Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Bologna. Indagine Provincia su Consigli comunali dei giovani anche immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non e' un gioco, o un voler 'scimmiottare' gli adulti. I Consigli comunali dei ragazzi nella provincia di Bologna sono una cosa seria. Dalla pianura alla montagna, da sud-est a nord-ovest, in provincia di Bologna sono sparsi un po' ovunque sul territorio: sono 16 i campanili che hanno adottato questo strumento consultivo e decisionale composto interamente da ragazzi. A cominciare da Monghidoro e San Lazzaro, quelli con piu' esperienza, nati nel 1996 e 1997; seguiti poi da Anzola, Bentivoglio, Calderara, Casalecchio di Reno, Casalfiumanese, Castel S.Pietro, Castel Guelfo, Castel Maggiore, Dozza, Galliera, Pianoro, S.Giorgio di Piano, Zola Predosa. I piu' recenti sono nati a Monterenzio e nel Quartiere S.Vitale di Bologna, anno 2005.
In totale, i Consigli dei ragazzi in tutta la Provincia coinvolgono qualcosa come 400 studenti, tra elementari, medie e superiori, con una media per Comune intorno ai 27 ragazzi. Le assemblee piu' numerose sono a Castel Maggiore (56), S.Lazzaro (45) e Zola Predosa (40); le piu' ristrette operano invece a Dozza, Castel Guelfo (entrambi 12 componenti) e Casalfiumanese (9). Al contrario di quanto avviene in Parlamento, poi, in questo caso l'eta' degli eletti e' decisamente molto bassa. Il 59% dei consiglieri appartiene infatti alla fascia d'eta' tra gli 11 e i 14 anni; solo il 10% supera l'eta' tipica da prima superiore. Per quanto riguarda le differenze di genere, poi, si registra un totale equilibrio (50%) tra ragazzi e ragazze, dovuto pero' a regole che impongono l'elezione di maschi e femmine in egual numero: una sorta di quota rosa giovanile.
In 10 Consigli su 16, infine, sono presenti anche ragazzi migranti, per un totale di 11 studenti provenienti da Marocco, Bosnia, Ucraina, Tunisia, Africa orientale e Balcani (sei sono femmine).
I dati sono il risultato finale del progetto 'Nuovi cittadini per la pace', avviato nel 2005 dall'Ufficio pace della Provincia di Bologna con la collaborazione dell'associazione Camina, il cui consultivo e' stato presentato questa mattina nel corso di un convegno nella sede della Provincia di Bologna. L'obiettivo iniziale era scoprire quanti Consigli dei ragazzi avessero realizzato o pensato di realizzare iniziative di educazione alla pace. Il soggetto della ricerca, pero', si e' rivelato 'esiguo', quindi si e' deciso di allargare il progetto al tema dell'educazione alla cittadinanza, dando vita all'indagine presentata oggi a Palazzo Malvezzi.
Lo scopo della ricerca e' quindi diventata la creazione di una rete di relazioni tra i Comuni interessati e la costruzione di una mappa dei Consigli dei ragazzi. Si tratta di un'iniziativa che nasce principalmente dalle amministrazioni comunali e dalle scuole, con un'intenzione formativa specifica, ovvero quella di educare alla cittadinanza e alla democrazia attraverso un coinvolgimento dei piu' piccoli nelle decisioni che riguardano il proprio Comune di residenza. Ma non solo. Il bersaglio sono anche gli adulti, a cui si chiede un impegno forte di ascolto verso i ragazzi e di promozione di un clima cooperativo. 'Si tratta di un'esperienza formativa molto importante- spiega Beatrice Draghetti, presidente della Provincia- non e' una scimmiottatura degli adulti, ma un progetto per far crescere i ragazzi, che imparano a leggere i propri problemi'.
E' un'esperienza, pero', utile anche agli amministratori e agli adulti, che 'sono costretti ad ascoltare i piu' piccoli. Non facciamo giocare i ragazzi a fare i grandi- prosegue Draghetti- e' una cosa seria, a cui gli amministratori devono dare risposte concrete'.
La maggior parte dei Consigli svolge almeno una seduta al mese: solo due assemblee si riuniscono due o tre volte ogni 30 giorni, mentre il piu' virtuoso e' quello di Anzola che raggiunge quota uno alla settimana. In cinque Comuni, invece, le riunioni sono solo due o tre all'anno, dando l'idea che si tratta in quei casi piu' di un organo consultivo che operativo. Come ad esempio a Casalfiumanese, dove pero' e' stato costituito non un vero Consiglio dei ragazzi ma una semplice Consulta. In sette casi e' stabilita anche la nomina di sindaco e vicesindaco, mentre in alcuni consessi si eleggono addirittura presidente e segretario generale. Tranne Calderara, tutti gli altri hanno adottato un regolamento, ma progettato da adulti.
