Italia. Campania. In Giunta la legge regionale sulle droghe
"La legge regionale sulle dipendenze e' un evento importante, la approveremo in tempi brevi; sara' in giunta gia' dalla prossima settimana, il lavoro e' quasi completo". Ad annunciarlo, l'assessore alle Politiche sociali della giunta regionale della Campania, Rosa D'Amelio, nel corso del suo intervento al meeting 2005, organizzato dall'assessorato alla Sanita' della Regione Campania, in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali della Regione e con il dipartimento di scienze mediche preventive dell'universita' di Napoli Federico II."Terremo conto del lavoro del terzo settore, che opera 'al fronte', a contatto con le realta' sociali. Io e l'assessore Montemarano sappiamo che dobbiamo mettere assieme le nostre energie, le nostre competenze perche' il problema delle tossicodipendenze deve essere affrontato nel suo complesso".
"La Regione Campania, a partire da questa conferenza, che e' in controtendenza rispetto a quella di Palermo, deve dare segnali chiari per una vera integrazione socio sanitaria", ha detto l'assessore alle politiche sociali, che sul rapporto istituzioni-Universita' ha chiarito: "E' fondamentale il rapporto con l'Universita', perche' c'e' bisogno di un aggiornamento continuo, che tenga presente il contatto con il territorio. I Sert sono la trincea che opera sui territori", ha concluso l'assessore D'Amelio.
"Siamo malati nell'animo, prima che nel fisico. I problemi non si risolvono assumendo sostanze". Antonio ha venticinque anni, e' stato lui ad aprire "E' meeting 2005" sulle tossicodipendenze, organizzato dall'assessorato alla sanita' della Regione Campania - settore fasce deboli, in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali della Regione e al dipartimento di scienze mediche preventive dell'universita' degli studi di Napoli Federico II, diretto dalla professoressa Maria Triassi. Il meeting e' un evento formativo annuale caratterizzato dalla formazione "orizzontale", tra operatori che lavorano presso i Ser.T. di competenza regionale. All'interno del meeting e' inserito il percorso "Campo", finalizzato all'obiettivo di proporre alle istituzioni regionali una piattaforma per una legge regionale sulle tossicodipendenze. Tre giorni di lavori, da oggi fino al 17 dicembre, rappresentano anche l'occasione per promuovere un manifesto per stimolare l'opinione pubblica ad aiutare chi e' caduto nell'incubo della droga.
L'iniziativa e' stata lanciata dal dipartimento di scienze mediche preventive dell'universita' degli studi di Napoli, Federico II, nell'ambito del Campo di aggiornamento: "Il Campo punta a costruire una forza collettiva di tutti gli operatori delle dipendenze, favorire la somma delle idee e delle persone, attivare un laboratorio Campania, dove nascano idee nuove per individuare percorsi di difesa dalle sostanze, sperimentazioni, progetti lavorativi e l'avvio dei lavori per una legge regionale sulle dipendenze", ha affermato la professoressa Maria Triassi.
La Campania e' al secondo posto tra le regioni d'Italia per numero di tossicodipendenti in cura nei 45 Ser.T. di pertinenza regionale. Nel 2004 si e' registrato un incremento di quasi il 20%, rispetto al 2003, con oltre 23mila utenti registrati. Un dato, che misurato nell'ultimo decennio, individua un aumento di utenza a carico dei Ser.T. dell'80%.
Nel 2004 sono stati 5.562 i tossicodipendenti che si sono rivolti alle strutture pubbliche. Nel 2003 furono 3.736. Il raffronto testimonia che il fenomeno della tossicodipendenza e' in forte ascesa. I dati sono redatti annualmente dall'osservatorio per le dipendenze, dell'assessorato alla sanita' della Regione Campania, che ha diviso gli utenti dei Ser.T. anche per fasce d'eta', scoprendo che rispetto al 2003, l'anno scorso l'eta' media della popolazione utente si e' polarizzata nelle fasce piu' alte, (dai 30 anni in su), anche se non e' trascurabile l'aumento dei consumatori di droghe tra i piu' giovani. Fra le sostanze maggiormente assunte, un vero "boom" lo ha registrato il consumo primario di cocaina, con il +38,50% di casi da un anno all'altro, in aumento anche gli assuntori di droghe sintetiche, +14%, mentre resta parzialmente stabile l'uso di eroina, +4%, e crolla l'uso dei cannabinoidi, -21%.
"Il fenomeno delle tossicodipendenze e' molto frazionato, mentre prima avevamo soprattutto tossicodipendenti da eroina, oggi siamo di fronte ad una varieta' enorme di sostanze e c'e' una frammentazione del fenomeno". Lo ha affermato la professoressa Maria Triassi, direttrice del dipartimento di scienze mediche preventive dell'universita' di Napoli, Federico II. "L'uso della droghe e' diventato piu' rarefatto nel tempo e meno riconoscibile, pero' non per questo meno problematico per la societa'. Oggi si consuma di piu' la cocaina e miscugli di sostanze consumate occasionalmente, per esempio il sabato sera, o durante eventi di partecipazione popolare. Il fenomeno delle droghe oggi e' piu' capillare, colpisce tutti gli strati sociali e le fasce d'eta', indistintamente. E' aumentata la pericolosita' e l'uso delle sostanze chimiche".
Dalla necessita' di un confronto tra gli operatori dei Ser.T. e' nato il Campo, un percorso di aggiornamento che segue la stesura di un manifesto a favore della lotta alle droghe: "Il Campo nasce dall'esigenza di far fronte ai nuovi problemi delle tossicodipendenze, c'e' bisogno di creare una rete attorno agli operatori delle dipendenze, che possa permettere una formazione libera, non governata da strutture centralizzate, che nasca dalle esigenze formative degli operatori", ha concluso la Triassi.
