Italia. Cassazione: niente consumo di gruppo se c'e' l'offerta di droga
La Corte di Cassazione ha deciso che, nel caso in cui il padrone di casa offra gratuitamente cocaina ai propri ospiti durante le "feste", e' legittima la condanna per cessione di stupefacente.Per i "festini alla coca" non puo' infatti essere riconosciuta l'esimente del "consumo di gruppo" (che eliminerebbe la pena o, almeno, la attenuerebbe). Cosi' e' stata confermata la colpevolezza di un commerciante milanese di pelli pregiate importate illegalmente, che era solito offrire ai suoi invitati polvere bianca di qualita', importata dalla Jamaica.
In un anno e mezzo l'imputato aveva consumato un chilo e mezzo di cocaina, equamente suddiviso tra dosi personali e assaggini per gli avventori delle sue serate. Invano il padrone di casa ha cercato di difendersi in Cassazione sostenendo che lui non aveva mica spacciato, ma solo offerto coca come faceva con lo champagne.
La Suprema Corte gli ha risposto che "la condotta di un soggetto acquirente di sostanze stupefacenti puo' ritenersi non punibile perche' finalizzata al consumo di gruppo, solo quando gli altri componenti il gruppo abbiano avuto fin dal momento dell'acquisto, il potere di detenere la sostanza: altrimenti l'acquirente si deve considerare come unico detentore e se offre la droga compie il reato di cessione".
Nel caso, "siccome l'imputato metteva a disposizione degli ospiti la cocaina cio' esclude che i partecipanti ai festini abbiano avuto, fin dal momento dell'acquisto, un autonomo potere di fatto sulla sostanza stupefacente".
Cosi' la Cassazione -sentenza 15481- ha confermato al 'prodigo' padrone di casa la condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Milano.
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