Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Catania. In possesso di modica quantita': obbligo di dimora e firma, divieto di guida e obbligo di dormire a casa

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La questura di Catania ha emesso un decreto con pesanti limitazioni della liberta' personale nei confronti di un giovane di 35 anni, dipendente di un esercizio commerciale e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, sorpreso da agenti della squadra mobile in possesso di una modica quantita' di droga per uso personale, dentro il negozio e in orario di apertura. Il decreto, il primo emesso dalla Questura di Catania secondo l'articolo 75 bis della legge Fini-Giovanardi, e' stato convalidato dal giudice di pace. Il giovane per due anni ha l'obbligo di firma in un comando di polizia e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza. Inoltre non potra' guidare e dovra' rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora, non uscirne prima di un'ora prefissata e non potra' frequentare alcuni locali pubblici.  

"Quello che abbiamo sempre denunciato in questi anni si sta verificando, la legge Fini provoca per i consumatori gli arresti domiciliari". E' quanto afferma Francesco Piobbichi, esponente de La Sinistra L'Arcobaleno. "Le agenzie riportano la notizia che la questura di Catania ha emesso un decreto con pesanti limitazioni della liberta' personale nei confronti di un giovane di 35 anni, sorpreso da agenti della squadra mobile in possesso di una modica quantita' di droga per uso personale". Il decreto, aggiunge Piobbichi, "il primo emesso dalla Questura di Catania secondo l'articolo 75 bis della legge Fini-Giovanardi, e' stato convalidato dal Giudice di pace. Il giovane, per due anni, ha l'obbligo di firma in un comando di polizia e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza". Inoltre, prosegue Piobbichi, "non potra' guidare e dovra' rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora, non uscirne prima di un'ora prefissata e non potra' frequentare alcuni locali pubblici". Non stiamo parlando, conclude il responsabile del Settore droghe di Rifondazione comunista, "di una persona che guidava sotto effetto di sostanze mettendo in pericolo terzi, stiamo parlando di una persona che deteneva a fini di consumo personale una modica quantita' di fumo. Altro che combattere le mafie- conclude Piobbichi-, la destra combatte contro i giovani e il Pd tace e acconsente".

"La Fini-Giovanardi continua a colpire i consumatori e il Partito Democratico non se ne preoccupa". Lo dichiara il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero, intervenendo sul caso del giovane arrestato a Catania. Un ragazzo che "trovato in possesso di una modica quantita' di droga per uso personale- ricorda Ferrero- in base all'articolo 75 bis della legge Fini-Giovanardi per due anni dovra' rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora e non uscirne prima di un'ora prefissata". L'episodio per il ministro "mostra con chiarezza come la legge voluta dalla destra si traduca in una sorta di arresti domiciliari per un semplice consumatore di droga. Un'indicazione molto chiara- continua- di quale potra' essere l'attitudine della destra italiana se dovesse tornare a governare il Paese: altro che lotta alle narcomafie, per questi signori il problema e' punire in ogni modo i consumatori". In questo contesto, chiude il ministro, "stupisce come il Partito Democratico non abbia indicato questo tra i temi del proprio programma e non ritenga di dover dire nulla di diverso dalle destra sul tema della droga e del consumo di sostanze. Per chi ha a cuore i diritti e la liberta' la Fini-Giovanardi resta infatti una legge pericolosa e da cancellare".    

 'Il caso di Catania e' scandaloso: dovrebbe vergognarsi chi ha voluto la legge Fini-Giovanardi che il governo Prodi non ha avuto il tempo e la forza di cancellare'. Lo sostiene il deputato della Sinistra Arcobaleno Tommaso Pellegrino, a commento della vicenda del trentacinquenne arrestato nella citta' siciliana perche' trovato in possesso di un po' di hashish, esattamente la modica quantita' della legge precedente. 'Si tratta dell'ennesima applicazione di una legge completamente 'sballata' - aggiunge Pellegrino - votata in extremis in forma di decreto legge dopo un atto di forza della destra che intendeva reprimere e criminalizzare chi fa uso di sostanze stupefacenti leggere, abbandonando al proprio destino chi e' vittima delle tossicodipendenza'.    

 "Le sanzioni amministrative applicate dal giudice di pace di Palermo, secondo quanto prevede l'art. 75 bis della legge Fini Giovanardi, scattano soltanto qualora il consumatore di droga sia gia' stato condannato per reati contro la persona, contro il patrimonio, o per la violazione delle norme della circolazione stradale, risulti pertanto recidivo. Il divieto di frequentare locali da ballo ed il ritiro della patente, deciso da un giudice, sono sicuramente misure sagge e ragionevoli se non si vuole aspettare di assumere provvedimenti amministrativi soltanto dopo i morti ed i feriti causati da chi guida sotto gli effetti di stupefacenti. Chi deve vergognarsi allora non e' il legislatore ma quegli esponenti della sinistra che continuano a mistificare la realta' e a fare del terrorismo ideologico parlando a vanvera di arresti domiciliari che esistono soltanto nella loro fervida fantasia". Lo afferma Carlo Giovanardi (Pdl).  



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