Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Caritas: triplicate domande lavoro insoddisfatte

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Centomila domande di lavoro insoddisfatte nel 2005; un bilancio che ha fatto chiudere l'anno con 100 mila clandestini. Nel corso di quest'anno, la tendenza di domande non soddisfatte per i lavoratori stranieri e' addirittura triplicata. Lo sottolinea l'anticipazione del rapporto annuale sull'immigrazione della Caritas-Migrantes, che sottolinea 'la frattura' fra mercato programmato (basato sulle quote) e il mercato reale espresso dalle aziende e dalle famiglie. Nell'anticipazione si afferma che l'attuale politica sull'immigrazione e' rigida e 'discriminatoria'.
Il decreto flussi, per i ricercatori, 'evidenzierebbe una rilevante sacca di irregolarita' perche' nella maggior parte dei casi riguarda persone gia' esistenti in Italia'.
Nel 2005, le domande per posti non stagionali (123.567 a fronte di una disponibilita' di quasi 28 mila) hanno interessato nel 44,2% dei casi collaboratori familiari; in alcune regioni (Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana) si e' raggiunta una punta del 50%. Il fabbisogno della forza edile, che mediamente e' pari al 17,2% delle domande pervenute (21.208) ha avuto punte superiori al 20% in molte regioni del Nord e del Centro (Bolzano e Trento, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Molise).
L'Emilia Romagna e' la regione che ha totalizzato il piu' alto numero di richieste di lavoratori stranieri (20.106, di cui l'84,3% rimasto insoddisfatto); mentre le regioni con il piu' cospicuo numero di immigrati, Lombardia e Lazio, rivelano una richiesta inferiore alla media (16.381 e 15.278). Non e' chiaro - spiegano i ricercatori - se in queste zone 'il fabbisogno sia effettivamente contenuto o si tratti solo di sfiducia e scarsa utilizzazione dei canali ufficiali a causa della scarsa disponibilita' di posti programmati'.
Le 123.567 domande registrate, rapportate alla popolazione straniera complessivamente residente in Italia, incidono per il 4,4% ed evidenziano la tendenza a far venire nel nostro paese un nuovo lavoratore stabile ogni 23 stranieri soggiornanti. Ci sono differenze territoriali: nel nord-est 1 ogni 18, nel centro 1 ogni 20, nelle isole 1 ogni 26, nel sud 1 ogni 28 e nel nord-ovest 1 ogni 36.
La Caritas-Migrantes critica la politica per l'immigrazione. In particolare, chi 'ha chiamato gli italiani a salvaguardare il proprio posto di lavoro e il loro benessere in contrapposizione a quello degli immigrati', in quanto 'significa non rendersi conto che i destini di tutti sono inestricabilmente congiunti'. Critiche alla chiamata nominativa dall'estero come unica modalita' d'ingresso che rappresenta una modalita' 'velleitaria, inconcludente e causa dell'espansione dell'irregolarita'. Urge invece la reintroduzione della possibilita' di venire in Italia per la ricerca del posto di lavoro, per favorire l'incontro tra domanda e offerta'. In tema di immigrazione, 'servono una nuova mentalita' non discriminatoria e il coraggio di procedere alle riforme necessarie, tra le quali vanno sicuramente incluse il superamento dell'antiquata legge sulla cittadinanza e l'attribuzione del diritto di voto amministrativo, senza piu' considerare uno spauracchio questa conquista civile, altrove sperimentata positivamente da anni. L'Italia e' diventato un grande paese di immigrazione anche senza il supporto di un'adeguata politica di immigrazione'.

