Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Bologna. Maggioranza spaccata su kit antidroga

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I Ds, spaccati sulla droga nella scuole, provano a trovare la quadra in un vertice straordinario convocato per mercoledi'. Lo ha voluto (ma la decisione non e' ancora stata formalizzata) il capogruppo in Comune, Claudio Merighi, dopo le tensioni riaffiorate negli ultimi giorni nel maxigruppo di venti consiglieri. Ad agitare le acque, prima ancora della proposta di un kit per le famiglie da parte dell'assessore alla sanita' della giunta Cofferati, Giuseppe Paruolo, le posizioni "dure" sul tema del consigliere Emilio Lonardo, non condivise dalla maggioranza del partito: "Serve una battaglia culturale per fare capire che le droghe, tutte le droghe, fanno male", dice Lonardo. Questa consapevolezza, secondo lui, "sta crescendo a tutti i livelli".
Dunque anche tra gli esponenti della Quercia avviati a confluire nel Pd. E il kit dell'assessore Paruolo? "Credo che i genitori che ritengono di avvelarsi del kit per figli minorenni devono avere il supporto della strutture pubbliche".
Insomma un "no" deciso alle droghe "fatto salvo l'uso terapeutico", che pero' viene contestato, a quanto pare, dalla maggioranza dei consiglieri Ds a Palazzo D'Accursio: alcuni dei quali, a taccuini chiusi, non esitano a sfoderare aggettivi durissimi sulla proposta dell'assessore Dl che ancora non ha ricevuto un'approvazione pubblica del primo cittadino (anche oggi, sull'argomento, ha dribblato i cronisti). "Una proposta un po' improvvisata", si corregge Milena Naldi dopo aver usato di primo acchito una definizione ben piu' secca. "Il kit? Ci confronteremo -dosa le parole il consigliere Sergio Lo Giudice- ma per quanto mi riguarda rapporti tra i genitori e i figli non possono essere affidati ad un kit. Il controllo biologico sugli atti del figlio significa prendere atto della sconfitta di questi rapporti".
Allo stesso modo, "non credo che i cani antidroga nelle scuole rappresentino una soluzione", spiega Lo Giudice, agli occhi del quale, piuttosto, "bisogna distinguere in maniera netta l'uso dall'abuso per colpire l'abuso".
Per l'ala antiproibizionista del partito, insomma, la risposta al problema dell'abuso di droga passa per un coinvolgimento delle scuole in termini di maggiori informazione e di educazione. In questi termini, spiega Lo Giudice, "e' molto importante che scuole si facciano carico di aiutare ragazze e ragazzi. Rimango molto perplesso quando sento parlare di misure che vanno in altre direzioni". (Dire)
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