Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Bologna. Rapporto Osservatorio epidemiologico su tossicodipendenze

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Il 60% fuma cannabis, il 55% e' dedito all'alcool, poco piu' del 20% sceglie i funghi allucinogeni, il 18% invece si "fa" di cocaina e l'11% di ecstasy. E' la fotografia che ritrae "solo" 1.167 giovani intervistati in circa cinque mesi a Bologna, ma da' una prima e chiara impressione sul potenziale consumo di sostanze stupefacenti in provincia di Bologna. Chi sono? L'eta' media e' di 26 anni (di cui la meta' femmine), il 53% ha un diploma di scuola superiore ed e' residente a Bologna (un 30% ha invece la laurea), con un reddito tra gli 800 e i mille euro. I dati sono stati presentati oggi dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano, che pero', nell'illustrare la situazione sulle dipendenze a Bologna e dintorni, ha messo l'accento anche su un altro fenomeno: mille nuove persone ogni anno che hanno problemi con le sostanze pesanti. Il rapporto 2006, curato da Raimondo Pavarin e dallo staff dell'Osservatorio, conta 3.865 soggetti che rischiano a causa del consumo problematico: 2.902 eroinomani, 2.013 che si "fanno" in vena, 1.477 poliassuntori, 1.377 cocainomani, 351 alcolizzati, 131 oppioidi. Il rischio di morte per overdose, poi, e' in calo per gli utenti Sert, ma e' in aumento in citta'. Ma chi ammette di avere problemi e' inferiore al numero reale di persone che li hanno, e l'Osservatorio presume dal 2004 al 2006 un passaggio da 5.500 a 7 mila nella stima dei consumatori problematici di qualsiasi sostanza; da poco meno di 3.500 a poco piu' di 4.500 con l'eroina, mentre e' appena in calo, dopo un picco nel 2005, la "coca" (sempre sui 1.500 consumatori problematici stimati).
Un ulteriore studio su 3.524 persone inquadra l'identikit dei consumatori di sostanze pesanti: il 52,6% non lavora, ha una eta' media di 35 anni, nel 32,5% non e' residente a Bologna, il 30% ha l'epatite C, il 18% e' femmina, il 16% e' straniero, il 7% e' positivo al test Hiv.
Intanto, sono in aumento tra i residenti compresi tra 15 e 45 anni i consumatori di qualsiasi sostanza, ma non va tanto meglio con i non residenti e con gli stranieri che fanno uso di sostanze pesanti. Tra i cittadini non italiani con una eta' media di 30 anni, i consumatori di droghe pesanti sono in netta prevalenza maghrebini (quasi il 70%), non lavoratori (quasi il 90%) e non residenti (quasi l'80%) L'ipotesi infatti e' che gli stranieri residenti che lavorano siano piu' integrati e abbiano meno problemi.
Una novita' del rapporto, ottenuta dall'incrocio coi dati del 118, e' la localizzazione delle zone della citta' dove si consuma in maniera piu' rischiosa: i numeri indicano 171 interventi nell'area di piazza Verdi, 106 in zona stazione, 102 in Don Minzoni, 55 al Navile, 49 a San Donato, 42 in via Carracci e limitrofe, 39 tra via Massarenti e San Vitale.
Il rapporto sulle dipendenze 2006 conta anche 3.389 contatti con i Sert e come capita ogni anno, una prevalenza di morti tra coloro che lo hanno abbandonato o che non si sono lasciati aiutare. I morti per overdose nel 2006 sono 30 (19 nel 2005) meta' dei quali sconosciuti ai Sert, con una eta' media di 34 anni, piu' della meta' non residenti: cinque stranieri (Algeria, Marocco, Tunisia), otto fuori regione (Puglia, Sicilia, Lazio, Campania e Veneto). Nei Sert negli ultimi anni tra gli eroinomani sono aumentati gli stranieri e i non residenti, sale l'eta' media, le persone con un titolo di studio medio alta, la quota dei poliassuntori. Sono in crescita anche le donne, le persone con carcerazioni pregresse, mentre scendono i soggetti positivi al test Hiv e epatite c. E come accade da qualche hanno, invece, i cocainomani hanno un profilo tipico: un'alta percentuale lavora, ha alta scolarita' e una situazione abitativa normale, poche persone sono state in carcere, mentre molte bevono grandi quantita' di alcolici. E l'alcool e' la croce dichiarata di circa 2.500 persone nell'area metropolitana di Bologna nel 2006 (erano 2 mila e rotti nel 2005), pure se le stime prevedono 7 mila cittadini che hanno un problema con l'alcool. Intanto, i ricoveri per patologie correlate all'alcool hanno toccato quota 1.376: diminuiscono i rioveri per danni epatici (51%), dipendenza (33%) e aumentano invece quelli per abusi che sono piu' di 100, per una percentuale del 15% del totale. (Dire)
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