Italia. Cesare Galli e la clonazione terapeutica
In un'intervista apparsa sul quotidiano "Il Resto del Carlino", lo scienziato Cesare Galli, celebre padre della cavalla Prometea, ha espresso dubbi e pareri sulla clonazione, e sull'impatto che questa ha sull'opinione pubblica. Di seguito riportiamo i punti salienti.
I "nemici" della clonazione, secondo Galli, non sono solo coloro che la presentano ai media come prospettiva immediata, ma includono anche forze politiche e religiose influenti nella societa' italiana. "I verdi sparano a zero senza cognizione di causa e si incrociano con i cattolici che si oppongono per altri motivi. Convincere i primi e' piu' facile, sono piu' sensibili se le finalita' sono mediche, mentre non sono disposti ad accettarlo per utilizzi zootecnici. Per i cattolici [.], se si tratta di essere umani, scatta il tabu'. Dicono che la malattia e' un dono di Dio. Fare qualcosa per fare stare meglio la gente, anche questo e' un messaggio religioso. A me non interessa clonare un essere umano per fare la copia di un altro, ma per avere quella che chiamiamo clonazione terapeutica. Avere cellule staminali autonome, compatibili con il donatore. [.] Qui, spesso, i messaggi che arrivano sono l'uomo-coniglio, e la gente finisce per fare confusione con la fantascienza. Dipende tutto da cosa si propina. L'opinione pubblica si scandalizza, ma forse non sa che il 95 per cento dei bovini nasce da fecondazione artificiale".[.]
"Lo scienziato non sa fermarsi e secondo me non deve farlo. Non deve avere limiti alla conoscenza, se non quelli della propria etica. Lavorare cioe' in modo rigoroso e rispettoso, qualsiasi affermazione fatta deve avere prove sperimentali. Nessuna astrazione, un conto e' l'ipotesi, il punto di partenza, un conto e' il risultato"
I "nemici" della clonazione, secondo Galli, non sono solo coloro che la presentano ai media come prospettiva immediata, ma includono anche forze politiche e religiose influenti nella societa' italiana. "I verdi sparano a zero senza cognizione di causa e si incrociano con i cattolici che si oppongono per altri motivi. Convincere i primi e' piu' facile, sono piu' sensibili se le finalita' sono mediche, mentre non sono disposti ad accettarlo per utilizzi zootecnici. Per i cattolici [.], se si tratta di essere umani, scatta il tabu'. Dicono che la malattia e' un dono di Dio. Fare qualcosa per fare stare meglio la gente, anche questo e' un messaggio religioso. A me non interessa clonare un essere umano per fare la copia di un altro, ma per avere quella che chiamiamo clonazione terapeutica. Avere cellule staminali autonome, compatibili con il donatore. [.] Qui, spesso, i messaggi che arrivano sono l'uomo-coniglio, e la gente finisce per fare confusione con la fantascienza. Dipende tutto da cosa si propina. L'opinione pubblica si scandalizza, ma forse non sa che il 95 per cento dei bovini nasce da fecondazione artificiale".[.]
"Lo scienziato non sa fermarsi e secondo me non deve farlo. Non deve avere limiti alla conoscenza, se non quelli della propria etica. Lavorare cioe' in modo rigoroso e rispettoso, qualsiasi affermazione fatta deve avere prove sperimentali. Nessuna astrazione, un conto e' l'ipotesi, il punto di partenza, un conto e' il risultato"
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