Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Chiese evangeliche e l'immigrazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il primo impegno per la giustizia sociale delle Chiese evangeliche in Italia e' quello a favore degli immigrati. Si tratta infatti di un segno della voglia di collaborare all'azione di Dio che vuole un mondo rinnovato.
E' questo uno dei segnali emersi dal culto solenne al tempio valdese che ieri pomeriggio ha aperto la XIV Assemblea della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) i cui lavori proseguiranno fino a sabato prossimo.
La predicazione e' stata affidata a David Cavanagh, vice presidente della FCEI il quale ha offerto alcune riflessioni sul versetto biblico dell'Apocalisse scelto per motto dell'Assemblea: 'Ecco, io faccio nuove tutte le cose'.
Speranza, fiducia, impegno sono state le tre parole chiave del sermone di Cavanagh, capitano dell'Esercito della Salvezza, che ha delineato in particolare gli elementi di una 'spiritualita' della speranza' che deve caratterizzare la fede e la vita di ogni cristiano.
E proprio in ossequio alla fede in un Dio che rinnovera' la faccia della terra, i cristiani non si sentono autorizzati a fuggire dal mondo, rifugiandosi nel privato.
'E' dunque giusto - ha rilfettuto Cavanagh - che noi, come cristiani, siamo partecipi attivi nel dibattito e nell'azione sociale. La Citta' dell'Uomo non e' la Citta' di Dio -e non lo sara' mai- ma possiamo (e dobbiamo) cercare di renderla piu' conforme al mondo rinnovato che Dio vuole.
E' dunque giusto che le nostre Chiese cerchino di promuovere la giustizia sociale, schierandosi con gli oppressi e parlando a difesa di chi non ha voce. E' giusto (per esempio) che ci battiamo a favore degli immigranti e le vittime del commercio umano, chiedendo ai governi a varare leggi che rispettino la loro dignita' umana, intervenendo per mitigare la poverta' nei loro paesi d'origine, impegnandoci a fasciare le ferite di chi ha subito violenze e accompagnando loro nella ripresa di una vita libera ed autonoma.
E' giusto che facciamo tutto questo (e altro) perche' e' segno della volonta' del SIGNORE di rinnovare l'intero Creato -'Io faccio nuove tutte le cose'. E' giusto che la visione di un mondo rinnovato nel quale non ci sara' piu' morte, ne' cordoglio, ne' grido, ne' dolore c'ispiri e ci sfidi ad un ampio ed attivo impegno per il rinnovamento sociale'.
Il motto scelto per questa Assemblea -'Ecco, io faccio nuove tutte le cose', ha osservato il vice presidente della FCEI, 'ci chiama a considerare attentamente il nostro ruolo come popolo cristiano nella societa' italiana.
Ci chiama a considerare come meglio comunicare la speranza del vangelo ad una generazione allergica alla dottrina dogmatica e all'istituzione ecclesiastica, ma molto sensibile alla spiritualita' ed alla ricerca di una comunione sociale basata sul reciproco rispetto e fiducia. Ci chiama a riflettere cosa significa essere autentica chiesa (segno di quello che l'umanita' puo' diventare, quando e' rinnovata dalla grazia) nel mondo mediatico del finto 'reality'. Ci chiama a considerare come possiamo meglio testimoniare in parola e atto ai veri valori del vangelo -la grazia, il perdono, l'amore, la misericordia e la compassione.
Siamo sfidati a guardare oltre i confini delle nostre chiese e la nostra piccola sub-cultura evangelica. Siamo chiamati ad avventurarci nella rischiosa impresa di vivere pienamente in questa societa' per contribuire al suo rinnovamento'.
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