Italia. Il cardinale Trujillo scomunica i ricercatori, ma il parroco assolve
La Chiesa scomunica chi pratica l'aborto e anche per i ricercatori che distruggono gli embrioni. In quanto ai politici che approvano leggi nelle quali si permettono queste pratiche, pur se la scomunica non e' prevista, e' giunta l'ora di avviare una riflessione 'perche' essi non dovrebbero avvicinarsi all'eucaristia'. E' quanto afferma in un'intervista al settimanale Famiglia cristiana il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio della famiglia.
Il porporato ribadisce che l'aborto non e' un diritto ma un delitto come aveva gia' affermato Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium vitae. Quindi conferma che c'e' ancora la scomunica per l'aborto e colpisce 'la madre, il medico, gli infermieri, il padre se e' d'accordo'. Un principio che vale anche per chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali: 'E' la stessa cosa -afferma ancora il cardinale- distruggere l'embrione equivale all'aborto. E la scomunica vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano l'embrione'.
In quanto ai politici che approvano leggi di tale natura 'Se sono credenti devono dimostrare la coerenza con i loro atti. Secondo me -spiega Trujillo- se approvano leggi inique e ingiuste che distruggono l'uomo e vanno contro i diritti di Dio, va fatta una riflessione, perche' essi non potrebbero accostarsi all'Eucaristia.
Nessuno al mondo e' autorizzato a contraddire la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita a tutti i livelli'. Secondo quanto afferma il cardinale in Vaticano si teme 'soprattutto che, di fronte alle legislazioni attuali, parlare in difesa della vita e dei diritti della famiglia stia diventando in alcune societa' una sorta di delitto contro lo Stato, una forma di disobbedienza al Governo, una discriminazione contro le donne. La Chiesa rischia di essere portata davanti a qualche Corte internazionale, se il dibattito si facesse piu' teso, se si ascoltassero le istanze piu' radicali'.
Molti di questi temi, ha spiegato ancora il cardinale, saranno al centro del prossimo Incontro mondiale delle famiglie che si celebrera' a Valencia dal 1 al 9 luglio, e al quale nella sua parte conclusiva, prendera' parte anche Benedetto XVI.
'Condivisione dei contenuti ma stupore per i toni, che fanno passare l'idea di un Dio arrabbiato con gli uomini perche' non in sintonia con lui'. E' questo il commento a caldo di Paola Binetti, senatrice della Margherita e membro della commissione Sanita' al Senato, in merito alle dichiarazioni del cardinale Trujillo. 'Mi sembra che un principio come il valore della vita sia da tutelare in tutti i modi. E l'intervento del cardinale, in vista dell'incontro mondiale delle famiglie cattoliche con il Papa, rientra pienamente nella dottrina della Chiesa cattolica. Condivido pienamente il fatto che non si debba fare l'aborto e manipolare gli embrioni, ma rimango stupita dei toni usati dal cardinale nell'intervista'. Il riferimento alla scomunica infatti, 'sorta di sanzione disciplinare per i credenti, e' una cosa conosciuta dalle vecchie generazioni di credenti, ma non da quelle nuove. Mi sarei invece aspettata che l'accento venisse posto piu' su misure di accoglienza che punitive, con il riferimento ai principi della solidarieta', magnanimita' e del perdono da parte della Chiesa. In questa intervista invece si suggerisce l'idea di un Dio che punisce e non perdona. Gli scienziati possono anche fare esperimenti sugli embrioni, ma solo se sono a vantaggio di quello specifico embrione, non in nome di altri, per la vita e' sempre il fine ultimo da tutelare'.
'Nessun Governo puo' fermare la ricerca, nemmeno un credo religioso. Perche' la ricerca e' una necessita' dell'uomo'. Risponde cosi' Giuseppe Novelli, professore di genetica medica all'Universita' Tor Vergata di Roma, al Cardinale. 'Credo che la scienza non abbia bisogno di questi aut-aut porre un limite alla ricerca scientifica e' senza senso. L'unico problema e' riuscire ad arrivare ad un certo punto con le scoperte, non bisogna mai porre limiti mentre bisogna sempre andare fino in fondo. Comunque - aggiunge - i danni piu' grandi non sono mai arrivati dai ricercatori, ma da chi, parlandone, ha falsificato i concetti scientifici'. La stessa scoperta di una proteina capace, negli esperimenti di laboratorio, di far tornare 'bambine' le cellule adulte - continua il ricercatore - e che potrebbe aprire la strada per produrre cellule staminali in maniera etica (cioe' senza utilizzare gli embrioni), non sarebbe potuta avvenire senza le conoscenze che la comunita' scientifica ha ottenuto sulle staminali stesse. Insomma, senza gli studi sulle staminali non si sarebbe mai potuti arrivare ad una scoperta salva-embrione come questa. 'La minaccia di una scomunica non e' certo il modo migliore per avviare un dialogo. Bisogna rendersi conto che la biologia e la medicina vanno in una direzione diversa rispetto a quella della Chiesa. D'altronde, se pensiamo che abbiamo atteso 500 anni perche' fosse riabilitato Galileo...'. 'La vita accade -conclude Novelli citando una frase di Craig Venter, il 'padre' del sequenziamento del genoma umano-'. Come a dire: la vita non sta certo ad ascoltare i problemi etici.