Gli ambiti di intervento preferiti dagli studenti riguardano temi come ambiente, territorio (in alcuni casi addirittura urbanistica), sport, cultura e tempo libero, solidarieta', salute, scuola e comunicazione. Molto curata infatti e' l'informazione verso l'esterno, soprattutto con i compagni di scuola, attraverso giornalini o siti web; molti ragazzi consiglieri, pero', denunciano lo scarso tempo a disposizione per parlare durante l'orario scolastico dei temi di cui si occupa il Consiglio, a causa degli insegnanti che spesso sono poco disponibili a garantire il tempo in classe per la discussione.
Il finanziamento al Consiglio dei ragazzi e' di norma inserito nel Piano economico di gestione da parte del Comune; la maggior parte dei Consigli fa infatti riferimento all'assessorato alla Scuola, mentre a Castel Maggiore e Zola Predosa la competenza e' affidata direttamente al sindaco. Dieci consigli su 16 sono collegati a un gruppo di progetto di adulti, composto soprattutto da operatori comunali, facilitatori e insegnanti, ma e' sporadico che gli amministratori partecipino alle sedute.(
Uno dei Consigli dei ragazzi piu' attivo e' quello di S.Lazzaro, che opera soprattutto in tema di ambente, gioco e solidarieta'. Numerose le iniziative realizzate, a partire dalla creazione della fontana di piazza Bracci, disegnata e progettata dagli stessi ragazzi, e di percorsi pedonali per bambini. Il giovanissimo Consiglio comunale ha poi affiancato gli uffici tecnici del Comune per l'analisi di fattibilita' per la costruzione di una rampa di skateboard e di una per bici da cross, oltre che per la costruzione di un cinema a S.Lazzaro.
Senza dimenticare la partecipazione all'eliminazione delle barriere architettoniche per disabili in via Jussi e le campagne di informazione contro Aids, alcol, fumo e droghe. Il Consiglio dei ragazzi e' arrivato addirittura ad attivare un'opera di monitoraggio degli scarti della mensa scolastica del complesso Rodari e varie attivita' sul risparmio energetico nella scuola elementare Pezzani. Per S.Lazzaro, si legge nella ricerca, il Consiglio dei ragazzi e' uno 'strumento di grande potenzialita', perche' permette di realizzare un percorso di trasformazione della realta', il cui punto di partenza sono i ragazzi'.
Ascoltarli e farli progettare e' dunque il modo 'piu' efficace per integrare i loro bisogni nel progetto urbano'.
Un secondo esempio di impegno elevato arriva da Casalechio, uno dei Comuni, secondo l'indagine, dove 'l'esperienza e' risultata di elevato interesse', soprattutto per il fatto che i 'grandi' non hanno considerato come presa nessuna decisione, ma le hanno definite in accordo con i ragazzi. Senza contare l'aggiunta del Consiglio di scuola, che permette a tutti gli alunni di essere informati e di collaborare attivamente ai progetti.
Il sindaco Simone Gamberini, il cui parere e' riportato nella ricerca, sottolinea come il Consiglio dei ragazzi sia 'una delle occasioni di partecipazione dei piu' giovani alla vita della citta' e si fonda su una metodologia che riconosce a bambini e ragazzi il diritto di aver voce e di poter esprimere le proprie opinioni sugli aspetti della vita sociale e amministrativa che li toccano da vicino'.
Alla fine dell'esperienza i ricercatori hanno raccolto le impressioni dei ragazzi, ai quali piacerebbe mantenere un legame con chi e' passato alle superiori ma che e' comunque interessati a continuare il progetto iniziato con il Consiglio. Non si conoscono ancora le modalita', ma si pensa di fondere due gruppi di ragazzi, quelli del Consiglio comunale e il gruppo di giovani costituito all'interno del progetto 'Percorsi di Pace'.
In effetti, quando i bambini finiscono le scuole medie, in molti Comuni si pone il problema del futuro dei ragazzi-consiglieri. Uno spunto puo' venire dell'esempio di Pianoro, dove nel 2001 e' nata la Consulta giovanile per volere dell'amministrazione comunale. Nel 2003, la Consulta converge in un unico percorso insieme all'associazione 'PdmCircus' e al gruppo di giovani che gestivano la sala ricreativa Arcipelago, dando vita a un tavolo di giovani che si dedica subito a cercare un posto adatto per diventare spazio di aggregazione giovanile e uno spazio dove poter suonare. La sala prova per le band del territorio viene inaugurata nel 2004, con un regolamento scritto dagli stessi ragazzi, mentre il centro giovanile e' stato aperto a settembre del 2006. Dalla ex consulta, inoltre, e' uscito l'attuale assessore comunale alle Politiche giovanili di Pianoro, il ventitreenne Nicola Boschetti.
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