Italia. Bianchi (Dl): distinguere fra "lasciar morire" e "far morire"
"Ha senso difendere la vita ad ogni costo? A rispondere e' la coscienza di ognuno di noi. Non sta ad altri staccare la spina, tanto meno spetta al legislatore". È il commento della vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, Dorina Bianchi, intervenuta oggi a Siena alla presentazione del libro del professor Carlo Bellieni dal titolo "La morte dell'eutanasia. I medici difendono la vita". "Se una persona volesse aggrapparsi ad un pur flebile filo di speranza, e' la sua liberta' a chiederlo. Ma vanno distinte due posizioni diverse sulle quali spesso si fa confusione: una cosa e' che un paziente dica "fatemi morire", frase che implica l'interruzione della vita a causa di un intervento e con una precisa volonta', altro e' che dica "lasciatemi morire", chiede, cioe', in coscienza di essere lasciato libero di morire".
Ecco perche' "la sensibilita' dei medici ha un ruolo fondamentale. Occorre valorizzare il rapporto tra medici e pazienti e loro familiari. Da parte sua, il Parlamento puo' legiferare sul testamento biologico, ma cio' non significa aprire la strada all'eutanasia: si tratta di decisioni che spettano alla coscienza di ciascuno".
Ecco perche' "la sensibilita' dei medici ha un ruolo fondamentale. Occorre valorizzare il rapporto tra medici e pazienti e loro familiari. Da parte sua, il Parlamento puo' legiferare sul testamento biologico, ma cio' non significa aprire la strada all'eutanasia: si tratta di decisioni che spettano alla coscienza di ciascuno".
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