Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Cardinale Martini: l'eutanasia non puo' mai essere approvata

U.E. - ITALIA
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Apertura sull'uso dei profilattici quale 'male minore' per contrastare l'Aids; prudenza nell'esprimere giudizi sulla fecondazione eterologa ed invito ad approfondire la strada per l'adozione di embrioni, anche da parte delle donne single, pur di impedirne la distruzione. Farà discutere e aprirà un dibattito tra scienza e fede il dialogo a 360 gradi -che apparirà sull' Espresso in edicola domani- tra il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, ed il chirurgo di fama internazionale Ignazio Marino. In tema di biotetica -dalla fecondazione assistita all'eugenetica, dall'eutanasia all'aborto fino alla donazione degli organi- il cardinale e lo scienziato hanno messo a confronto i loro convincimenti in vista di un "dialogo sulla vita", perché, sottolinea Marino, "non è possibile ignorare gli innumerevoli quesiti etici" legati "alle possibilità che la scienza mette a disposizione degli uomini". Opinione di entrambi è che su "temi così delicati il rischio è di cadere in facili contrapposizioni e strumentalizzazioni", con il rischio "di creare fratture nella societa". All'indomani della contrapposizione tra laici e cattolici a seguito del referendum sulla fecondazione assistita, il cardinale Martini getta ponti sottolineando il "compito formativo della Chiesa", che "é chiamata a formare le coscienze". Più delle rigidità, spiega il cardinale, "serve soprattutto una formazione della mente e del cuore a rispettare, amare e servire la dignità della persona in ogni sua manifestazione, con la certezza che ogni essere umano è destinato a partecipare alla pienezza della vita divina e questo può richiedere anche sacrifici e rinunce". "Non si tratta -precisa Martini- di oscillare tra rigorismo e lassismo, ma di dare le motivazioni spirituali che inducono ad amare il prossimo come se stessi, anzi come Dio ci ha amato, e anche ad amare e rispettare il nostro corpo".
Il cardinale ha definito l'eutanasia un atto che non puo' mai essere approvato. "Neppure io vorrei condannare le persone che compiono un simile gesto su richiesta di una persona ridotta agli estremi e per puro sentimento di altruismo, come pure quelli che in condizioni fisiche e psichiche disastrose lo chiedono per sé. D'altra parte ritengo che è importante distinguere bene gli atti che arrecano vita da quelli che arrecano morte. E questi ultimi non possono mai essere approvati". Ha aggiunto che la vita ed il corpo non appartengono ai singoli uomini. "Noi non apparteniamo a noi stessi e siamo chiamati a glorificare Dio nel nostro corpo, cioé nella totalità della nostra esistenza su questa terra".
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