Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Cir presenta Pdl su asilo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Italia e' l'unico Paese europeo a non avere una legge sul diritto d'asilo, nonostante la nostra Costituzione preveda espressamente (art.10) questo diritto.
Diversi ddl giacciono da anni in Parlamento senza riuscire a trovare una sbocco e ora ci prova il Cir (Consiglio italiano rifugiati), che, alla luce anche del programma dell'Unione che prevede l'approvazione di una legge organica in materia, ha presentato ieri una sua proposta di legge con spunti innovativi.
Innanzitutto, ha precisato il presidente del Cir Savino Pezzotta, bisogna distinguere fra immigrati e richiedenti asilo: 'sono due cose assolutamente diverse' ha spiegato. E non solo perche' i rifugiati non vengono in Italia per trovare lavoro ma per sfuggire a situazioni di guerra, persecuzione o comunque in cui non viene garantito l'esercizio delle liberta' democratiche, ma anche per l'entita' delle cifre: a fronte di centinaia di migliaia di immigrati, infatti, le domande d'asilo giunte nel 2005 sono state appena 9.346. Nello stesso anno, sono state esaminate 14.651 domande, ma lo status di rifugiato e' stato riconosciuto solo a 912 persone mentre e' stato negato a 5.583.
A 4.354 persone e' stata concessa la protezione umanitaria. La maggior parte dei richiedenti asilo giunti in Italia l'anno scorso provenivano da Paesi del Corno d'Africa, cioe' da una situazione di guerra.
Tra i punti innovativi della proposta di legge del Cir, come ha spiegato il direttore Christopher Hein, c'e' la possibilita', per un rifugiato, di chiedere asilo anche se si trova fuori dal territorio italiano: ad esempio un eritreo che si trova in Libia potrebbe rivolgersi all'ambasciata o al consolato italiano di quel Paese. Al momento, questa possibilita' e' ammessa solo da pochi Paesi europei, come Spagna e Svizzera. 'In questo modo - ha spiegato Hein - diminuirebbe anche il numero delle persone che si rivolgono ai trafficanti per arrivare nel nostro Paese, spesso rischiando la vita'. La pdl, poi, abolisce il concetto di trattenimento del richiedente asilo nei centri di identificazione: 'non c'e' necessita' - ha detto Hein - di rinchiuderli come stabilisce la legge Bossi-Fini'. Possono risiedere in piccoli centri aperti, messi a disposizione dei Comuni; alcuni gia' lo fanno e riescono attualmente a ospitare circa 2.500 richiedenti asilo. La proposta prevede che il coordinamento dei Comuni sia affidato all'Anci su base triennale.
Viene introdotto inoltre un programma di reinsediamento di rifugiati, su base di quote triennali: si tratta della possibilita' di dare protezione in Italia a un certo numero di rifugiati che si trovino in Paesi diversi da quello di origine, ma dove comunque non siano loro garantiti i diritti umani fondamentali. Il governo dovrebbe stabilire ogni tre anni la quota massima da ammettere. Altro punto importante e' la previsione di programmi efficaci di integrazione dei richiedenti asilo, gestiti a livello locale ma coordinati e monitorati a livello centrale. Per la copertura finanziaria della legge, ha precisato Hein, non c'e' bisogno di nuovi fondi: 'basta utilizzare quelli gia' esistenti, utilizzati per il controllo e la repressione, come ad esempio i soldi utilizzati per i Cpt o per l'accompagnamento alla frontiera'.
'La proposta - ha precisato Pezzotta - e' aperta al confronto. Ma non possiamo piu' aspettare tempi lunghi. E' una questione di civilta''.
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