Italia. Cdl in difesa della Bossi-Fini
"Il governo comunista toglie l'ultimo brandello di maschera: permesso d'ingresso non per lavorare avendo gia' un lavoro, ma 'permesso per cercare lavoro' con la garanzia di uno sponsor (associazione di assistenza) e una 'dote' di alcune migliaia di euro per il mantenimento nel periodo di ricerca. È una vergogna, questo e' razzismo verso i cittadini italiani". Lo sostiene in una nota il senatore della Lega Nord, Ettore Pirovano in riferimento all'ultima decisione del ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero in tema di immigrazione. Secondo il senatore della Lega "si ritorna alla vergognosa speculazione delle 'associazioni di assistenza' che (legge Martelli) si facevano pagare dai clandestini il patrocinio dello sponsor. La disperazione di trovare voti tra gli immigrati clandestini e non ha stracciato gli ultimi barlumi di dignita' della sinistra di Prodi. Purtroppo per loro - conclude il senatore leghista - alle prossime e imminenti elezioni i clandestini non potranno ancora votare".
"Una sciagura". Cosi' Isabella Bertolini di Forza Italia, gia' relatrice alla Camera dei Deputati della legge Bossi-Fini commenta "quella che non puo' essere che una boutade" da parte del ministro della solidarieta' Ferrero che vorrebbe "regalare, non si comprende a quale titolo, una sorta di dote di 3 mila euro ad ogni nuovo immigrato". Ministri come Ferrero "sono un gravissimo pericolo perche' non esprimono politiche che configurino una immigrazione sostenibile per l'Italia, ma parlano per slogan ed ideologia condite con una salsa di irresponsabilita' istituzionale". Forse, continua Bertolini, "Ferrero non sa che l'imprenditore sponsor era gia' contenuto nella Turco-Napolitano ed e' fallito miseramente, ne' forse e' al corrente delle difficolta' in cui gia' versano i nostri Comuni a fronteggiare l'emergenza servizi sociali, le cui risorse sono ormai destinate per la maggior parte agli immigrati, creando gravi squilibri all'interno delle fasce piu' a rischio della nostra societa'". Il decreto voluto dal Governo Prodi poi "provochera' un disastro", perche' aprira' "ancora di piu' le porte a nuovi immigrati, consentendo anche i ricongiungimenti familiari di genitori e nonni, persone di eta' che ricadrebbero immediatamente sulle spalle di un welfare gia' al collasso. E'- conclude Bertolini- evidente che siamo davanti ad una compagine di dilettanti che stanno portando l'Italia allo sbaraglio".
"Credo che il ministro Ferrero e il nuovo governo non abbiano tenuto nel minimo conto l'impatto che avra' l'immigrazione se verra' abolita la Bossi-Fini e quanto costera' questo ingente numero di persone (cinquecentomila circa) per gli enti locali, ossia i comuni, le province e e regioni". È quanto dichiara in una nota Osvaldo Napoli, vicepresidente dell'Anci e membro del direttivo del gruppo di Forza Italia alla Camera. "La gestione del cittadino straniero e' complessa - prosegue Napoli -, richiede l'investimento di risorse e quindi comporta ingenti spese per i comuni che hanno bilanci assai contenuti. Deve essere chiaro che se si accolgono lavoratori stranieri regolari devono essere accolti come gli italiani. La scelta di questo governo non permettera' ai comuni di programmare, di governare il numero degli abitanti in relazione ai servizi". Nella nota sono elencati quelli che saranno gli aspetti piu' eclatanti: "Il carico eccessivo di utenza affluita ai servizi sociali, la carenza di risorse per l' erogazione di buoni libro, la carenza di risorse per l'erogazione di buoni scuola, l'assoluta inadeguatezza dei fondi per il sostegno alla locazione, la carenza di abitazioni, l'insufficienza di aule per accogliere i nuovi scolari, l'insufficienza dei fondi, sempre per i comuni, per pagare le esenzioni ticket, le voragini di bilancio che si apriranno nei comuni per offrire i servizi a domanda individuale ai nuclei (mense, trasporto alunni)". "Occorre capire - continua - come questo governo intenda le politiche sociali. La politica dell'accoglienza non puo' essere fatta di soli numeri e non si puo' solo dire: 'abbiamo accolto cinquecentomila stranieri'. Come? Con quali tutele? C'e' inoltre da sottolineare il problema del ricongiungimento familiare e quindi alle cinquecentomila regolarizzazioni vanno aggiunte quelle dei familiari dei regolarizzati (padre, madre, figli, suoceri) che chiederanno di avere il permesso di soggiorno".
Il senatore Alfredo Mantovano di Alleanza Nazionale ha depositato una interrogazione al ministro dell'Interno per conoscere, dopo l'approvazione del provvedimento di indulto, "se e a quale tipo di espulsione, e con quali mezzi, intendera' procedere nei confronti degli extracomunitari che stanno lasciando gli istituti di pena". Infatti - si legge in una nota - non e' assolutamente chiara quale sara' la sorte degli extracomunitari clandestini che stanno lasciando il carcere, come il tunisino che e' uscito dall'istituto di pena di Miogni (Varese): in base alla legge, essi vanno sottoposti a provvedimento di espulsione, ma il silenzio del Viminale non consente di capire se, alla stregua della volonta' di disapplicare la legge italiana sull'immigrazione, la c.d. Fini Bossi, piu' volte enunciata da esponenti del Governo in carica, ci si disinteressera' della loro posizione, al piu' consegnando loro una semplice intimazione ad allontanarsi dal territorio nazionale, che certamente non avra' alcun seguito concreto. Piu' in generale con l'interrogazione, si chiede "quale e' l'esatta entita' quantitativa delle scarcerazioni conseguenti al provvedimento di indulto; quali provvedimenti intenda adottare per prevenire l'ondata di criminalita' che fara' seguito alle scarcerazioni in corso; in particolare, se esista un piano mirato, che orienti la prevenzione ai casi di plurirecidivi, specializzati nell'offesa alla persona e/o al patrimonio".
