Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Cassazione: la 'scorta' di fumo e' ammissibile per chi lascia per mesi la civilita'

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Non è reato fare "scorta" di droga a patto che si sia costretti a restare per mesi lontani dalla "civiltà". E' quanto in sostanza ammette la Cassazione che ha confermato l'assoluzione di un pastore che nel Trentino era stato bloccato con oltre 50 dosi di hashish e marijuana mentre seguiva il proprio gregge di pecore nella transumanza. Nonostante la consistente quantità di stupefacente e di principio attivo, in base alla quale non sarebbe stato possibile sostenere che si trattava di "uso personale", in udienza preliminare il pastore si era difeso spiegando, in pratica, che non aveva altra scelta.
 
Costretto a circa due mesi di vita nei campi, lontano dalle "comodità" cittadine (tra le quali la dose quotidiana di hashish), si era portato dietro una quantità adeguata al periodo.
In sostanza, una "scorta personale". Il giudice, basandosi sulle "circostanze di fatto" testimoniate dal verbale di sequestro, dalle quali si poteva evincere che sebbene si trattasse di una quantità eccessiva era pur sempre finalizzata all'uso personale e non allo spaccio. Tutta la sostanza infatti era conservata in un unico barattolo, nell'auto del pastore (un tempo le greggi in transumanza si seguivano a cavallo, ma a tutto c'è un limite). Ma alla procura della Repubblica di Trento la sentenza di proscioglimento non è andata giú e il pm ha presentato ricorso in Cassazione.
 
I giudici della sesta sezione penale peró, con la sentenza 12146, hanno confermato l'assoluzione sottolineando, in particolare, che "per la sanzione penale non è sufficiente la sussistenza di un solo parametro, come il superamento dei limiti di quantità" previsti dalle tabelle della legge Fini-Giovanardi. In conclusione, è credibile che "l'imputato, abituale assuntore di droghe leggere, abbia precostituito una scorta per uso personale" in vista del "lungo periodo di permanenza solitaria in campagna e in montagna dove doveva recarsi per le attività connesse alla trasumanza delle greggi di pecore".
Insomma, piú lungo è il viaggio e piú la scorta di "fumo" puó essere consistente.
 

"Continuano le sentenze tombali volte a scardinare la legge Fini-Giovanardi". Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio Sociale, in riferimento alla sentenza 12146 della Cassazione che "giustifica" la scorta di hashish e maijuana che un pastore aveva con se' mentre stava per partire con le greggi per la transumanza. "E' la terza sentenza 'stupefacente' - si legge nella nota diffusa da Camilloni - dopo quella della legittimazione dell'uso della droga in comitiva all'interno delle auto e della giustificazione per gli adepti alla religione rasta che permette di poter fumare tranquillamente anche 10 grammi al giorno di erba". "Finalmente - conclude Camilloni - questa sentenza svela perche' ad Heidi i monti le sorridono e le caprette le fanno ciao".
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