'Cercare terreni condivisi e non contrasti': e' questa la risposta che Ignazio Marino, chirurgo e presidente della comissione Sanita' al Senato, da' a chi gli chiede un commento sulla scomunica lanciata dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo a chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali. 'La Chiesa, ogni Chiesa, deve essere libera di parlare ai suoi fedeli. Per valutare il senso delle affermazioni del Cardinale Alfonso Lopez Trujillo e' necessario prima di tutto leggere il testo integrale delle sue dichiarazioni. Penso che invece di perseguire, come accade sui media, contrasti, sia piu' utile la ricerca di terreni condivisibili che rispettino la sensibilita' etica di ognuno'. La scienza puo' aiutare, continua Marino, 'e non essere vista in opposizione alla religione nel perseguire il bene dell'uomo. Oggi esistono percorsi scientifici studiati nei laboratori, che permettono di realizzare cellule con le stesse potenzialita' delle staminali embrionali senza creare o distruggere embrioni'.
'Aspettiamo che il nostro cardinale dica no al Concordato con questo Stato e no a finanziamenti come quelli che gli derivano dall'otto per mille. La coerenza e la fede di chi ha un dogma non dovrebbero esimerlo'. Cosi' l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) commenta la proposta della cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio della famiglia, di estendere la scomunica a chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali e di negare la comunione ai politici cattolici che approvino leggi contrarie alla vita. 'Concordiamo con Trujillo che e' ipocrita scomunicare un medico che pratica l'aborto o un ricercatore che distrugge un embrione, ma non il legislatore (e con lui il presidente della Repubblica) che di fatto lo rendono possibile per legge. Ma soprattutto, ringraziamo il cardinal Trujillo per la lezione di laicita' e trasparenza che sta dando alle gerarchie ecclesiastiche ed ai loro rappresentanti istituzionali che operano in Italia'. Secondo il consigliere Aduc Pietro Yates Moretti, 'al contrario di loro, il cardinale si rivolge all'istituzione di cui fa parte, la Chiesa Cattolica, per combattere a viso scoperto pratiche che questa legittimamente non condivide e aborre. E stigmatizza cosi' quei rappresentanti della Chiesa cattolica che preferiscono esercitare le loro pressioni in maniera poco trasparente'. 'Viva Trujillo. E chiediamo coerenza con questa sua determinazione: coerenza per rifiutare soldi e prebende da uno Stato che, grossomodo, e' altro e Satana rispetto al proprio credo'.
Il parroco assolve
'Voglio credere che questa della 'scomunica' sia stata un'immagine a effetto, io comunque ho preso le mie precauzioni'. Lo racconta al 'Giornale' la biologa Elena Cattaneo, ricercatrice dell'universita' di Milano, dopo le parole del cardinale Trujillo: 'un po' per scherzo, un po' seriamente sono andata dal parroco del mio paese. Gli ho spiegato la storia della 'scomunica' chiedendogli di darmi un parere' e il parroco le ha detto: 'Di non preoccuparmi -dice- che se il cardinale Trujillo mi scomunica a torgliermela ci pensa lui. Seguendo la logica del cardinale Trujillo bisognerebbe estendere la 'scomunica' anche a tutti i pazienti che beneficiano quotidianamente delle nostre analisi e a tutti i ricercatori che operano sulle cellule adulte beneficiando dei nostri test sulle embrionali'. La biologa sottolinea poi che 'non possiamo lavorare per compartimenti stagni' e che 'la ricerca sulle staminali adulte deve procedere di pari passo con quella sulle embrionali'.
Contrario alle posizioni di Truijllo anche Eugenio Lecaldano, professore di filosofia morale all'universita' La Sapienza di Roma. 'La ricerca sulle cellule staminali provenienti da embrioni sovrannumerari e' lecita e legittima. Questi embrioni infatti non sarebbero utilizzabili per una eventuale nascita ne' potrebbero essere tutti adottati come hanno auspicato quelli che hanno messo a punto la banca degli embrioni di Milano'. E dunque appare all'esperto priva di senso la scomunica lanciata dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo a chi svolge ricerca sulle cellule staminali embrionali: 'Sul piano morale la scomunica non ha alcun senso - ha concluso Lecaldano - perche' ognuno si assume le proprie responsabilita'. La scomunica puo' essere infatti uno strumento che riguarda la comunita' religiosa, ma non la vita morale, che si svolge con decisioni autonome e responsabili. Siamo tutti uguali e forniti di autonomia, e dunque non dobbiamo dipendere dalla morale stabilita da qualcun altro'.