"Una sciagura". Cosi' Isabella Bertolini di Forza Italia, gia' relatrice alla Camera dei Deputati della legge Bossi-Fini commenta "quella che non puo' essere che una boutade" da parte del ministro della solidarieta' Ferrero che vorrebbe "regalare, non si comprende a quale titolo, una sorta di dote di 3 mila euro ad ogni nuovo immigrato". Ministri come Ferrero "sono un gravissimo pericolo perche' non esprimono politiche che configurino una immigrazione sostenibile per l'Italia, ma parlano per slogan ed ideologia condite con una salsa di irresponsabilita' istituzionale". Forse, continua Bertolini, "Ferrero non sa che l'imprenditore sponsor era gia' contenuto nella Turco-Napolitano ed e' fallito miseramente, ne' forse e' al corrente delle difficolta' in cui gia' versano i nostri Comuni a fronteggiare l'emergenza servizi sociali, le cui risorse sono ormai destinate per la maggior parte agli immigrati, creando gravi squilibri all'interno delle fasce piu' a rischio della nostra societa'". Il decreto voluto dal Governo Prodi poi "provochera' un disastro", perche' aprira' "ancora di piu' le porte a nuovi immigrati, consentendo anche i ricongiungimenti familiari di genitori e nonni, persone di eta' che ricadrebbero immediatamente sulle spalle di un welfare gia' al collasso. E'- conclude Bertolini- evidente che siamo davanti ad una compagine di dilettanti che stanno portando l'Italia allo sbaraglio".
"Credo che il ministro Ferrero e il nuovo governo non abbiano tenuto nel minimo conto l'impatto che avra' l'immigrazione se verra' abolita la Bossi-Fini e quanto costera' questo ingente numero di persone (cinquecentomila circa) per gli enti locali, ossia i comuni, le province e e regioni". È quanto dichiara in una nota Osvaldo Napoli, vicepresidente dell'Anci e membro del direttivo del gruppo di Forza Italia alla Camera. "La gestione del cittadino straniero e' complessa - prosegue Napoli -, richiede l'investimento di risorse e quindi comporta ingenti spese per i comuni che hanno bilanci assai contenuti. Deve essere chiaro che se si accolgono lavoratori stranieri regolari devono essere accolti come gli italiani. La scelta di questo governo non permettera' ai comuni di programmare, di governare il numero degli abitanti in relazione ai servizi". Nella nota sono elencati quelli che saranno gli aspetti piu' eclatanti: "Il carico eccessivo di utenza affluita ai servizi sociali, la carenza di risorse per l' erogazione di buoni libro, la carenza di risorse per l'erogazione di buoni scuola, l'assoluta inadeguatezza dei fondi per il sostegno alla locazione, la carenza di abitazioni, l'insufficienza di aule per accogliere i nuovi scolari, l'insufficienza dei fondi, sempre per i comuni, per pagare le esenzioni ticket, le voragini di bilancio che si apriranno nei comuni per offrire i servizi a domanda individuale ai nuclei (mense, trasporto alunni)". "Occorre capire - continua - come questo governo intenda le politiche sociali. La politica dell'accoglienza non puo' essere fatta di soli numeri e non si puo' solo dire: 'abbiamo accolto cinquecentomila stranieri'. Come? Con quali tutele? C'e' inoltre da sottolineare il problema del ricongiungimento familiare e quindi alle cinquecentomila regolarizzazioni vanno aggiunte quelle dei familiari dei regolarizzati (padre, madre, figli, suoceri) che chiederanno di avere il permesso di soggiorno".
Il senatore Alfredo Mantovano di Alleanza Nazionale ha depositato una interrogazione al ministro dell'Interno per conoscere, dopo l'approvazione del provvedimento di indulto, "se e a quale tipo di espulsione, e con quali mezzi, intendera' procedere nei confronti degli extracomunitari che stanno lasciando gli istituti di pena". Infatti - si legge in una nota - non e' assolutamente chiara quale sara' la sorte degli extracomunitari clandestini che stanno lasciando il carcere, come il tunisino che e' uscito dall'istituto di pena di Miogni (Varese): in base alla legge, essi vanno sottoposti a provvedimento di espulsione, ma il silenzio del Viminale non consente di capire se, alla stregua della volonta' di disapplicare la legge italiana sull'immigrazione, la c.d. Fini Bossi, piu' volte enunciata da esponenti del Governo in carica, ci si disinteressera' della loro posizione, al piu' consegnando loro una semplice intimazione ad allontanarsi dal territorio nazionale, che certamente non avra' alcun seguito concreto. Piu' in generale con l'interrogazione, si chiede "quale e' l'esatta entita' quantitativa delle scarcerazioni conseguenti al provvedimento di indulto; quali provvedimenti intenda adottare per prevenire l'ondata di criminalita' che fara' seguito alle scarcerazioni in corso; in particolare, se esista un piano mirato, che orienti la prevenzione ai casi di plurirecidivi, specializzati nell'offesa alla persona e/o al patrimonio".
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