Rosanna Romano, direttrice del settore fasce deboli dell'assessorato regionale alla sanita', che ha organizzato il meeting 2005 sulle tossicodipendenze in Campania, ha sottolineato che "la cultura delle dipendenze, l'offerta dei servizi e la formazione continua degli operatori dei Ser.T. e di tutti coloro che operano nel campo delle droghe, rappresentano i punti principali su cui vertera' la prossima legge regionale in materia". "Nel corso del meeting sulle dipendenze - ha aggiunto Romano - avremo tre focus formativi, con delle conclusioni alla fine dei lavori che verranno sottoposte ai lavori della Giunta e del Consiglio regionale per la stesura del testo della legge. Per noi e' importante regolamentare i servizi presenti sul territorio e le risorse destinate alla lotta alle tossicodipendenze. Bisogna anche disciplinare i rapporti tra pubblico e privato, il governo centrale non e' riuscito ancora a farlo, non ha saputo raccogliere le nostre istanze, per cui le Regioni stanno organizzandosi localmente", ha concluso.
"Lo spaccio di droga delle nostre organizzazioni criminali e' capillare, colpisce migliaia di giovani, e' importante non sbagliare avversario. Non dobbiamo combattere i tossicodipendenti, che invece vanno aiutati con percorsi terapeutici e di prevenzione moderni. I nostri avversari sono i mafiosi, che su questo mercato misurano la loro potenza e la loro forza". Lo ha affermato Giuseppe Lumia, capogruppo Ds in commissione antimafia, nel corso del suo intervento al meeting 2005 sulle tossicodipendenze.
"Si interviene poco verso quei Paesi che producono i diserbanti chimici, che vengono utilizzati per trasformare le piante in droga, paesi occidentali. I nuovi strumenti satellitari, riescono ad individuare le piantagioni illecite, bisogna intervenire, dando ai tanti i 'campesinos', i contadini del Sud America, la possibilita' di poter ricavare una vita dignitosa da altri tipi di produzioni, colpire il trasferimenti dei prodotti chimici dal nord del mondo, dagli Stati Uniti, ed impedire che i narcotrafficanti possano entrarne in possesso", ha detto Lumia.
"C'e' un pericolo pesante nel nostro Paese, perdere i beni confiscati alle mafie, a causa delle proposte avanzate dal Governo". Lumia ha difeso la legge del 1996 sulla confisca dei beni mafiosi, proponendo miglioramenti e criticando la proposta della maggioranza: "Abbiamo faticato moltissimo per capire che bisogna colpire i beni dei boss mafiosi, come i patrimoni dei clan Mazzarella e Misso in Campania e di tutti gli altri clan. Bisogna confiscare queste ricchezze e riutilizzarle socialmente, come ha fatto 'Libera', che ha trasformato capannoni in aziende e appartamenti in sedi di servizi sociali. Abbiamo bisogno di attuare la legge del 1996 Rognoni-La Torre". Secondo Lumia "quella legge rappresento' un passo in avanti, che ha fatto guadagnare al Paese, su seimila beni, circa 2500 strutture riutilizzate sul versante sociale e produttivo. Abbiamo presentato delle proposte migliorative, per accelerare le operazioni di recupero dei beni confiscati alle mafie, ma rischiamo, con la proposta del Governo di perdere tutto. Preoccupa la revisione della scelta sul bene confiscato, che consente ai mafiosi di aggredire legalmente, con mille artifici, il bene sottratto dallo Stato".
Un Manifesto per la lotta alle dipendenze
Un 'Manifesto' per aiutare chi e' caduto nell'incubo della droga. E' l'iniziativa lanciata dal dipartimento di scienze mediche preventive dell'universita' degli studi di Napoli, Federico II. "Agli operatori delle comunita' terapeutiche, protagonisti, in questi anni, di esperienze dure e difficili, chiediamo di partecipare al nostro cambiamento".
Sottoscritto gia' da oltre duecento fra medici, operatori, rappresentanti delle istituzioni e della comunita' ecclesiastica, giornalisti, professionisti e semplici cittadini, il Manifesto del Campo "punta a costruire una forza collettiva di tutti gli operatori delle dipendenze, favorire la somma delle idee e delle persone, attivare un laboratorio Campania, dove nascano idee nuove per individuare percorsi di difesa dalle sostanze, sperimentazioni, progetti lavorativi e l'avvio dei lavori per una legge regionale sulle dipendenze", ha affermato la Triassi, ed e' un appello per coinvolgere l'opinione pubblica e le professionalita' del mondo medico nella lotta alle tossicodipendenze.
"I nostri servizi sono assediati da migliaia di persone in cerca di aiuto -si legge nel manifesto- Sono persone dentro trappole chimiche e le loro liberazioni sono difficili. Un mondo complesso si avvicina ogni giorno e pone assillanti domande. Noi abbiamo poche risposte, povere risposte. Corriamo il rischio di negare la complessita' con interventi elementari e riduttivi. Bisogna inventare nuovi spazi, coinvolgere la gente nei nostri percorsi di cura".
Il Manifesto del Campo propone una strategia "a ruota" per combattere le dipendenze. I Ser.T, come una ruota con tanti raggi diventa una "giostra terapeutica". I raggi sono tutte le risorse del territorio che si coinvolgono nei programmi terapeutici e diventano protagonisti di cura. In questa direzione nasce 'Campo'. Regione ed Universita', insieme a tutti gli operatori per cercare il nuovo che, secondo il manifesto "e' la forza del collettivo".
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