Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Bertinotti risponde alla lettera aperta di Welby

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha inviato il seguente messaggio al co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, che in una lettera inviata ai Presidenti e ai membri delle Commissioni Sanita' e Giustizia di Senato e Camera, e per conoscenza, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, si era detto pronto 'alla disobbedienza civile'.: 'Caro Piergiorgio Welby, ho letto con solidale sofferenza la Sua lettera.Sento tutta l'inadeguatezza di una risposta interlocutoria, ma vorrei farLe giungere almeno una vicinanza umana'.

PANNELLA: PRONTO A FARE LO STESSO GESTO DI DON VERZE'

(Tratto da "La Stampa" del 15 novembre 2006)
"Se ci sarà da staccare la spina lo si farà, e sarà un atto d'amore, come quello che don Verzè ha confessato di aver fatto. Assieme ci stiamo interrogando come si può fare. Quando, si deciderà". Davanti al nuovo appello di Piergiorgio Welby che domanda, e annuncia, un estremo gesto di disobbedienza civile, Marco Pannella non ha dubbi. E conferma quel che sostiene di avere già assicurato quando il caso di Welby, malato terminale di distrofia bilaterale amiotrofica, esplose attraverso la lettera-appello spedita al Presidente della Repubblica in cui chiedeva che gli fosse permesso di porre termine alla sua "non vita".

Era settembre e l'iniziativa aveva suscitato un grande clamore e un avvio di dibattito in Parlamento. Prima di finire nel silenzio, travolta da conti, tagli e tasse. Così Welby, che è anche vicepresidente dell'associazione radicale Luca Coscioni, ora ci riprova, a farsi sentire. E questa volta lo fa con un libro intitolato "Lasciatemi morire" che esce oggi, e con una lettera spedita ai presidenti e ai membri delle commissioni Sanità e Giustizia di Senato e Camera e, per conoscenza, ai presidenti dei due rami del Parlamento. "Nonostante la mia pubblica richiesta di essere sedato per staccare il respiratore, nessuno vuole prendersi questa responsabilità" scrive Welby, che conclude: "Quindi l'unica via percorribile resta quella della disobbedienza civile che, insieme con Marco Pannella e i compagni radicali, non potremmo e non potremo far altro che mettere in pratica un giorno da decidere".

Sarebbe un gesto assai forte. Uno scandalo ma, soprattutto, un'azione che non potrebbe non avere un esito giudiziario, dal momento che l'eutanasia legalmente è equiparata all'omicidio. Se la sente Marco Pannella di compiere questo atto di disobbedienza civile? Davvero lo farà? "Disobbedienza civile, nel nostro linguaggio, significa compiere cose che secondo le leggi sono giuste e necessarie, ma poi ci sono ostacoli di varia natura che impediscono di farle". Welby rinnova la sua richiesta. "Adesso la cosa che convince di più anche Piergiorgio è che la stragrande maggioranza dei medici dice: se non fosse lui, la spina sarebbe già stata staccata. Perché poi in Italia succede così, come coi divorzi all'italiana o gli aborti clandestini. Noi invece abbiamo sempre voluto che la legge fosse adeguata alla morale sociale". C'è chi sostiene che voi radicali lo stiate usando. "Lo dicevano anche per Luca Coscioni, che poi è morto perché ha voluto fare da cavia, sottoponendosi a operazione ad alto rischio". Invece Welby vuole che lei gli stacchi la spina? "Lui parla di essere sedato, con la garanzia di non sopravvivere come vita vegetale, come morto che non riesce a disporre del suo corpo. Perché per ora è lucido.

Dice fate come volete, basta che non continuiate a tenermi in una cosiddetta vita quando nulla di quel che mi tiene nella cosiddetta vita è naturale, tutto è artificiale, violento. E siccome non ha le mani per strapparsi la roba...". Chiede il vostro aiuto. Quando lo farete? "Si deciderà quando si deciderà. Anche perché si cerca di vedere se non c'è un soprassalto di coscienza. A fine ottobre c'è stato un importante convegno scientifico e, dal presidente della commissione Sanità Ignazio Marino ai molti specialisti intervenuti, tutti sono stati concordi nel dire che l'accanimento terapeutico contro Welby non si giustifica. E infatti molti dicono "lo faremmo, ma questo caso così eclatante scatenerebbe le peggiori conseguenze". Così non intendono distruggersi a livello professionale e morale". Lei invece, c'è abituato? "Non solo io. Rita Bernardini è stata oggetto di 30 processi... Non a caso tutti noi radicali non abbiamo l'elettorato passivo". Quindi? "Stiamo interrogandoci su come si può fare per andare incontro alla probabilità che la giustizia riconosca che è stato compiuto un atto giusto e doveroso". In che modo? Una nuova legge richiede tempo. "Ma in mancanza di una legge nuova c'è l'interpretazione di quella vecchia. Che spetta ai magistrati".

ALTRI COMMENTI

'A Piergiorgio Welby chiedo di non procedere con gesti estremi. Ha avuto la capacita' di aprire nel nostro Paese una discussione importante ed e' su quella strada che bisogna rimanere'. Cosi' l'onorevole Chiara Moroni di Forza Italia.
'La politica si e' interrogata in questi ultimi mesi e sicuramente il Parlamento affrontera' prossimamente la discussione. Insieme bisognera' affrontare tematiche delicate'.

"La lettera di Piergiorgio Welby ai presidenti delle commissioni sanita' e giustizia deve innestare una profonda riflessione nel Parlamento e nel Paese -e' il commento delle senatrici Prc Luisa Boccia e Erminia Emprin- anche se il problema che lui pone non ha attinenza con quanto la commissione sta discutendo, perche' il testamento biologico non ha nulla a che fare con l'eutanasia".
La senatrice Boccia, commissione giustizia, che ha assistito all'audizione in commissione sanita' oggi, ha citato in quella sede la lettera di Welby appoggiando le sue argomentazioni: "E' vero che la medicina ha creato la condizione in cui si trova Welby ed e' dalla medicina che devono venire delle risposte". "Questioni ineludibili quelle poste da Welby- aggiunge il senatore Bonadonna- che se non vengono affrontate rischiano di far confondere in un unico calderone la scienza e la ricerca come strumenti per migliorare la vita dei cittadini e l'accanimento delle cure come persecuzione del malato e della sua volonta' di lasciare questo mondo in modo dignitoso e senza sofferenze inutili".

"Chiedo a Piergiorgio Welby di non procedere con la sua annunciata intenzione di 'disobbedienza civile': come Verdi ci siamo impegnati e continueremo ad impegnarci affinché il dibattito sui temi del testamento biologico e dell'eutanasia riprenda al più presto in Parlamento".
Lo ha detto il capogruppo del Sole che Ride in Commissione Affari sociali-Sanità della Camera, Tommaso Pellegrino, commentando la lettera inviata dal vicepresidente dell'associazione Luca Coscioni ai parlamentari delle Commissioni Sanità e Giustizia di Camera e Senato e trasmessa anche ai presidenti delle due Camere. "Occorre dare una risposta concreta a Welby, per la cui sofferenza proviamo la massima comprensione. Il punto di partenza dal quale ripartire per affrontare un dibattito concreto in sede parlamentare dovrà essere l'attenzione alle esigenze delle persone che vivono una situazione di particolare difficoltà", ha concluso Pellegrino.
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