Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Campania: regolamento della Giunta regionale sulla fecondazione assistita

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le tecniche di fertilizzazione in vitro, mediante il prelievo o l'utilizzo di gameti e di embrioni crioconservati e le altre metodiche chirurgiche, o comunque invasive, legate alle attivita' dei centri di Biologia e Medicina delle riproduzione, saranno espletabili sul territorio regionale campano, solo nelle strutture sanitarie pubbliche e private che erogano prestazioni in regime di ricovero a ciclo continuativo o in day surgery.
L'attivita' svolta negli ambulatori chirurgici sara', dunque, limitata alla sola valutazione -preliminare alla fertilizzazione in vitro- delle caratteristiche fisiche e molecolari del liquido seminale maschile, ai test di interazione con il muco cervicale, all'induzione farmacologica dell'ovulazione con monitoraggio ecografico della risposta ovarica e alle metodiche di fecondazione assistita in cui non e' previsto il prelievo invasivo dei gameti.
E' quanto emerge dalla delibera n. 518 approvata dalla giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore regionale alla Sanita' Rosalba Tufano, il 7 febbraio scorso.
Tecniche come la Fivet (fecondazione in vitro e trasferimento in utero dell'embrione) e le sue varianti Zift e Tet, il trasferimento dei gameti nelle tube (Gift), l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (Icsi) e il prelievo chirurgico di spermatozoi e successiva Icsi oltre che il trasferimento di embrioni, diventeranno metodiche utilizzabili solo in ambiente ospedaliero. Presso ogni struttura, inoltre, dovra' essere offerta la possibilita' di consultare uno psicologo. Anche le attivita' di crioconservazione e di diagnostica preimpianto (che prevedono la presenza nello stesso complesso di un laboratorio specialistico di genetica medica, di virologia, microbiologia e sieroimmunologia), potranno essere eseguite solo nelle strutture in cui si erogano le attivita' di medicina della riproduzione in regime di ricovero.
"Senza dubbio si tratta di norme alquanto restrittive -commenta il professor Luigi Cioffi, titolare di un centro di Day surgery a Salerno ed ex vicepresidente del Cecos, uno degli organismi scientifici maggiormente accreditati nel campo della fertilizzazione medicalmente assistita in Italia- perche' se da un lato e' giusto ricondurre al ricovero le attivita' invasive che necessitano di anestesia generale, dall'altro il prelievo ovarico e' diventato un intervento piuttosto semplice se effettuato da chirurghi esperti che non necessariamente necessita della narcosi ed e' eseguibile anche in sedazione o anestesia locoregionale tanto che altre regioni, come il Veneto, hanno deliberato concedendo tale possibilita' anche agli ambulatori chirurgici".
In Campania, anche se non esiste un'anagrafe dettagliata dei centri pubblici e privati operanti nel campo della fertilizzazione medicalmente assistita, sono decine gli ambulatori chirurgici autorizzati che effettuano la Fivet e che ora dovranno riconvertire le proprie attivita'.
L'atto di Giunta, che andra' in vigore con la prossima pubblicazione sul Burc, dispone inoltre l'adozione dei requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi e le procedure di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio delle strutture pubbliche e private di nuova realizzazione o gia' attivi che erogano attivita' di Biologia e medicina delle riproduzione sulla scorta delle procedure e delle indicazioni in merito gia' contenute nella delibera 7301 del 2001.
Il provvedimento contiene, inoltre, le linee guida per il miglioramento e l'ottimizzazione delle procedure adottate nei centri di Medicina della riproduzione elaborate da un comitato di saggi istituito nel marzo del 2001, un opuscolo informativo per la prevenzione della sterilita' da diffondere sul territorio regionale e un modello di consenso informato sulle procedure cliniche contenente le raccomandazioni di comportamento indirizzate ai medici e ai biologi della riproduzione ai fini dell'appropriatezza degli atti clinici. In particolare i medici dovranno fornire agli utenti dei centri informazioni dettagliate sulle percentuali di successo della metodica utilizzata, sui possibili rischi, sugli effetti collaterali e sulle possibili alternative delle tecniche adottate. Dopo ogni procedura diagnostica e terapeutica dovra', inoltre, essere consegnata al paziente una dettagliata relazione sui risultati ottenuti.
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