Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Caso Englaro: a fine mese decisione della Corte d'Appello

U.E. - ITALIA
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Appuntamento con la speranza il 26 maggio prossimo per Beppino Englaro: il padre di Eluana Englaro, la giovane lecchese in coma irreversibile da 17 anni, chiede sia staccata la spina che tiene artificialmente in vita la figlia.
Quel giorno, infatti, la Corte d'Appello di Milano decidera' se accogliere l'ennesimo ricorso presentato nel febbraio scorso dai legali che curano gli interessi della famiglia Englaro, gli avvocati milanesi Vittorio Angiolini e Riccardo Maia. Un ricorso contro la decisione del Tribunale di Lecco che aveva respinto la richiesta in una interminabile catena di corsi e ricorsi. Quello che chiede papa' Beppino e' molto semplice: "Restituire la dignita' umana e il diritto alla morte a mia figlia". La Englaro stava tornando a casa con amici la sera del 19 gennaio '88 quando avvenne l'incidente che la ridusse ad uno stato vegetativo. Non si e' mai piu' ripresa. Il Tribunale lecchese (presidente Giampiero Serangeli) aveva detto no a quella richiesta. Tocca ora alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta la Englaro sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento si creerebbe un importante precedente con effetto di richieste a catena.
Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino naso-grastrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. E' giusto, quindi, che tali pazienti debbano essere costretti, sostanzialmente, a sottoporsi a qualsiasi tipo di cura e forse anche sperimentazione?
Se il 26 maggio la Corte d'Appello di Milano dovesse dare risposta contraria a quella dei colleghi di Lecco, e' evidente cosa ne potra' conseguire. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Ma nel caso di accoglimento del ricorso, a questo punto sara' necessario stabilire, attraverso testimonianze, l'effettiva volonta' della Englaro di non essere mantenuta in vita artificialmente. Se questa tesi, sostenuta dal padre, trovasse conferma, essa potrebbe portare al distacco della spina. Nel ricorso si chiedeva di "valutare se rigettare la domanda del padre, oppure avviare l'istruttoria per stabilire le effettive volonta' della giovane prima di precipitare nel buio piu' totale". Stessa richiesta viene avanzata in Appello. "Continuero' fino a quando otterro' ragione", dice papa' Englaro. Nella primavera dello scorso anno la Cassazione aveva definito inammissibile il ricorso del padre ritenendo che il genitore non avesse i requisiti necessari per chiedere il distacco del sondino naso-grastico da cui dipende la Englaro. Secondo la Cassazione, tale richiesta di distacco delle apparecchiature doveva essere fatta da un curatore speciale, cosa avvenuta ad inizio di quest'anno. I Giudici della Suprema Corte, in sostanza avevano sentenziato che il padre della Englaro non ha la possibilita' di decidere su 'atti personalissimi' come la vita o la morte di una persona, perche' mancherebbero 'specifiche risultanze' sulle volonta' espresse dalla Englaro. "Non ci fermeremo davanti ad un diniego del Collegio"; dice l'avvocato Alessio. "Se anche dalla Corte d'Appello arrivera' un no, andremo in Cassazione e se necessario alla Corte Costituzionale". "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere molto prima di quel maledetto incidente", dice Beppino Englaro. "I giudici di Lecco ancora una volta avevano deciso con il paraocchi e non avevano nemmeno voluto sentire gli amici di mia figlia che possono confermare come lei molto spesso diceva: 'se mai dovesse accadere, non voglio passare il resto della mia vita attaccata ad una macchina'. Voglio troppo bene a mia figlia ma non mi si costringa ad un atto di coraggio".
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