Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Cassazione: mercato nero della droga pericolo per sviluppo dei giovani

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La droga ed il mercato nero grazie al quale è messa in circolazione mettono in pericolo la salute pubblica, la sicurezza e l'ordine pubblico, oltre che il normale sviluppo delle giovani generazioni. Lo sottolinea la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione che ha bocciato il ricorso di un trentenne siciliano condannato dalla Corte di Appello di Messina per spaccio di sostanze stupefacenti.
I legali dell'imputato ritenevano "insufficiente a produrre un concreto effetto drogante" il principio attivo della sostanza posseduta dal loro assistito, all'epoca "tossicodipendente e in condizioni economiche non floride": per questi motivi non poteva essere considerata "ai fini di spaccio" la quantità di droga sequestratagli. Nella sentenza n. 33871 la Suprema Corte ha, invece, confermato la sentenza dei giudici di Messina rilevando che se "il principio attivo contenuto nella singola sostanza oggetto di spaccio non supera la cosiddetta 'soglia drogante', in mancanza di ogni riferimento parametrico previsto per legge o per decreto, la circostanza non ha rilevanza ai fini della punibilità del fatto". I supremi giudici hanno poi ricordato che, in tema di stupefacenti, lo scopo della legge italiana "é quello di combattere il mercato della droga, espellendolo dal circuito nazionale poiché, proprio attraverso la cessione al consumatore viene realizzata la circolazione della droga e viene alimentato il mercato di essa". Un mercato che secondo la Cassazione "mette in pericolo la salute pubblica, la sicurezza e l'ordine pubblico, nonché il normale sviluppo delle giovani generazioni". E questo rischio è da tenere in considerazione anche in caso di " droghe poco efficaci", ovvero "dosi contenenti un principio attivo al di sotto della 'soglia drogante".
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