Italia. Cgil: il decreto Fini e' un attentato ai lavoratori dei Sert
"L'opinione pubblica comincia finalmente a comprendere che il decreto Giovanardi, in discussione domani al Senato, attenta alla libertà e alla salute di quattro milioni di consumatori di sostanze leggere, per i quali si prevede, come procedimento educativo, da applicare almeno a un campione sorpreso con qualche spinello, il carcere o la comunità obbligatoria". Lo afferma Giuseppe Bortone, responsabile tossicodipendenze della Cgil. Secondo il sindacalista, "purtroppo non è ancora abbastanza chiaro il fatto che con questo decreto si attenta anche alla dignità e alla qualità del lavoro di settemila operatori pubblici dei Sert: sono loro che nell'ultimo anno hanno preso in carico 175 mila pazienti, che operano in condizioni già difficili e che non dovrebbero essere messi in un'assurda competizione con i poliziotti e gli operatori carcerari". "E' proprio questo tipo di operatori infatti, insieme al privato sociale che deve essere messo in condizione di occuparsi della salute e della tutela di tossicodipendenti e consumatori di droghe; non li aiuta certo il fatto che nel famigerato decreto sia compresa una norma che consente anche ai privati di certificare lo stato di tossicodipendenza, scatenando una concorrenza selvaggia che la parte più responsabile dei privati stessi ha rifiutato da tempo".ADUC è indipendente
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