Italia. Cappato: da mercoledi' saremo in sciopero della fame per Welby
"Da mercoledì avvieremo un'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame aperta ai cittadini che lo vorranno e rivolta al Presidente della Consiglio, ai rappresentanti istituzionali ed anche agli esponenti della comunità scientifica e del mondo medico, affinché si dia risposta alle due richieste avanzate dal co-Presidente dell'Associazione Coscioni, Piergiorgio Welby". Lo dichiara in una nota Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni.
Welby, ricorda Cappato, ha chiesto che "il Presidente del Consiglio proceda finalmente alla nomina del nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, come previsto dalla normativa italiana e da impegni internazionali assunti dal nostro Paese. Il precedente Comitato è scaduto infatti oltre 5 mesi fa, il 15 giugno 2006; che arrivino risposte concrete alla domanda drammaticamente urgente posta dallo stesso Welby il 22 ottobre, quando scrisse: 'È mia ferma decisione rinunciare alla ventilazione polmonare assistita. Staccare la spina mi porterebbe ad una agonia lunga e dolorosa. Anche una sedazione protratta nel tempo non mi garantirebbe una morte immediata senza dolore. Chiedo: è possibile che mi sia somministrata una sedazione terminale che mi permetta di poter staccare la spina senza dover soffrire?'".
"Non avendo finora trovato nessuno disposto a dare risposta pratica lo stesso Welby ha comunicato l'inevitabilità di una azione di disobbedienza civile, non senza aver chiesto ad alcune tra le massime cariche costituzionali di indicargli un'alternativa che non sia quella della clandestinità.
In entrambi i casi, ciò che si chiede è il rispetto della legalità, sia sul piano delle leggi dello Stato e dei principi costituzionali che su quello della deontologia professionale del medico, per l'affermazione del diritto ad una vita dignitosa, tanto per le persone quanto per le istituzioni malate del nostro Paese".
MARIA ANTONIETTA COSCIONI: GARANTIRE DIRITTO ALLA DOLCE MORTE
' Noi ci battiamo perche' l'eutanasia venga riconosciuta come un diritto di ogni cittadino.
Siamo convinti che sia l'unica via per evitare gli abusi su malati in fase terminale che subiscono l'iniziativa dei medici, senza consenso'. Lo ha detto in una intervista al 'Corriere della sera' Maria Antonietta Coscioni, vicepresidente dell'omonima associazione intitolata al marito Luca, morto di sclerosi multipla, commentando la 'legge sull'eutanasia', in vigore in Belgio dal 2002. 'Noi non diciamo che tutti desiderano essere aiutati a morire se si trovano in condizione di grande sofferenza. Per noi la cosa importante e' che, chi ha questo desiderio, possa decidere in autonomia e realizzarlo attraverso una procedura trasparente'.
'Come radicali e associazione Coscioni stiamo raccogliendo firme perche' si faccia un'indagine sul fenomeno dell'autanasia clandestina, a porte chiuse. Bisogna garantire al malato delle opportunita'. Piegiorgio Welby, per esempio, aspira ad una morte che gli viene negata dalla legge. E ora ha un'unica alternativa: la disobbedienza civile. Quando riterra' giunto il momentio di dire basta. Marco Pannella e i compagni radicali applicheranno una procedura tale da evitargli il rischio di un'aulteriore sofferenza'.
Welby, ricorda Cappato, ha chiesto che "il Presidente del Consiglio proceda finalmente alla nomina del nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, come previsto dalla normativa italiana e da impegni internazionali assunti dal nostro Paese. Il precedente Comitato è scaduto infatti oltre 5 mesi fa, il 15 giugno 2006; che arrivino risposte concrete alla domanda drammaticamente urgente posta dallo stesso Welby il 22 ottobre, quando scrisse: 'È mia ferma decisione rinunciare alla ventilazione polmonare assistita. Staccare la spina mi porterebbe ad una agonia lunga e dolorosa. Anche una sedazione protratta nel tempo non mi garantirebbe una morte immediata senza dolore. Chiedo: è possibile che mi sia somministrata una sedazione terminale che mi permetta di poter staccare la spina senza dover soffrire?'".
"Non avendo finora trovato nessuno disposto a dare risposta pratica lo stesso Welby ha comunicato l'inevitabilità di una azione di disobbedienza civile, non senza aver chiesto ad alcune tra le massime cariche costituzionali di indicargli un'alternativa che non sia quella della clandestinità.
In entrambi i casi, ciò che si chiede è il rispetto della legalità, sia sul piano delle leggi dello Stato e dei principi costituzionali che su quello della deontologia professionale del medico, per l'affermazione del diritto ad una vita dignitosa, tanto per le persone quanto per le istituzioni malate del nostro Paese".
MARIA ANTONIETTA COSCIONI: GARANTIRE DIRITTO ALLA DOLCE MORTE
' Noi ci battiamo perche' l'eutanasia venga riconosciuta come un diritto di ogni cittadino.
Siamo convinti che sia l'unica via per evitare gli abusi su malati in fase terminale che subiscono l'iniziativa dei medici, senza consenso'. Lo ha detto in una intervista al 'Corriere della sera' Maria Antonietta Coscioni, vicepresidente dell'omonima associazione intitolata al marito Luca, morto di sclerosi multipla, commentando la 'legge sull'eutanasia', in vigore in Belgio dal 2002. 'Noi non diciamo che tutti desiderano essere aiutati a morire se si trovano in condizione di grande sofferenza. Per noi la cosa importante e' che, chi ha questo desiderio, possa decidere in autonomia e realizzarlo attraverso una procedura trasparente'.
'Come radicali e associazione Coscioni stiamo raccogliendo firme perche' si faccia un'indagine sul fenomeno dell'autanasia clandestina, a porte chiuse. Bisogna garantire al malato delle opportunita'. Piegiorgio Welby, per esempio, aspira ad una morte che gli viene negata dalla legge. E ora ha un'unica alternativa: la disobbedienza civile. Quando riterra' giunto il momentio di dire basta. Marco Pannella e i compagni radicali applicheranno una procedura tale da evitargli il rischio di un'aulteriore sofferenza'.
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