'Il mondo politico deve portare avanti, senza il solito strascico di polemiche, la revisione di una normativa, quella sull'immigrazione, ritenuta carente per molte ragioni'. Ad affermarlo e' stato il rappresentante della Fondazione 'Migrantes' promossa dalla Cei, padre Bruno Mioli.
Il rappresentante della Fondazione Cei ha anche suggerito che le modifiche all'attuale legge Bossi-Fini avvengano 'raccogliendo i suggerimenti degli amministratori, delle organizzazioni sociali e dei rappresentanti degli immigrati'.
Il riconoscimento della cittadinanza agli immigrati, secondo il principio dello 'ius soli', rientra nel programma dell'Unione e 'sara' uno dei primi impegni del governo'. Lo ha detto Cristina De Luca, sottosegretario al ministero della solidarieta' sociale, precisando - rispetto alle indiscrezioni stampa - che il provvedimento in questione non sara' domani al Consiglio dei ministri. 'Il governo - ha spiegato - sta ancora in una fase di avvio.
Stiamo lavorando su questo provvedimento ma non c'e' testo concordato. La cittadinanza, come anche la revisione del decreto flussi, e' uno dei temi che riguarda i primi impegni del governo, come del resto prevede gia' il programma dell'Unione'.
Sulle politiche migratorie - ha aggiunto il sottosegretario a margine della presentazione dell'anticipazione del rapporto della Caritas-Migrantes - c'e' bisogno di 'un'inversione di tendenza. Non siamo per un impianto di norme di tipo repressivo.
Consideriamo l'immigrazione una risorsa pur in un sistema di garanzie e reciprocita' di diritti e doveri'.

La Caritas "confonde il dovere ecumenico della Chiesa ad assistere chiunque, con il diverso piano delle istituzioni alle quali competono regole e sanzioni rivolte peraltro al nobile obiettivo di una ordinata integrazione". Lo sostiene, commentando appunto il rapporto annuale della Caritas sull'immigrazione, il senatore Maurizio Sacconi, Forza Italia.
Il rapporto, spiega Sacconi, "ripropone la tesi di una politica istituzionale delle 'porte aperte' all'immigrazione". E continua: "Fortunatamente non tutta la Chiesa condivide la posizione della Caritas. L'attuale regolazione dei flussi migratori vuole costruire ordinati percorsi di immigrazione che sono i soli a consentire una prospettiva di piu' agevole riconoscimento del diritto di cittadinanza". Mentre invece "le sanatorie successive alla presentazione delle domande o, addirittura, il superamento di ogni criterio di selezione all'ingresso, stimolano inesorabilmente flussi clandestini e con essi fenomeni interni di rigetto". Per questo Motivo, spiega ancora il senatore azzurro, "ci opporremo fermamente ad ulteriori quote di lavoratori non stagionali".

'L' immigrazione e' un fenomeno che va governato con un progetto di politiche integrate che lo affrontino nella sua interezza, guardando anche all' esigenza di integrazione che molti immigrati, che oggi vivono e lavorano nel nostro Paese, manifestano'. Cosi' il sottosegretario all' Interno, Marcella Lucidi, commenta il rapporto della Caritas presentato oggi.
'La fotografia che ci consegna la Caritas/Migrantes -secondo Lucidi- e' la dimostrazione che l' immigrazione oggi e' un fenomeno strutturale, destinato a crescere in tutta l' Europa e che, quindi, va progressivamente abbandonata la logica emergenziale'. La crescita dei permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare in modo costante dal 1990 ad oggi, ha aggiunto, e' un dato che evidenzia come molti immigrati regolari vogliono avviare un progetto di vita nel nostro Paese'.
'Ritengo altresi' importante -prosegue il sottosegretario- guardare ai nuovi nati da entrambi i genitori stranieri che nel 2006 hanno raggiunto quota 55-60.000. Nell' arco di un anno (nel 2005 i nuovi nati sono stati 48.384) quindi, c' e' stato un incremento significativo. Si tratta di minori che frequentano le nostre scuole, giocano con i nostri figli e sentono l' Italia come il loro Paese'.
'La valutazioni espresse oggi dal rapporto Caritas/Migrantes - sottolinea - ci confermano, quindi, che il programma dell' Unione va nella direzione giusta perche' guarda oltre che alle regole, anche ai diritti dei cittadini stranieri, come per esempio l' acquisizione della cittadinanza ed il diritto di voto amministrativo'.
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