Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. I boss mafiosi si raddoppiano lo stipendio grazie al mercato illegale di droghe

Notizia ·
I capimafia hanno i loro costi e le loro esigenze economiche e per questo motivo, diversamente da quanto sta accadendo in politica, il nuovo capo di Cosa nostra a Palermo, Salvatore Lo Piccolo, latitante da oltre 23 anni, al momento del suo insediamento al vertice dell'organizzazione ha deciso come primo provvedimento di aumentarsi lo 'stipendio'.
Al capomafia andrebbero 40 mila euro al mese, quasi il doppio di quello che percepiva fino ad un anno fa Bernardo Provenzano.
La contabilita' emerge da alcuni 'pizzini' trovati nel covo del boss latitante Francesco Franzese, arrestato dalla polizia di Stato a Palermo il 2 agosto scorso. Le somme di denaro incassate dall'organizzazione mafiosa provengono dal pizzo imposto a commercianti e imprenditori e dal traffico di droga che Lo Piccolo ha deciso di rilanciare su grande scala facendo accordi con i calabresi e con le famiglie di Cosa nostra americana.
Secondo quanto emerge dalle inchieste della squadra mobile solo nel quartiere di Partanna Mondello Lo Piccolo raccoglie 120 mila euro al mese dal racket del pizzo.
Il 'bilancio' della mafia palermitana indica, quindi, che al capo vanno 40 mila euro; al figlio del boss, Sandro Lo Piccolo, anche lui latitante, spettano invece 25 mila euro; le altre somme vengono divise tra la moglie e i figli del padrino San Lorenzo-Tommaso Natale, mentre ai 'picciotti' spetta uno 'stipendio' di mille euro al mese e l'autorizzazione a mettere a segno, di tanto in tanto, qualche affare illegale, sempre sotto il controllo dei vertici di Cosa nostra.
L'ascesa di Salvatore Lo Piccolo al vertice della mafia di Palermo coincide con l'arresto di Provenzano, avvenuto l'11 aprile 2006 a Corleone. Sarebbe stato proprio il padrino di Corleone a bloccare l'ordine che era stato impartito da un altro boss, Antonino Rotolo, poi arrestato, di uccidere Lo Piccolo. Il sicario incaricato di questo progetto di morte era stato Giovanni Nicchi, attualmente latitante.
Franzese era uno degli uomini di fiducia di Lo Piccolo e dal suo arresto e' emerso che aveva avuto l'ordine di uccidere Nicchi e i boss avevano pure scoperto il covo in cui si rifugiava. L'arrivo della polizia nella villa utilizzata dal latitante Franzese ha di fatto salvato la vita al giovane sicario di Rotolo.
Salvatore Lo Piccolo, 63 anni, latitante dal 1983, e' a capo del mandamento di San Lorenzo, borgata di antica e consolidata tradizione mafiosa. Secondo gli inquirenti in questi ultimi anni, anche in conseguenza dell'arresto dei piu' autorevoli uomini d'onore palermitani, sarebbe diventato il piu' stretto collaboratore di Provenzano nel controllo degli affari illeciti in citta', in particolare nel campo del racket delle estorsioni.
(di Lirio Abbate/Ansa)
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