Italia. Bologna. Link ricorre al Tar contro sospensione licenza
Il Link al contrattacco. Il centro culturale alla periferia di Bologna impugna al Tar il decreto di sospensione della licenza, disposto lo scorso 26 aprile dal Questore Francesco Cirillo, dopo che un giovane era finito all'ospedale per aver assunto una miscela di alcol e droga, secondo gli inquirenti acquistata proprio all'interno del Link."E' tutta una macchinazione creata ad arte dalla Questura. Il questore lasci perdere gli eccessi di protagonismo e venga a documentarsi su quello che facciamo, invece di fare propaganda nei locali appena uscito da un centro di abbronzatura", l'accusa di Luca Santarelli, vicepresidente del Link, che, in una conferenza stampa convocata questa mattina, tenta di demolire tutte le accuse a carico dell'associazione. Intanto, i legali del centro culturale, gli avvocati Mario Marcuz ed Elia De Caro, hanno depositato, lo scorso 30 aprile, il ricorso al Tribunale amministrativo con la richiesta di sospensiva dell'efficacia del decreto disposto dal questore. Inoltre, i legali si sono rivolti direttamente alla presidenza del Tar per chiedere una "sospensiva urgente" del provvedimento, in attesa che venga fissata l'udienza.
La vicenda pare pero' destinata a gonfiarsi. Dal Link fanno infatti sapere che i parlamentari Vladimir Luxuria (Prc) e Mauro Bulgarelli (Verdi) sono pronti a sollevare un'interpellanza a Montecitorio.
Sono comunque pesanti le accuse piovute sul Link, tra l'altro finito pure nel mirino del pm Valter Giovannini, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di lesioni gravi e spaccio dopo il malore che ha colpito il giovane la scorsa settimana. La Questura ha infatti motivato la sospensione della licenza perche' il ragazzo avrebbe "acquistato e consumato all'interno del locale diverse sostanza stupefacenti". Non solo, il giovane avrebbe dichiarato di "consumare regolarmente -recita il decreto di piazza Galilei- le sostanze facilmente acquistabili" nel locale. Soprattutto, pero', al Link gli inquirenti contestano di "non essersi assolutamente attivati ne' con il 118 ne' con le Forze dell'ordine" quando il ragazzo e' entrato in overdose.
Tutte "falsita' assolute, sono la prova di una malafede e di una volonta' persecutoria contro di noi" ribattono dal centro culturale. Mentre i legali contestano "i difetti nei presupposti di fatto nel decreto della Questura", la "carenza di istruttoria" che ha portato il Questore a firmare il provvedimento di chiusura e chiedono di "visionare i tabulati telefonici -spiega Marcuz- perche' sono dati oggettivi che dimostrano come sia stato allertato immediatamente chi di dovere". Santarelli allarga il campo della vicenda. "I nostri bilanci, le nostre autorizzazioni sono tutti in regola. Siamo dipinti per quello che non siamo, noi produciamo cultura, non siamo una discoteca per noi adesso si profila un danno economico di diverse centinaia di migliaia di euro".
Riccardo Malagoli, presidente ex Prc del quartiere San Donato avanza sospetti "politici". "Il Quartiere non ha mai favorito nessuno per favoritismi politici -replica a muso duro a chi lo accusa di privilegiare alcuni progetti per una questione di bandiere politiche- sono affermazioni scientificamente ridicole". Anzi, Malagoli si chiede se "non si sia calcata la mano contro qualcuno per colpire altrove", visto che "negli ultimi tre anni l'unica cosa che e' cambiata e' che io ho lasciato Rifondazione".
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