Italia. Bologna. Centri di recupero tossicodipendenti: non servono soldi ma coordinamento
"A Bologna, il problema non e' il numero di posti letto messi a disposizione nei centri di accoglienza per tossicodipendenti, ma un coordinamento degli interventi, settore per settore". Ad affermarlo e' Teresa Marzocchi, responsabile del centro di accoglienza "La Rupe" di Bologna. Durante la quarta udienza conoscitiva organizzata sul tema in Commissione consigliare a Palazzo D'Accursio, sono infatti stati presentati i rapporti fra pubblico e privato, fra istituzioni e associazioni in materia di tossicodipendenza. Una rete "insufficiente" secondo le associazioni."Bisogna diversificare i metodi e i trattamenti -spiega Marzocchi- perche' c'e' una bella differenza fra uso, consumo e consumo problematico". Viene messa all'indice la scarsa prevenzione. "Ci sono circostanze in cui l'attenzione e' molto forte come lo Street rave parade ma bisognerebbe intervenire sugli altri luoghi di raduno di giovani, e anche sui posti di lavoro". Il ciclo di incontri sul tema e' stato richiesto dai consiglieri dei Verdi Davide Celli e Roberto Panzacchi. Lo scopo e' di dare agli eletti conoscenze e dati. "Vorremmo costruire un documento di sostegno a chi lavora con i tossicodipendenti -spiega Panzacchi- ma anche dare un indirizzo politico. Una pista potrebbe essere un servizio specifico per i non residenti, che sono tanti".
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