Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Bianco: eutanasia mai parte della professione medica

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'L' etica di fine vita e' ormai una questione all' ordine del giorno ed e' bene che sia cosi'. Se opportunamente impostato, il dibattito fa crescere le consapevolezze e le responsabilita' dei singoli e della comunita' sull' evento morte'. Cosi' il presidente dell' Ordine nazionale dei Medici, Amedeo Bianco, si e' espresso sull' eutanasia all' assemblea annuale dell' Ordine di Torino e provincia, da lui presieduto.
'Negare liceita' bioetica e deontologica all' eutanasia intesa come atti e procedure finalizzate alla terminazione della vita  obbedisce a un principio etico non fondato su un mero approccio religioso o sulla condivisione di un vitalismo tecnologico, ma attinente alla funzione civile e tecnica della nostra professione, che deve sempre essere portatrice di un progetto di cura, compresa la 'cura della morte''.
'Curare la morte vuol dire non accanirsi in terapie futili e sproporzionate ai possibili esiti in termini di controllo della malattia e qualita' della vita e, nello stesso tempo, non abbandonare il paziente controllando con ogni mezzo il suo dolore, alleviando la sua sofferenza, dando dignita' alla persona e al cittadino che muore'.
'Riemerge, comunque, con rinnovata energia il valore e la forza della relazione medico-paziente  nulla puo' intervenire nelle dinamiche di tale relazione, meno che mai una previsione legislativa che verrebbe a violentare l' autonomia e la responsabilita' dei contraenti, gli unici in possesso di tutti gli elementi finalizzati a una scelta eticamente, civilmente e tecnicamente giusta'.

Silvio Viale contesta ad Amedeo Bianco quanto ha scritto in un commento sul caso Welby: ". il diritto all'autodeterminazione trova due limiti etici e giuridici e cioè la disponibilità della vita quale bene primario e la coscienza del medico quale espressione della sua autonomia a garanzia del paziente stesso. Questi limiti sono stati e restano, per un medico, un ostacolo insuperabile in ogni scelta volta a provocare o favorire la fine di una vita anche se espressamente e consapevolmente richiesto dal paziente. Tra queste colonne d'Ercole si muovono le nostre azioni professionali .".

Silvio Viale, come esponente radicale, dell'Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia, parte proprio dalla metafora delle due colonne d'Ercole, che "implicano la ncessità di aldare oltre", per contestare i due pilastri, prendendo spunto in particolare dalle normative di altri paesi in cui i medici praticano l'eutanasia, ma anche dall'ordinamento italiano. Secondo Viale "la disponibilità della vita è già superata dal codice penale laddove non prevede il reato di suicidio e, come, dimostra il caso Welby, laddove vi sia il rifiuto consapevole di una terapia, anche quando la persona non è materialmente in grado di agire da sola". Per quanto riguarda il pilastro etico, questo "non può essere inteso a senso unico, in negativo, ma la coscienza e l'autonomia del medico devono potere essere intese in modo attivo, a partire dall'accettazione di un pluralismo etico". Viale chiede provocatoriamente a Bianco "Cosa accadrebbe se un collega olandese, belga o svizzero, che abbia praticato l'eutanasia nel proprio paese, chiedesse l'iscrizione all'Ordine dei medici? Cosa sarebbe accaduto se io avessi agito al posto del Dott. Mario Riccio? Il Consiglio dell'Ordine di Torino avrebbe assunto la stessa posizione che ha assunto quello di Cremona? Forse sì, visto che amedeo Bianco ha dichiarato di condividere la risoluzione dell'Ordine di Cremona. Ma, allora perché, ribadire i limiti insuperabili dei due pilastri? E' la stessa questione, quella della fine della vita, si pone anche per i nati estremamente prematuri. Il caso dell'Ospedale Careggi di Firenze, non riguarda tanto la decisione dell'aborto e gli inevitabili errori che può comportare, quanto il tema della rianimazione neonatale che ogni giorno affligge ostetrici, neonatologi e genitori." Viale conclude che "compito dell'Ordine è anche quello di andare oltre le leggi, pur rispettandole, per promuovere il dibattito sulle nuove fontiere della medicina per offrire strumenti aggiornati al legislatore. In fondo la legislazione olandese ha gli stessi principi di quella italiana.".
Viale ha annunciato che la propria disponibilità ad intervire quando, come nel caso Nuvoli, i medici curanti dovessero opporre obiezione di coscienza ad interventi legittimi di rifiuto della terapia, invitando altri colleghi a fare altrettanto.

Infine, nel suo intervento Silvio Viale riferirà su due questioni, che lo vedono coinvolto:
1) Il procedimento disciplinare in corso, per avere prescritto la contracezzione di emergenza (la pillola del giorno dopo) a scopo preventivo davanti a ascuole ed università, per la quale ha chieto alla Ministra Livia turco di annunciare l'abolizione della richiesta in occasione dell'8 marzo;
2) Le vicende legate alla RU486, per la quale sono in corso le indagini peliminari della Procura di Torino ne confronti degli sperimentatori e dei vertici dell'Ospedale S.Anna di Torino.

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