Italia. Chris Shaw (King's College) difende la ricerca su embrioni chimera
Studi contro la morale? No, tutt'altro.
Ricerche fallimentari perche' nelle cellule 'chimera' i mitocondri, corresponsabili di malattie come il Parkinson e l'Alzheimer, non sono umani bensi' animali? Inesatto. Chris Shaw, il ricercatore del King's College di Londra che ha incassato l'apertura del governo Britannico alla ricerca sugli 'embrioni chimera' risponde alle obiezioni, morali e scientifiche, sollevate in Italia.
"Sono d'accordo che la scienza non debba superare i limiti della morale ne' perdere di vista il bene dell'uomo", spiega il neurologo, in Italia per il convegno internazionale sulla Sclerosi laterale amiotrofica, organizzato nel week-end a Milano dall'Istituto Mario Negri in collaborazione con l'Universita' di Tor Vergata: "Pero' bisogna intendersi su cosa e' accettabile e accettato. Se non si vuole accettare nessun tipo di ricerca sugli embrioni, allora si deve bandire anche qualsiasi tipo di contraccezione".
A proposito dei confini morali entro i quali la scienza deve muoversi, Chris Shaw si chiede: "Quali sono i limiti etici? Gli embrioni generati con la fecondazione in vitro spesso sono congelati e inutilizzati. Che fine fanno? In molti casi vengono buttati via, ma e' giusto distruggerli? E' meglio utilizzarli per la ricerca allora". Comunque, continua, "gli embrioni che noi creiamo in ogni caso non possono superare i 14 giorni di vita. Si tratta, a questo stadio, di un piccolo gruppo di cellule e non di un corpo umano formato. Comunque la scienza deve essere regolata, su questo sono d'accordo".
Entrando nel merito scientifico delle sue ricerche, a chi sostiene l'inefficacia di studiare malattie come l'Alzheimer e il Parkinson, causate tra l'altro da un problema nella catena mitocondriale, con cellule i cui mitocondri sono animali mentre il nucleo e' umano, Shaw chiarisce: "Noi inseriamo un nucleo umano in uova di animali (mucche, conigli). Le cellule animali fanno da ospite e contengono i propri mitocondri, che pero' costituiscono una percentuale minima delle proteine che servono allo sviluppo dell'embrione". Inoltre, continua il ricercatore britannico, "una parte dei mitocondri vengono trasferiti dall'uomo e, con il passare dei giorni, questi prendono il sopravvento su quelli animali, perche' hanno una maggiore omologia con le proteine formate dal nucleo umano. Alla fine quindi l'embrione e' completamente umano, perche' le cellule umane hanno il sopravvento su quelle animali".
Se, va avanti Shaw, "si utilizzano cellule uovo animali per sviluppare l'embrione e' solo perche' quelle umane non sono disponibili, sono troppo preziose e utilizzate per la fecondazione". Dagli embrioni che si otterranno, conclude, "si ricavano delle cellule staminali che possono differenziarsi in cellule neuronali ed essere studiate al fine di curare le malattie neurodegenerative".
Ricerche fallimentari perche' nelle cellule 'chimera' i mitocondri, corresponsabili di malattie come il Parkinson e l'Alzheimer, non sono umani bensi' animali? Inesatto. Chris Shaw, il ricercatore del King's College di Londra che ha incassato l'apertura del governo Britannico alla ricerca sugli 'embrioni chimera' risponde alle obiezioni, morali e scientifiche, sollevate in Italia.
"Sono d'accordo che la scienza non debba superare i limiti della morale ne' perdere di vista il bene dell'uomo", spiega il neurologo, in Italia per il convegno internazionale sulla Sclerosi laterale amiotrofica, organizzato nel week-end a Milano dall'Istituto Mario Negri in collaborazione con l'Universita' di Tor Vergata: "Pero' bisogna intendersi su cosa e' accettabile e accettato. Se non si vuole accettare nessun tipo di ricerca sugli embrioni, allora si deve bandire anche qualsiasi tipo di contraccezione".
A proposito dei confini morali entro i quali la scienza deve muoversi, Chris Shaw si chiede: "Quali sono i limiti etici? Gli embrioni generati con la fecondazione in vitro spesso sono congelati e inutilizzati. Che fine fanno? In molti casi vengono buttati via, ma e' giusto distruggerli? E' meglio utilizzarli per la ricerca allora". Comunque, continua, "gli embrioni che noi creiamo in ogni caso non possono superare i 14 giorni di vita. Si tratta, a questo stadio, di un piccolo gruppo di cellule e non di un corpo umano formato. Comunque la scienza deve essere regolata, su questo sono d'accordo".
Entrando nel merito scientifico delle sue ricerche, a chi sostiene l'inefficacia di studiare malattie come l'Alzheimer e il Parkinson, causate tra l'altro da un problema nella catena mitocondriale, con cellule i cui mitocondri sono animali mentre il nucleo e' umano, Shaw chiarisce: "Noi inseriamo un nucleo umano in uova di animali (mucche, conigli). Le cellule animali fanno da ospite e contengono i propri mitocondri, che pero' costituiscono una percentuale minima delle proteine che servono allo sviluppo dell'embrione". Inoltre, continua il ricercatore britannico, "una parte dei mitocondri vengono trasferiti dall'uomo e, con il passare dei giorni, questi prendono il sopravvento su quelli animali, perche' hanno una maggiore omologia con le proteine formate dal nucleo umano. Alla fine quindi l'embrione e' completamente umano, perche' le cellule umane hanno il sopravvento su quelle animali".
Se, va avanti Shaw, "si utilizzano cellule uovo animali per sviluppare l'embrione e' solo perche' quelle umane non sono disponibili, sono troppo preziose e utilizzate per la fecondazione". Dagli embrioni che si otterranno, conclude, "si ricavano delle cellule staminali che possono differenziarsi in cellule neuronali ed essere studiate al fine di curare le malattie neurodegenerative".
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