Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Cassazione annulla condanna a Rita Bernardini

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Annullamento con rinvio della sentenza con cui la segretaria dei radicali italiani, Rita Bernardini, era stata condannata in appello per cessione di sostanze stupefacenti. E' quanto ha deciso la Quarta Sezione Penale della Cassazione che ha cosi' disposto, accogliendo il ricorso della difesa, la celebrazione di un nuovo processo.
Rita Bernardini si era resa protagonista il 29 novembre 2000, di un atto di disobbedienza civile e aveva, durante la Conferenza nazionale sulla droga in corso Genova, consegnato otto grammi di hashish a Giancarlo Caselli, allore direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. La leader radicale era stata assolta in primo grado, ma il verdetto, dopo l'impugnazione da parte della Procura di Genova era stato ribaltato in appello: i giudici di secondo grado, nel gennaio 2006, l'avevano condannata a quattro mesi di reclusione e al pagamento di 800 euro.
Contro tale sentenza Rita Bernardini aveva presentato ricorso in Cassazione, dove e' stata assistita dall'avv. Giandomenico Caiazza: la condanna e' stata cosi' annullata e rinviata ad una nuova sezione della Corte d'Appello di Genova.
Anche il sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Mario Iannelli, aveva stamane, nella sua requisitoria, sollecitato l'annullamento con rinvio della sentenza d'appello.

'Dedico la prosecuzione di questa lotta radicale a tutte le vittime del proibizionismo'. Cosi' lBernardini commenta la decisione della Corte di Cassazione. La 'dedica'. spiega Rita Bernardini in una nota, e' 'ai tanti giovani che, perseguiti perche' trovati in possesso di pochi grammi di hashish o marijuana, si sono suicidati e a coloro che, gravemente malati, non riescono ad accedere ai farmaci a base di tetraidrocannabinolo che allevierebbero le loro sofferenze'.
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