Italia. Cellule staminali modificate contro la talassemia nella vita prenatale
Cellule staminali modificate per correggere durante la vita prenatale malattie come la talassemia. E' solo uno dei progetti in cantiere all'Universita' Cattolica di Roma utilizzando la banca di staminali tratte dal cordone ombelicale. "Questa ed altre piste di ricerca sono aspetti molto entusiasmanti e promettenti dello studio delle cellule staminali", ha spiegato il professor Salvatore Mancuso, che segue il progetto. "Con la possibilita' di effettuare precise e precoci diagnosi prenatali si apre anche la strada per la cura gia' nel grembo materno".
Tra le malattie che potrebbero beneficiare di queste ricerche ci sono le emoglobinopatie e in particolare la talassemia, attraverso l'utilizzo di cellule staminali modificate geneticamente e portatrici del gene sano che sarebbe in grado di correggere la malattia. Per Mancuso "sono allo studio modelli sperimentali in questa direzione e le ricerche si avvalgono della collaborazione del professor Cesare Peschle dell'Istituto Superiore di Sanita', del genetista Bruno Dallapiccola dell'Istituto Mendel e del professor Esmail Zanjani dell'Universita' del Nevada."
Un altra pista di ricerca riguarda la possibilita' di studiare le cellule staminali del feto durante la gravidanza. "Una volta passata la barriera placentare queste cellule vanno in soccorso della madre in particolari situazioni, ad esempio quando e' malata, e sono in grado di aiutare a combattere patologie gravi come i tumori o le epatiti. Comprendere questi meccanismi potra' darci indicazioni utili anche per i trapianti".
Altre piste di indagine riguardano il settore ematologico. "Il sangue di cordone ombelicale contiene una significativa quota di cellule staminali ematopoietiche multipotenti" dichiara il professor Giuseppe Leone dell'Universita' cattolica. "Si tratta cioe' di cellule in grado di dare origine ad altri tessuti che si sono dimostrate in grado di determinare un completo ripopolamento del midollo osseo dopo l'impiego di chemioterapia o radioterapia intense. Per questa ragione il trapianto di cellule del cordone e' impiegato per pazienti affetti da malattie ematologiche maligne e non maligne, da immunodeficienze congenite e da tumori solidi".
Tra le malattie che potrebbero beneficiare di queste ricerche ci sono le emoglobinopatie e in particolare la talassemia, attraverso l'utilizzo di cellule staminali modificate geneticamente e portatrici del gene sano che sarebbe in grado di correggere la malattia. Per Mancuso "sono allo studio modelli sperimentali in questa direzione e le ricerche si avvalgono della collaborazione del professor Cesare Peschle dell'Istituto Superiore di Sanita', del genetista Bruno Dallapiccola dell'Istituto Mendel e del professor Esmail Zanjani dell'Universita' del Nevada."
Un altra pista di ricerca riguarda la possibilita' di studiare le cellule staminali del feto durante la gravidanza. "Una volta passata la barriera placentare queste cellule vanno in soccorso della madre in particolari situazioni, ad esempio quando e' malata, e sono in grado di aiutare a combattere patologie gravi come i tumori o le epatiti. Comprendere questi meccanismi potra' darci indicazioni utili anche per i trapianti".
Altre piste di indagine riguardano il settore ematologico. "Il sangue di cordone ombelicale contiene una significativa quota di cellule staminali ematopoietiche multipotenti" dichiara il professor Giuseppe Leone dell'Universita' cattolica. "Si tratta cioe' di cellule in grado di dare origine ad altri tessuti che si sono dimostrate in grado di determinare un completo ripopolamento del midollo osseo dopo l'impiego di chemioterapia o radioterapia intense. Per questa ragione il trapianto di cellule del cordone e' impiegato per pazienti affetti da malattie ematologiche maligne e non maligne, da immunodeficienze congenite e da tumori solidi".
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