Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Bologna. Verdi contro Istituto Veterinaria per esperimenti con staminali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
I Verdi sospettano che all'Istituto di Veterinaria dell'Universita' di Bologna a Ozzano sia in corso una "sperimentazione illecita" sui cavalli. A sollevare il dubbio e' la capogruppo del Sole che ride in Regione, Daniela Guerra, con una interrogazione per conoscere i dettagli di una ricerca sulla cura dei tendini avviata attraverso l'utilizzo di staminali.
Infatti, spiega in una nota, "a quanto ci risulta, l'Istituto di Veterinaria sta avviando una sperimentazione sui cavalli che contrasta con la legge regionale e con le regole etiche sulla sperimentazione animale". Guerra spiega che l'Istituto di Veterinaria di Ozzano Emilia sta avviando una sperimentazione per curare la malattia dei cavalli denominata "tenite dei tendini flessori" che utilizza le cellule staminali.
Sul sito internet www.ricercaitaliana.it e' presente l'intera documentazione. La ricerca prevederebbe il prelievo di cellule staminali dallo sterno dei cavalli, la loro coltivazione in vitro per la moltiplicazione, il loro reimpianto nel punto della lesione tendinea e, alla fine, l'asportazione del tendine dell'animale per un'accurata analisi anatomo-patologica e la conseguente soppressione. Secondo il programma di ricerca, si legge in una nota dei Verdi, nel primo anno di sperimentazione e' previsto l'impiego di sei cavalli sani da destinare alla macellazione, mentre nel secondo si utilizzeranno solo animali con lesioni ai tendini che richiedano una terapia cellulare. Ma in Emilia-Romagna, dice Guerra, esistono norme precise contro la vivisezione con cui si promuove la tutela degli animali dall'utilizzo a fini sperimentali o scientifici e didattici con il ricorso a "metodologie sperimentali innovative che non facciano ricorso all'utilizzo di animali vivi". Di qui l'idea che la ricerca a Veterinaria non sia lecita.
Guerra rende anche noto che da quanto si e' saputo dalla stampa specializzata, "risulta che la Clinica Veterinaria di Pisa ha condotto la stessa sperimentazione curando con le cellule staminali 13 cavalli provenienti dall'attivita' agonistica senza sopprimere gli animali, anzi riportandoli alle corse".
Dato che dal febbraio 2005 esiste un Comitato etico regionale incaricato di fare proposta sulle metodologie sperimentali alternative all'uso di animali vivi, nonche' di monitorare e valutare le varie attivita' di ricerca, "ci chiediamo se tale Comitato sia stato informato della suddetta sperimentazione e se abbia svolto effettivamente e correttamente il ruolo che la legge gli attribuisce".

"All'interno dell'Ateneo di Bologna le sperimentazioni vengono fatte secondo norma e il progetto in questione e' stato approvato lo scorso anno dal Comitato etico dell'Universita'". Stefano Cinotti, ex preside della Facolta' di Veterinaria dell'Universita' di Bologna, difende a spada tratta il progetto di sperimentazione per l'utilizzazione di cellule staminali sui cavalli. Non solo si tratta di una pratica, sottolinea Cinotti, "gia' ampiamente usata negli ippodromi", ma soprattutto il progetto dell'Universita' avversato dai Verdi "non e' ancora partito", dato che finora "e' stato fatto solo un primo test su un cavallo che aveva una piccola lesione". Gli sono state inoculate, alla fine dell'anno scorso, le cellule staminali e poi, dopo 15 giorni, "e' stato il proprietario a chiedere la sua soppressione".
E' un progetto, quello della Facolta' di Bologna, spiega ancora Cinotti, di cui "e' stato informato il Ministero della Salute" e che "ha ricevuto il benestare del Comitato etico dell'Ateneo". Quando partira', inoltre, "sara' supervisionato dal Servizio veterinario centralizzato dell'Ateneo di Bologna che tutela gli animali utilizzati a fini sperimentali e che e' particolarmente rigido, anche piu' che in altre universita'". Al Comitato etico regionale, a cui i Verdi nell'interrogazione avevano fatto riferimento, conclude Cinotti (che ne e' oltretutto membro), arriveranno, non appena comincera' a funzionare, tutti i progetti gia' vagliati dai Comitati etici delle quattro universita' regionali.
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