era scatenata la Borgata Fidene dove Vanessa viveva. Come si fa a prendersela con queste ragazzine e non con la clientela tutta nazionale? Queste ragazzine vendono i loro corpi a mascalzoni di maschi italiani e gli stessi poliziotti vivono in una incertezza totale perche', con questa normativa, anche l'adescamento e' particolarmente difficile da scoprire'.

No ai ghetti, no alle zone franche in nome del buonismo e del rispetto delle culture e delle tradizioni, no all' equazione secondo la quale il mancato rispetto dei diritti degli immigrati va di pari passo con la tendenza a non esigere il rispetto dei doveri: ha pronunciato tre 'no' il ministro Emma Bonino, questa sera alla libreria Multicenter Mondadori a Milano per presentare il libro 'Il futuro dell'immigrazione', scritto a quattro mani da Otto Bitjoka (imprenditore originario del Camerun, impegnato a favore delle comunita' straniere) e dalla giornalista Marina Gersony.
'Gli immigrati costituiscono una ricchezza - ha spiegato il ministro - a condizione che venga attuata una politica di integrazione (che da sola non basta a risolvere tutti i problemi) traendo lo spunto e correggendo gli errori compiuti in altri Paesi. Le leggi all'esame del Parlamento (cittadinanza e immigrazione) sono una buona base di partenza. I tre milioni di immigrati che gia' ci sono, rappresentano il 6,5% del Pil, il 10% della nostra forza lavoro. Non possiamo chiudere le porte: di loro abbiamo bisogno. Possono diventare un'opportunita' per loro e per noi a condizione che le leggi siano uguali per tutti e che a piu' diritti corrispondano altrettanti doveri. Il 'meno diritti e meno doveri' non fa bene ne' a loro ne' al Sistema Paese. Mi auguro che il dibattito parlamentare, al di la' dei dettagli, accetti l'impianto complessivo delle nuove norme'.
Norme, ha aggiunto il ministro, 'che devono essere sostenibili, praticabili e applicate. Al posto degli imprenditori abbiamo visto fare le fila agli uffici postali migliaia di lavoratori stranieri che non dovevano essere li', ma nei loro Paesi. Stranieri clandestini che sono dovuti poi tornare per mettere il timbro al consolato italiano e di nuovo venire in Italia. E che poteva fare la polizia? Arrestarli tutti? Arrestare gli imprenditori che erano rimasti a casa? Se noi stessi non applichiamo la legge, possiamo poi pretendere che la rispettino gli immigrati?'.
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