Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Capezzone: e' il momento di fare un bilancio del proibizionismo

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"Se un cane antidroga va a Montecitorio o si arrende oppure gli va in tilt il naso. "E se andasse alla sede dei radicali in Via di Torre Argentina?", "Non succederebbe niente di diverso da un autobus o una scuola o qualsiasi altro luogo". Con questo scambio di battute tra Daniele Capezzone e Pierluigi Diaco, su "Servizio Pubblico" di Radio 24-Il Sole 24 Ore, il segretario dei Radicali Italiani lancia la proposta di un referendum contro la legge sulla droga approvata dal Governo.
"E' venuto il momento di fare un bilancio di trent'anni di proibizionismo, percio' stiamo cominciando a studiare un referendum sulla droga, per dire no alle sanzioni amministrative e distinguere tra spacciatore e consumatore. Gia' oggi l'attuale legge ha fatto fallimento. Se con sei, sette, otto spinelli vai in galera o tutt'al piu' in comunita', vorra' dire che il tema della droga passera' di competenza dal ministro Castelli a Lunardi, quello delle grandi opere, perche' il Governo dovra' passare tutto il tempo a costruire prigioni, con cinque-sei milioni di consumatori accertati".
"Negli ultimi decenni doveva esserci meno droga e invece abbiamo avuto piu' droga, meno morti e invece abbiamo avuto piu' morti, meno mafia e invece abbiamo avuto piu' mafia, meno aids e invece abbiamo avuto piu' aids. Ma se un terzo del nostro territorio nazionale e' sotto il controllo della mafia, e' necessaria un'azione che colpisca la criminalita' organizzata alla radice. Non come e' stato fatto in Afghanistan, con Pino Arlacchi che ha riempito di soldi i Taliban per fargli espiantare l'oppio e loro hanno usato quei finanziamenti per tirare su Al Qaida".
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