Il porporato ribadisce che l'aborto non e' un diritto ma un delitto come aveva gia' affermato Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium vitae. Quindi conferma che c'e' ancora la scomunica per l'aborto e colpisce 'la madre, il medico, gli infermieri, il padre se e' d'accordo'. Un principio che vale anche per chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali: 'E' la stessa cosa -afferma ancora il cardinale- distruggere l'embrione equivale all'aborto. E la scomunica vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano l'embrione'.
In quanto ai politici che approvano leggi di tale natura 'Se sono credenti devono dimostrare la coerenza con i loro atti. Secondo me -spiega Trujillo- se approvano leggi inique e ingiuste che distruggono l'uomo e vanno contro i diritti di Dio, va fatta una riflessione, perche' essi non potrebbero accostarsi all'Eucaristia.
Nessuno al mondo e' autorizzato a contraddire la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita a tutti i livelli'. Secondo quanto afferma il cardinale in Vaticano si teme 'soprattutto che, di fronte alle legislazioni attuali, parlare in difesa della vita e dei diritti della famiglia stia diventando in alcune societa' una sorta di delitto contro lo Stato, una forma di disobbedienza al Governo, una discriminazione contro le donne. La Chiesa rischia di essere portata davanti a qualche Corte internazionale, se il dibattito si facesse piu' teso, se si ascoltassero le istanze piu' radicali'.
Molti di questi temi, ha spiegato ancora il cardinale, saranno al centro del prossimo Incontro mondiale delle famiglie che si celebrera' a Valencia dal 1 al 9 luglio, e al quale nella sua parte conclusiva, prendera' parte anche Benedetto XVI.
'Condivisione dei contenuti ma stupore per i toni, che fanno passare l'idea di un Dio arrabbiato con gli uomini perche' non in sintonia con lui'. E' questo il commento a caldo di Paola Binetti, senatrice della Margherita e membro della commissione Sanita' al Senato, in merito alle dichiarazioni del cardinale Trujillo. 'Mi sembra che un principio come il valore della vita sia da tutelare in tutti i modi. E l'intervento del cardinale, in vista dell'incontro mondiale delle famiglie cattoliche con il Papa, rientra pienamente nella dottrina della Chiesa cattolica. Condivido pienamente il fatto che non si debba fare l'aborto e manipolare gli embrioni, ma rimango stupita dei toni usati dal cardinale nell'intervista'. Il riferimento alla scomunica infatti, 'sorta di sanzione disciplinare per i credenti, e' una cosa conosciuta dalle vecchie generazioni di credenti, ma non da quelle nuove. Mi sarei invece aspettata che l'accento venisse posto piu' su misure di accoglienza che punitive, con il riferimento ai principi della solidarieta', magnanimita' e del perdono da parte della Chiesa. In questa intervista invece si suggerisce l'idea di un Dio che punisce e non perdona. Gli scienziati possono anche fare esperimenti sugli embrioni, ma solo se sono a vantaggio di quello specifico embrione, non in nome di altri, per la vita e' sempre il fine ultimo da tutelare'.
'Nessun Governo puo' fermare la ricerca, nemmeno un credo religioso. Perche' la ricerca e' una necessita' dell'uomo'. Risponde cosi' Giuseppe Novelli, professore di genetica medica all'Universita' Tor Vergata di Roma, al Cardinale. 'Credo che la scienza non abbia bisogno di questi aut-aut porre un limite alla ricerca scientifica e' senza senso. L'unico problema e' riuscire ad arrivare ad un certo punto con le scoperte, non bisogna mai porre limiti mentre bisogna sempre andare fino in fondo. Comunque - aggiunge - i danni piu' grandi non sono mai arrivati dai ricercatori, ma da chi, parlandone, ha falsificato i concetti scientifici'. La stessa scoperta di una proteina capace, negli esperimenti di laboratorio, di far tornare 'bambine' le cellule adulte - continua il ricercatore - e che potrebbe aprire la strada per produrre cellule staminali in maniera etica (cioe' senza utilizzare gli embrioni), non sarebbe potuta avvenire senza le conoscenze che la comunita' scientifica ha ottenuto sulle staminali stesse. Insomma, senza gli studi sulle staminali non si sarebbe mai potuti arrivare ad una scoperta salva-embrione come questa. 'La minaccia di una scomunica non e' certo il modo migliore per avviare un dialogo. Bisogna rendersi conto che la biologia e la medicina vanno in una direzione diversa rispetto a quella della Chiesa. D'altronde, se pensiamo che abbiamo atteso 500 anni perche' fosse riabilitato Galileo...'. 'La vita accade -conclude Novelli citando una frase di Craig Venter, il 'padre' del sequenziamento del genoma umano-'. Come a dire: la vita non sta certo ad ascoltare i problemi etici.
