Domenica 7 giugno 2026
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Italia. A Buon Diritto: i medici hanno scarsa conoscenza del testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Tra i medici, sul testamento biologico emerge 'un livello di conoscenza della questione molto limitato. Ancora piu' preoccupante e' che solo 15% degli intervistati ha avuto occasione di parlarne con i propri pazienti'. La segnalazione e' venuta da Luigi Manconi sottosegretario alla Giustizia che a Bologna ha presentato i risultati di uno studio su 266 medici di 19 ospedali italiani (soprattutto oncologi e anestesisti), compiuto da due ricercatori dell'Universita' La Sapienza di Roma per conto dell'associazione A Buon Diritto che Manconi presiede.
E' elevata invece la percentuale di chi stima importante che il problema venga discusso e, addirittura, che il testamento biologico debba valere per tutti i trattamenti sanitari rilevanti esprimendo un 'parere vincolante', 'fatta salva l'obiezione di coscienza del medico, che puo' astenersi ed essere sostituito'.
Dalla ricerca emerge inoltre che solo il 10% dei medici si dichiara contrario al Testamento biologico: a favore e' invece il 50%. Il restante 40% non vuole o non sa pronunciarsi proprio perche' poco informato sull'argomento.

Il sottosegretario alla Giustizia ha anche precisato che 'il testamento biologico non potra' mai contenere la richiesta dell'interessato, in caso di malattia terminale, che gli venga somministrata una sostanza che provoca la morte. Perche' la legge italiana lo qualifica come reato. Nel testamento biologico si potra' dire pero' ad esempio se non si vuole un secondo o terzo trattamento di chemioterapia'.
Apprezzando l'iniziativa regionale, Manconi ha distinto il 'consenso informato' ('firmato in un momento delicato, poco prima dell'ingresso in sala operatoria'), dal testamento biologico, compilato per scegliere, lontano dalla malattia e 'quando si e' in pieno possesso delle proprie facolta' mentali', a quali trattamenti sanitari ci si intenda sottoporre, per dire no ad esempio all'accanimento terapeutico in caso di malattie terminali molto dolorose. Per l'anestesista Mario Riccio e' utile al medico che spesso si trova davanti a patologie molto gravi e complesse con terapie intensive inefficaci alla guarigione e con il paziente non piu' in grado di esprimersi.
Manconi ha definito testamento biologico (e non eutanasia che 'rientra nella fattispecie penale dell'omicido') il 'caso Welby' con la sospensione del trattamento di respirazione artificiale, o l'interruzione di un trattamento di dialisi 'anche se si muore in 20 giorni e non in 20 minuti', ha precisato Riccio. E anche 'la domanda di eutanasia e' soprattutto di eliminazione del dolore: se si diffondesse anche in Italia la cura del dolore (siamo tra l'ultimo e il penultimo posto in Europa per uso di antidolorifici e farmaci a base di morfina) la domanda diventerebbe del tutto residuale'.

"Estremamente interessanti e significativi". Cosi' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità del Senato.
"Dalla ricerca, condotta su di un campione di medici appartenenti a circa venti ospedali italiani, emerge un grande bisogno di informazione anche tra gli addetti ai lavori. Occorre, evidentemente portare anche tra i medici un'informazione ampia e corretta per favorire un dibattito articolato e sereno. Credo che il contributo della professione all'elaborazione di una normativa equilibrata, ma anche, in futuro, ad una sua positiva e vasta applicazione sia fondamentale. Per questo - conclude - ritengo sarà opportuno promuovere ogni occasione di incontro e di confronto anche con i medici e con le loro associazioni".
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