Italia. Bologna. Dati Usl sul consumo in citta': 900 kg di eroina, 1.500 di cocaina e 6.800 di cannabis
Nell'area metropolitana di Bologna e' in aumento la prevalenza di consumatori problematici di sostanze stupefacenti, si stima un consumo annuo di almeno 900 chilogrammi di eroina, 1500 di cocaina e 6800 di cannabinoidi, con un volume di affari di almeno 20 milioni. L'uso di farmaci antidepressivi e' molto elevato, risulta piu' diffuso tra le femmine rispetto ai maschi e si nota una associazione con il consumo problematico di stupefacenti.Un libro nato dalle indagini dell'Osservatorio epidemiologico metropolitano dell'Azienda Usl di Bologna riassume i risultati degli studi fatti negli ultimi anni nell'area metropolitana di Bologna individuando differenti stili di consumo di sostanze stupefacenti: consumo, consumo problematico, dipendenza. Il libro affronta soprattutto le questioni relative al consumo problematico e alla dipendenza, scenari inediti in cui comprendere contesti d'uso e definire percorsi di cura.
I risultati degli studi evidenziano danni diversificati in relazione alle diverse criticita' e un elevato rischio di mortalita' per i soggetti con uso prolungato e dipendenza. Si tratta di un fenomeno altamente complesso e di notevole impatto sull'intera popolazione che non va semplificato, sostiene l'Ausl, centralizzando l'intervento esclusivamente su controllo e repressione del consumo. Il consumo di stupefacenti e' molto diffuso tra la popolazione generale, in particolare tra i giovani e nei contesti di divertimento.
Per quanto riguarda la mortalita', emerge l'elevato rischio di decesso per problemi cardiocircolatori per i cocainomani e la consistente riduzione dei tassi di mortalita' per gli eroinomani, dovuta al calo della mortalita' per Aids ed all'attivazione delle politiche di riduzione del danno.
Il libro verra' presentato a Bologna l'11 settembre alle 18, alla Libreria Melbookstore, a Bologna, da Angelo Fioritti, responsabile servizio Salute mentale della Regione Emilia-Romagna, da Costantino Cipolla, dell'universita' di Bologna, Daniele Gambini coordinatore area funzionale Sert, Azienda Usl di Bologna e dall'autore, Raimondo Maria Pavarin, responsabile Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche dell'Ausl.
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