Italia. Bologna. Visita Cpt, ancora un no a Masella (Prc) dal ministero
Presidio e richiesta, la seconda, di entrare a visitare il Cpt di Bologna inutile per il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Leonardo Masella, che già tre settimana fa aveva domandato al Ministero dell'Interno e alla Prefettura di poter visitare il Centro di permanenza temporanea di via Mattei, e che questa mattina ha tentato nuovamente di ottenere il permesso, tornando a chiederlo proprio davanti alle sbarre del Centro di permanenza.
Per la richiesta scritta e formale dal Ministero era arrivata una risposta negativa, risposta che è stata confermata di nuovo in tarda mattinata dalla prefettura della città felsinea al consigliere, che attendeva insieme ad un presidio, una ventina di militanti, dei Giovani comunisti e del Circolo migranti di Bologna, davanti al centro di via Mattei.
"In passato sono entrato più volte nel Cpt, sia in questo che in quello di Modena - ha spiegato Masella - prima che una circolare Pisanu negasse questo diritto ai consiglieri regionali, che - ha ricordato il consigliere di Rifondazione - invece, possono entrare, a qualsiasi ora e anche senza preavviso nei carceri on negli ospedali".
"Spero che il Governo , di cui Rifondazione fa parte, rimuova al più presto questo blocco. E' sconcertante che permangano strutture come queste in cui vengono detenute anche persone che non hanno commesso alcun reato. E che si impedisca si un rappresentante delle istituzioni di entrarvi".
"Inoltre - ha tenuto a sottolineare Masella - una legge regionale, la 5 del 2004, delega alla Regione il compito di svolgere osservazione e monitoraggio dei Cpt. Come si può svolgere questo ruolo se non è possibile entrare? Mi appello al Presidente della Regione Vasco Errani e a quello dell'Assemblea legislativa Monica Donini per un pronunciamento pubblico e immediato che miri difendere le prerogative proprie dei consiglieri regionali".
A comporre il piccolo presidio oltre i militanti anche il Presidente del Gruppo di Rifondazione in Provincia, Sergio Spina, e il segretario provinciale del Prc Tiziano Loreti, che il Cpt cercò, insieme ad un gruppo di disobbedienti, di 'smontarlo' nel gennaio del 2002.
"Quella dei Cpt - sono state le parole di Spina -è un'esperienza fallita, così come è fallita la Bossi-Fini una legge che non ha saputo venire incontro agli immigrati né tanto meno a quel bisogno di sicurezza rivendicato dai cittadini".
Dello stesso avviso Loreti: "in una città come questa, dove spesso si è affrontata la questione della legalità non si può pensare che continui ad esserci un centro come questo, in cui le condizioni di vita sono del tutto inumane".
Per la richiesta scritta e formale dal Ministero era arrivata una risposta negativa, risposta che è stata confermata di nuovo in tarda mattinata dalla prefettura della città felsinea al consigliere, che attendeva insieme ad un presidio, una ventina di militanti, dei Giovani comunisti e del Circolo migranti di Bologna, davanti al centro di via Mattei.
"In passato sono entrato più volte nel Cpt, sia in questo che in quello di Modena - ha spiegato Masella - prima che una circolare Pisanu negasse questo diritto ai consiglieri regionali, che - ha ricordato il consigliere di Rifondazione - invece, possono entrare, a qualsiasi ora e anche senza preavviso nei carceri on negli ospedali".
"Spero che il Governo , di cui Rifondazione fa parte, rimuova al più presto questo blocco. E' sconcertante che permangano strutture come queste in cui vengono detenute anche persone che non hanno commesso alcun reato. E che si impedisca si un rappresentante delle istituzioni di entrarvi".
"Inoltre - ha tenuto a sottolineare Masella - una legge regionale, la 5 del 2004, delega alla Regione il compito di svolgere osservazione e monitoraggio dei Cpt. Come si può svolgere questo ruolo se non è possibile entrare? Mi appello al Presidente della Regione Vasco Errani e a quello dell'Assemblea legislativa Monica Donini per un pronunciamento pubblico e immediato che miri difendere le prerogative proprie dei consiglieri regionali".
A comporre il piccolo presidio oltre i militanti anche il Presidente del Gruppo di Rifondazione in Provincia, Sergio Spina, e il segretario provinciale del Prc Tiziano Loreti, che il Cpt cercò, insieme ad un gruppo di disobbedienti, di 'smontarlo' nel gennaio del 2002.
"Quella dei Cpt - sono state le parole di Spina -è un'esperienza fallita, così come è fallita la Bossi-Fini una legge che non ha saputo venire incontro agli immigrati né tanto meno a quel bisogno di sicurezza rivendicato dai cittadini".
Dello stesso avviso Loreti: "in una città come questa, dove spesso si è affrontata la questione della legalità non si può pensare che continui ad esserci un centro come questo, in cui le condizioni di vita sono del tutto inumane".
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