Domenica 7 giugno 2026
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Italia. A Campobasso il primo trapianto di staminali contro il morbo Hodgkin recidivato

U.E. - ITALIA
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E' stato effettuato presso il Centro di ricerca e formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche dell'Universita' Cattolica di Campobasso il primo autotrapianto di cellule staminali in una paziente affetta da morbo Hodgkin recidivato.
Prima di procedere al trapianto la donna ha eseguito alcuni cicli di polichemioterapia standard volti ad eliminare la malattia presente e a far circolare nel sangue periferico una adeguata quantita' di cellule staminali che sono state, in seguito, raccolte e congelate. Una procedura, questa, eseguita presso il centro trasfusionale dell'Istituto di Ematologia dell'Universita' Cattolica di Roma.
Con l'Ospedale Cardarelli di Campobasso, invece, e' stata avviata una fattiva collaborazione, con l'équipe medica guidata dal professor Sergio Storti, per la buona riuscita dell'intervento. Si apre cosi' anche per il Molise la possibilita' di eseguire sui pazienti una procedura terapeutica importante ai fini della guarigione dalla malattia neoplastica ed evitare il ricorso, da parte dell'utenza, ai centri extra regionali.
"Il nostro Centro e' arrivato a maturazione -ha evidenziato il direttore sanitario Carlo Di Falco, nel corso di una conferenza stampa- La nostra attivita' clinica e' finalizzata alla ricerca e gli obiettivi definiti con la Regione Molise si stanno raggiungendo, soprattutto con la soddisfazione dei nostri pazienti".
"E' motivo di orgoglio per il nostro Sistema Sanitario -ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il presidente della Regione, Michele Iorio -, per la classe medica che vi opera, per l'Universita' Cattolica e per tutti i cittadini-pazienti di questa regione, annunciare il primo trapianto eseguito in Molise di cellule staminali. Orgoglio perche' l'intervento e' stato realizzato in una sede prestigiosa, il Centro di alta Specializzazione dell'Universita' Cattolica di Campobasso, che sta sempre piu' diventando punto di riferimento per larga parte del centro Italia, attuando una fruttuosa collaborazione con una struttura pubblica, il centro Trasfusionale dell'Ospedale Cardarelli. Ma e' motivo di orgoglio personale anche perche' come medico posso dire finalmente che i pazienti molisani potranno ora usufruire di prestazioni di elevatissimo valore tecnico-scientifico nella propria regione".
E proprio partendo dall'importante ruolo svolto dal Centro di Alta Specializzazione della Cattolica nel panorama sanitario regionale e interregionale il nuovo direttore di sede, Giuseppe Mobilia, gia' vice direttore del Policlinico Gemelli di Roma, ha sottolineato come le nuove prestazioni fornite nel Centro di Campobasso permetteranno di attrarre utenza da tutta l'Italia con evidente beneficio in termini di crescita economica, culturale e sociale per tutto il Molise.
Il professor Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento di Oncologia, ha evidenziato invece come il Centro si serva della "ricerca" per dare prestazioni innovative, incisive e di elevato contenuto scientifico. La sinergia tra due importanti strutture del sistema sanitario regionale, la Cattolica e l'Ospedale Cardarelli, e' stata invece rimarcata dal direttore della Asl n. 3 di Campobasso Sergio Florio.
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