Italia. Calabria-Crea: ingiusto rapporto Cittadinanzattiva sullo stato dei Ser.T
L'associazione Calabria-CREA (Coordinamento regionale enti ausiliari), a firma del suo presidente Isolina Mantelli ci ha inviato la seguente dichiarazione su quanto emerso dal rapporto diffuso in questi giorni da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, sullo stato in cui versano i servizi pubblici per le tossicodipendenze.Il Calabria-CREA raggruppa ventuno diverse organizzazioni giuridiche del privato sociale non-profit che in Calabria offrono ai cittadini che vivono condizioni di tossicodipendenza un sistema di servizi variegati e presenti su tutto il territorio regionale. Si tratta di servizi socio-sanitari residenziali, semiresidenziali, diurni e ambulatoriali, che sono strutturati per assicurare la presa in carico, l'accoglienza, l'assistenza, la riabilitazione e il reinserimento socio-lavorativo per oltre mille tossicodipendenti l'anno. I servizi erogati vanno dalle unità mobili di strada per la riduzione del danno, ai centri diurni, alle comunità di accoglienza per donne e bambino, ai centri di disintossicazione, alle comunità terapeutiche per soggetti in comorbidità psichiatrica, alle comunità per alcoldipendenti, alle comunità terapeutiche riabilitative e di reinserimento sociale.
I servizi erogati sono provvisti dei requisiti funzionali, strutturali e di personale, in alcuni casi con il riconoscimento della certificazione di qualità per le prestazioni erogate: del resto come è noto le strutture private per operare devono essere autorizzate al funzionamento e devono accreditarsi, quindi, possedere i requisiti di cui sopra, secondo quanto previsto da un apposito Atto d'Intesa Stato-Regioni del 1999 e dalle leggi in materia sanitaria.
Alcune di queste realtà sono delle vere e proprie eccellenze in questo settore, tanto da richiamare utenza da altre regioni del Sud Italia, caso unico ed in controtendenza con le migrazioni sanitarie dalla Calabria verso altre zone del Paese.
Ci sono sembrate, pertanto, non corrispondenti alla realtà calabrese, le parole espresse dal segretario generale di "Cittadinanzattiva", Teresa Petrangolini, citiamo testualmente: "I Ser.T. anche in Calabria non reggono l'urto. E così il tossicodipendente finisce abbandonato a se stesso per strada o in strutture dove la sicurezza non è garantita". Invitiamo l'associazione "Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato" a fare visita alle strutture del privato sociale accreditato, per verificare nel complesso il sistema dei servizi per le persone dipendenti da sostanze d'abuso lecite ed illecite, che in Calabria opera da oltre venti anni con solidarietà, passione civile, professionalità.
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