Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Caso Englaro, Corte d'appello di Milano si riserva di decidere su lista testimoni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una piccola novita' sulla vicenda di Eluana Englaro, la giovane lecchese in coma irreversibile da 14 anni e il cui padre, Beppino, chiede sia staccata la spina che tiene artificialmente in vita la figlia. Oggi la sezione famiglia della Corte d'appello di Milano si e' riservata di decidere in merito alla lista testimoni presentata dagli avvocati Vittorio Angiolini, Riccardo Maia e Franca Alessio, per dimostrare che la ragazza quando ancora era nelle sue piene facolta' aveva piu' volte ribadito di non voler essere mantenuta in vita da una macchina. Una decisione che la Englaro aveva maturato quando, esattamente un anno prima del suo, un incidente stradale ridusse in coma irreversibile uno dei suoi piu' cari amici. Quel ragazzo e' deceduto un anno fa senza mai riprendersi. La Corte rendera' nota la sua decisione sulla liste testimoni entro dieci giorni quando fissera' anche la data della prossima udienza. Si preannuncia un'istruttoria particolarmente lunga e che non si concludera', probabilmente, prima dell'autunno prossimo.
La Corte deve decidere in merito al ricorso contro la decisione del Tribunale di Lecco che per l'ennesima volta aveva respinto la richiesta di "porre fine a questa straziante situazione" come la definisce Beppino Englaro, in una catena interminabile di corsi e ricorsi. Quello che chiede e' "restituire la dignita' umana e il diritto alla morte di mia figlia". Eluana stava tornando a casa con amici la sera del 19 gennaio '92 quando avvenne l'incidente che la ridusse ad uno stato vegetativo. Non si e' mai piu' ripresa. Tocca ora alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento della richiesta del papa' si creerebbe un importante precedente con inevitabile effetto di richieste a catena. Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino nasogastrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. E' giusto, quindi, che tali pazienti debbano essere costretti, sostanzialmente, a sottoporsi a qualsiasi tipo di cura e forse anche a sperimentazione? Se la Corte d'appello di Milano dovesse dare risposta contraria a quella del Tribunale di Lecco, e' evidente cosa ne potra' conseguire. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Ma nel caso di accoglimento del ricorso, sara' necessario stabilire, attraverso appunto le testimonianze degli amici della giovane, l'effettiva volonta' di Luana di non essere mantenuta in vita artificialmente. Se questa tesi, sostenuta dal padre, trovasse conferma, potrebbe portare al distacco della spina. "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere prima di quel maledetto incidente", ha ribadito ancora oggi pomeriggio il papa'. "Voglio troppo bene a mia figlia non mi si costringa ad atti di coraggio".
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