'Cercare terreni condivisi e non contrasti': e' questa la risposta che Ignazio Marino, chirurgo e presidente della comissione Sanita' al Senato, da' a chi gli chiede un commento sulla scomunica lanciata dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo a chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali. 'La Chiesa, ogni Chiesa, deve essere libera di parlare ai suoi fedeli. Per valutare il senso delle affermazioni del Cardinale Alfonso Lopez Trujillo e' necessario prima di tutto leggere il testo integrale delle sue dichiarazioni. Penso che invece di perseguire, come accade sui media, contrasti, sia piu' utile la ricerca di terreni condivisibili che rispettino la sensibilita' etica di ognuno'. La scienza puo' aiutare, continua Marino, 'e non essere vista in opposizione alla religione nel perseguire il bene dell'uomo. Oggi esistono percorsi scientifici studiati nei laboratori, che permettono di realizzare cellule con le stesse potenzialita' delle staminali embrionali senza creare o distruggere embrioni'.
'Aspettiamo che il nostro cardinale dica no al Concordato con questo Stato e no a finanziamenti come quelli che gli derivano dall'otto per mille. La coerenza e la fede di chi ha un dogma non dovrebbero esimerlo'. Cosi' l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) commenta la proposta della cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio della famiglia, di estendere la scomunica a chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali e di negare la comunione ai politici cattolici che approvino leggi contrarie alla vita. 'Concordiamo con Trujillo che e' ipocrita scomunicare un medico che pratica l'aborto o un ricercatore che distrugge un embrione, ma non il legislatore (e con lui il presidente della Repubblica) che di fatto lo rendono possibile per legge. Ma soprattutto, ringraziamo il cardinal Trujillo per la lezione di laicita' e trasparenza che sta dando alle gerarchie ecclesiastiche ed ai loro rappresentanti istituzionali che operano in Italia'. Secondo il consigliere Aduc Pietro Yates Moretti, 'al contrario di loro, il cardinale si rivolge all'istituzione di cui fa parte, la Chiesa Cattolica, per combattere a viso scoperto pratiche che questa legittimamente non condivide e aborre. E stigmatizza cosi' quei rappresentanti della Chiesa cattolica che preferiscono esercitare le loro pressioni in maniera poco trasparente'. 'Viva Trujillo. E chiediamo coerenza con questa sua determinazione: coerenza per rifiutare soldi e prebende da uno Stato che, grossomodo, e' altro e Satana rispetto al proprio credo'.
Il parroco assolve
'Voglio credere che questa della 'scomunica' sia stata un'immagine a effetto, io comunque ho preso le mie precauzioni'. Lo racconta al 'Giornale' la biologa Elena Cattaneo, ricercatrice dell'universita' di Milano, dopo le parole del cardinale Trujillo: 'un po' per scherzo, un po' seriamente sono andata dal parroco del mio paese. Gli ho spiegato la storia della 'scomunica' chiedendogli di darmi un parere' e il parroco le ha detto: 'Di non preoccuparmi -dice- che se il cardinale Trujillo mi scomunica a torgliermela ci pensa lui. Seguendo la logica del cardinale Trujillo bisognerebbe estendere la 'scomunica' anche a tutti i pazienti che beneficiano quotidianamente delle nostre analisi e a tutti i ricercatori che operano sulle cellule adulte beneficiando dei nostri test sulle embrionali'. La biologa sottolinea poi che 'non possiamo lavorare per compartimenti stagni' e che 'la ricerca sulle staminali adulte deve procedere di pari passo con quella sulle embrionali'.
Contrario alle posizioni di Truijllo anche Eugenio Lecaldano, professore di filosofia morale all'universita' La Sapienza di Roma. 'La ricerca sulle cellule staminali provenienti da embrioni sovrannumerari e' lecita e legittima. Questi embrioni infatti non sarebbero utilizzabili per una eventuale nascita ne' potrebbero essere tutti adottati come hanno auspicato quelli che hanno messo a punto la banca degli embrioni di Milano'. E dunque appare all'esperto priva di senso la scomunica lanciata dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo a chi svolge ricerca sulle cellule staminali embrionali: 'Sul piano morale la scomunica non ha alcun senso - ha concluso Lecaldano - perche' ognuno si assume le proprie responsabilita'. La scomunica puo' essere infatti uno strumento che riguarda la comunita' religiosa, ma non la vita morale, che si svolge con decisioni autonome e responsabili. Siamo tutti uguali e forniti di autonomia, e dunque non dobbiamo dipendere dalla morale stabilita da qualcun altro'.
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