Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Bossi alla Cdl: tutti in piazza sull'immigrazione o la Lega esce

U.E. - ITALIA
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"Andremo in piazza. Bloccheremo la legge". E se gli alleati non ci dovessero seguire, "a quel punto andremmo per conto nostro. Non abbiamo paura di continuare da soli il nostro cammino". Ancora una volta il leader della Lega Umberto Bossi mette la Cdl davanti ad un'alternativa secca: o la battaglia contro le nuove norme sulla cittadinanza sara' dura e di tutti o "la Lega andra' avanti da sola".
"La politica sull'immigrazione - spiega il Senatur in un'intervista a La Repubblica - e' una cosa troppo importante. Il primo problema sentito oggi dalla gente e' l'invasione degli immigrati. Toccali su tutto, ma non su questo. Ecco perche' sono sicuro che ci sara' un impegno forte e comune di tutta la Cdl".
E assicurazioni in proposito, Bossi dice di averle ottenute proprio da Silvio Berlusconi: "Abbiamo parlato a lungo di questo assurdo ddl. lui mi ha garantito che sara' una battaglia comune e se l'ha detto non ho motivo per non crederlo".
Ma non c'e' solo la battaglia sull'immigrazione nell'agenda del Carroccio. Il referendum perso sulle riforme costituzionali non ha fatto archiviare il progetto sul federalismo: "Non ci siamo arresi - dice Bossi -.Finche' il Nord non sara' libero, la Lega andra' avanti a lottare". Intanto, "per prima cosa chiederemo al governo di applicare la Costituzione, che prevede la possibilita' per le regioni di chieder il federalismo". E Pontida? "Ci sara' - assicura - , a settembre". E poi minaccia: "E' da li' che iniziera' l'autunno caldo della Lega".

"Io la penso esattamente come Bossi" e contro "questa legge assurda faremo le barricate". Cosi' Maurizio Gasparri dell'esecutivo di An interviene nel corso di un filo diretto a Radio Radicale sul tema dell'immigrazione commentando l'intervista rilasciata oggi dal Senatur a 'Repubblica'.
Gasparri non ha dubbi: "La Legge Amato non sara' approvata", anche perche' "Bossi non e' il solo" a essere contrario: "Io - dice - sono ancora piu' deciso". Non ci sara' tempo neanche di arrivare al Referendum, assicura l'esponente di An: "Faremo una battaglia parlamentare tale per cui Amato scappera' con la coda tra le gambe". Sul tappeto, ovviamente, il dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza ("un errore accorciarli", dice Gasparri) e l'istituzione "dello ius solis" per cui un bambino nato da genitori stranieri puo' diventare cittadino italiano dopo cinque anni. "Una norma ridicola e confusa - afferma Gasparri - Ammettiamo il caso che i genitori vogliano a un certo punto tornare nel Paese di origine e il bambino poi si ammala. Dove si fa curare? In Italia. Ma le tasse chi le ha pagate?", si chiede il deputato, che aggiunge: "Amato sta invecchiando male".

"I delinquenti, compresi i vertici delle cellule terroristiche di matrice islamica processati e condannati negli anni scorsi, vengono graziati, liberati e messi in condizione, quindi, di poter ancora offendere, ma c'e' di piu' per il povero cittadino onesto, cornuto e mazziato: per lui, per il cittadino normale, ci sono l'aumento delle tasse, delle bollette, e una Finanziaria in vista di lacrime e sangue, mentre per il delinquente graziato e scarcerato ci sono 2700 euro in sei mesi". Lo afferma il Vice Presidente del Senato Roberto Calderoli (Lega nord), che aggiunge "con questo governo di centrosinistra delinquenti e immigrati irregolari sono diventati i cittadini di serie A, mentre per i cittadini normali, che hanno la colpa di lavorare, di pagare le tasse, di rispettare e regole, ci sono legnate tutti i giorni". Governi del genere, conclude Calderoli, "persino a Cuba, verrebbero scacciati con una sommossa popolare...".

"Noi preferiamo il parlamento alla piazza come luogo dove fare battaglia politica. Tante volte abbiamo accusato la sinistra di aver usato impropriamente la protesta di piazza contro il nostro governo. Francamente ora non vorrei imitarli". Lo afferma il vicepresidente del Senato, Mario Baccini (Udc) commentando l'appello di Umberto Bossi alla Cdl perche' promuova manifestazioni di protesta contro il ddl che dimezza i tempi per acquisire il diritto di cittadinanza agli immigrati.

"Presto tutta l'opposizione riflettera' se scendere in piazza ad autunno per protestare contro il governo, contro la sua politica economica e ovviamente anche contro il ddl sulla cittadinanza". Lo afferma il vicecoordinatore azzurro, Fabrizio Cicchitto, commentando l'appello di Umberto Bossi a una mobilitazione generale contro il ddl Amato sul dimezzamento dei tempi per l'acquisizione della cittadinanza agli immigrati.
"Ovviamente ancora non e' stata avviata una riflessione specifica, non ne abbiamo ancora parlato tra di noi, ma certamente e' un tema di confronto immediato. Detto questo - conclude Cicchitto - io oggi non escludo che si organizzino manifestazioni di piazza".

"Se il governo pensa a un decreto e alla fiducia vale la pena andare in piazza", ma se invece viene garantito "un ampio confronto" allora l'Udc non scendera' in strada. Cosi' il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione commenta le ultime affermazioni di Umberto Bossi che per difendere la propria linea in materia di immigrazione si e' detto pronto alla protesta di massa.
"Noi - mette i puntini sulle 'i' Buttiglione - non abbiamo mai condiviso le posizioni della Lega per intero, ma troviamo strana l'idea di correggere con misure amministrative una legge, la Bossi-Fini. Le leggi si correggono con altre leggi", precisa. Il punto e' quindi "completare il disegno ideale" della Bossi-Fini, spiega l'esponente centrista. E il dato del lavoro non basta a garantire l'integrazione, dice Buttiglione: d'altro canto, "dare la cittadinanza e' un'operazione complicata come adottare un bambino e non si fa a caso". Ragion per cui, nel caso in cui venisse meno l'adesione a un insieme di valori, dovrebbe anche essere prevista la possibilita' di "revocarla", conclude l'ex ministro.

"Le dichiarazioni rilasciate da Bossi e Calderoli riguardo alla cittadinanza agli immigrati non sono le solite boutade estive, create ad arte per scaldare gli animi dei propri elettori e militanti. Si tratta, invece, di un linguaggio rozzo e strumentale teso a creare un clima di generale intolleranza, cavalcando il facile slogan 'l'immigrato delinque sempre e comunque'. Eppure, la Lega dovrebbe sapere che parte della ricchezza del mitico Nordest e' stata costruita con l'apporto di tanti lavoratori immigrati, per lo piu' privi di diritti, oltre che sottopagati". Lo afferma il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio.
"Le decisioni del governo sull'immigrazione si pongono in un'ottica di politica di integrazione sociale e culturale e quindi vanno in una giusta direzione. Le 'sparate' delle Lega hanno soltanto il gusto avvelenato dell'intolleranza", conclude l'esponente dei Comunisti italiani.
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